Contact center GSE, lo sciopero a oltranza inquieta gli operatori delle rinnovabili

GSE

16.11.2017 - I lavoratori che erogavano il servizio hanno incrociato le braccia dallo scorso 2 novembre, per difendere 100 posti di lavoro a rischio e hanno intrapreso un'azione legale contro il Gestore dei Servizi Energetici. Da oltre 10 giorni i titolari di convenzioni con il Gse non riescono più a comunicare con l’ente.

Sul suo sito il Gestore si scusa per il protrarsi dell’interruzione, ricordando che comunque è possibile inviare email attraverso l’area supporto del sito stesso.

Intanto installatori e proprietari di impianti di fonti rinnovabili sono non poco turbati dal disagio, tanto che ad esempio CNA Impianti ha diffuso un comunicato in cui definisce “paradossale vedere il Governo presentare la nuova Strategia Energetica Nazionale, mentre l’ente che in primis se ne dovrebbe occupare si trova in questa situazione.”

“Da almeno 10 giorni – si lamenta – tutti i produttori che hanno delle convenzioni con il GSE non possono più comunicare con l’ente stesso per incentivi in essere, nuove pratiche di richiesta incentivi, ad esempio sul conto termico, e su lavori di revamping del fotovoltaico che richiedono molto spesso valutazioni preliminari.”

Della situazione dei lavoratori del contact center GSE ci eravamo occupati questa primavera (QualEnergia.it, Contact center GSE: i disservizi e la lotta dei lavoratori ). Il nuovo sciopero, ci informano dalla RSU che lo ha indetto, è stato proclamato a seguito dell’appalto che ha modificato l’operatore che gestisce il contact center del GSE.

Il 26 novembre, la cessazione dell’affitto di ramo di azienda con Fulltechnology Srl causerà il rientro dei lavoratori in X22, società attualmente in fallimento, provocandone il licenziamento collettivo dei 100 lavoratori della sede GSE di Viale Tiziano, si denuncia.

“In alternativa – ci spiegano – si prospetta un possibile, ma altrettanto temuto, passaggio ad Almaviva Contact, il colosso dei call center recentemente in primo piano per aver operato uno dei più vasti licenziamenti degli ultimi anni in Italia: quello di 1.666 dipendenti della sede di Roma, la stessa dove, a distanza di un anno, dovrebbero essere assunti i lavoratori della commessa GSE, per la quale l’azienda di outsourcing ha vinto il bando di gara pubblico.”

Secondo i lavoratori, Almaviva ha però già turbato gli operatori con diverse richieste, fra cui quella – avanzata, ad oggi, ancora solo in via ufficiosa – di rompere la continuità lavorativa sottoscrivendo, ai fini dell’assunzione, una lettera di dimissioni “che la stragrande maggioranza non si sente pronta a firmare”.

“Le Rappresentanze Sindacali Unitarie – si legge nel comunicato degli sciperanti – hanno richiesto da diversi mesi, senza ottenere alcun riscontro, la possibilità di un incontro con i vertici aziendali GSE e Almaviva, per discutere del prossimo futuro dei lavoratori, i quali hanno già da diversi mesi intrapreso un’azione legale, tuttora in corso, contro il Gse, accusandola di aver esternalizzato il proprio contact center servendosi di una ipotetica interposizione fittizia di manodopera e chiedendone l’internalizzazione, così da porre fine al sistema degli appalti al massimo ribasso.”

Fonte QualEnergia.it

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