Cassazione: Licenziamento illegittimo e maxi risarcimento

Scarica la sentenza n. 23731 del 2016


 

25-11-2016  La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 23731 del 2016, ha stabilito che in caso di licenziamento illegittimo spetta il maxi risarcimento di cui all’articolo 18 della L.n. 300/1970 solo se il danno viene dimostrato.

In caso di licenziamento illegittimo, l’indennità prevista dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nel suo ammontare minimo di cinque mensilità costituisce una presunzione del danno causato dal recesso che non ammette prova contraria, assimilabile a una sorta di penale connaturata al rischio di impresa.

La corresponsione, invece, dell’ulteriore indennità commisurata alla retribuzione non percepita dal lavoratore successivamente al recesso e fino alla effettiva reintegra (ovvero al pagamento della relativa indennità sostitutiva), costituisce una presunzione semplice che può essere superata dal datore di lavoro fornendo prova che il danno ulteriore non sussiste.

Tale principio, già espresso nella sentenza 23666/2011 della Corte di cassazione, è stato ribadito con la sentenza 23731/2016 relativa al caso di un lavoratore licenziato per malattia.

In particolare il dipendente, al termine del periodo di comporto contrattualmente previsto (sei mesi), ha richiesto e ottenuto (in base all’articolo 19 del Ccnl industria metalmeccanica) di fruire, senza soluzione di continuità, di un periodo di aspettativa per malattia. Allo spirare di questi ulteriori 12 mesi, il datore di lavoro ha invitato il dipendente a riprendere servizio. Poiché il lavoratore non ha dato seguito, l’azienda ha intimato il recesso.

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