Almaviva, impugneremo l’ordinanza

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Almaviva, impugneremo l’ordinanza

"La procedura di licenziamento collettivo conclusa dalla Società Almaviva Contact nel mese di dicembre scorso è stata attuata nel pieno rispetto delle regole previste dalla legge: non si tratta di un`affermazione di parte, ma è la conclusione cui è giunta la stragrande maggioranza dei Giudici del lavoro che hanno esaminato la vicenda presso il Tribunale di Roma". Lo sostiene l'azienda in un comunicato specificando che dopo la conclusione della procedura, infatti, parte delle persone interessate ha avviato, come di diritto, una causa per impugnare il recesso aziendale.

I ricorsi presentati - si legge nella nota di Almaviva - sono stati distribuiti tra diversi giudici e, alla data odierna, sono 10 coloro che si sono pronunciati. Di questi, 9 magistrati del lavoro attraverso 22 ordinanze hanno dichiarato pienamente legittima la condotta aziendale, riconoscendo come i licenziamenti siano stati attuati rispettando in pieno tutte le garanzie procedurali e sostanziali previste dalla legge di riferimento (Legge 223/1991).

In particolare, le diverse pronunce sin qui emanate hanno evidenziato, sempre secondo Almaviva, i seguenti aspetti:

la chiusura della sede di Roma della Società Almaviva Contact ha risposto ad una reale ed effettiva necessità dell`azienda e, come tale, pienamente legittima; la Società ha avviato la procedura di licenziamento collettivo dando in ciascuna fase del procedimento un`informazione puntuale, ampia ed esaustiva alle organizzazioni sindacali, anche al fine di ridurre l`impatto sociale dei provvedimenti; la scelta di concentrare i licenziamenti presso la sede di Roma si è configurata pienamente legittima perché basata su fondati motivi organizzativi e produttivi, oltre che essere avallata da un accordo sindacale; nell`ambito della procedura l`azienda non ha attuato alcuna condotta discriminatoria o ritorsiva nei confronti dei lavoratori.

A fronte di questo chiaro e univoco orientamento della maggioranza dei giudici che hanno finora esaminato la vicenda, sarebbe fuorviante - sottolinea Almaviva - dare amplificato rilievo a una decisione di segno diverso. Tale pronuncia, del tutto legittima, testimonia la sola esistenza di un diverso, ma nettamente minoritario, orientamento presso il Tribunale di Roma.

Almaviva Contact, mantenendo ferma la convinzione del proprio corretto operato - conclude la nota - darà ovviamente attuazione all`ordinanza - riammettendo i lavoratori presso le sedi disponibili, tenendo conto che il sito operativo di Roma è chiuso - ma la impugnerà immediatamente, al fine di revocarne gli effetti in tempi brevi.


 

Cgil, sentenza Almaviva rende giustizia ai lavoratori

 “Una sentenza che rende giustizia a quei lavoratori e, forse, potrebbe aiutare a superare una stagione improvvida nella quale le prove di forza ed i ricatti hanno sostituito le corrette relazioni sindacali”. Così in una nota la Cgil nazionale, la Slc Cgil nazionale, la Cgil di Roma e Lazio e la Slc di Roma e Lazio, commentano la decisione del Tribunale di Roma, che ha accolto il ricorso di 155 lavoratori di Almaviva, dichiarando l’illegittimità del loro licenziamento e prescrivendo la reintegra nel posto di lavoro.

Per i sindacati  “va definitivamente archiviata una stagione che ha voluto imporre sacrifici inutili quando illegittimi ai lavoratori facendo leva, nel dividerli, sul pressante bisogno di mantenere un posto di lavoro”.

“Ora - prosegue la nota - dovrebbe aprirsi finalmente una nuova stagione che metta al bando un dibattito surreale come quello a cui abbiamo assistito nel dicembre scorso quando, da più parti, si è sciaguratamente provato ad attribuire agli stessi lavoratori ed ai loro rappresentanti la colpa di quanto avvenuto. Relazioni industriali rispettose delle persone e attente all’interesse collettivo sono alla base della convivenza civile e fondamento imprescindibile per qualsivoglia ipotesi di sviluppo”.

“Quanto avvenuto - aggiungono Cgil e Slc Cgil - interroga tutti, è innegabile che questa vicenda abbia prodotto una frattura grave fra i lavoratori stessi e nei confronti di chi ha gestito la vertenza, a partire dal ruolo del Governo che non ha saputo interpretare sino in fondo il proprio ruolo di arbitro imparziale. Di queste divisioni, degli errori commessi occorre fare tesoro”.

“Le motivazioni della sentenza - conclude la nota - restituiscono una fotografia fedele della realtà, dove è finalmente chiaro chi ha subito un ricatto e chi ha scelto di esercitarlo. Da qui occorre ripartire per ricostruire un contesto di giustizia e rispetto della dignità del lavoro in Almaviva come in ogni altro luogo di lavoro. Solo in questo modo sarà possibile gestire le fasi di crisi e le trasformazioni necessarie a garantire un futuro alle imprese ed ai lavoratori del nostro Paese”.


 

Il commento della Cisl

"E` sicuramente una sentenza che farà discutere l`opinione pubblica ed il mondo del lavoro. Una sentenza che in ogni caso andrà applicata da Almaviva, ricercando un nuovo accordo con il sindacato in modo da salvaguardare l`occupazione e le esigenze organizzative dell`azienda". E` questo il commento della Cisl e della Fistel Cisl sulla decisione del Tribunale di Roma, che ha accolto il ricorso di 155 lavoratori di Almaviva, dichiarando l'illegittimita' del loro licenziamento e prescrivendo la reintegra nel posto di lavoro.
"Non siamo abituati a commentare le decisioni della magistratura che vanno sempre pienamente rispettate. La reintegra dei 153 lavoratori è sicuramente un fatto positivo sul piano occupazionale economico e sociale anche per la città di Roma dove tante aziende hanno fatto scelte di delocalizzazione negli ultimi anni. La Cisl per sua cultura ha sempre preferito la via degli accordi sindacali a quella giudiziaria. Ed anche in questo caso, sarebbe stato meglio, come a suo tempo dichiarato, trovare una intesa per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro e del sito industriale di Roma. Ma oggi prendiamo atto delle nuove condizioni che si sono create con la decisione del Tribunale di Roma e saremo pronti come sindacato a tutelare tutti i lavoratori come abbiamo sempre fatto con coerenza e responsabilità in questa lunga e difficile vertenza".
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