Anche l'utilizzo parziale dei permessi legge 104, chiesti per l'assistenza, può portare al licenziamento del lavoratore

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7-08-2016 La Corte di  Cassazione ha condannato un dipendente licenziato perché nel corso di tre giornate aveva usato i permessi prestando assistenza al parente disabile soltanto per quattro ore e tredici minuti, cioè il 17,5% del tempo messo a disposizione e retribuito.

 

Il dipendente ha presentato ricorso in secondo grado e non è stato accolto, in quanto il giudice ha evidenziato che c'è stato  un disinteresse continuo nei confronti delle esigenze aziendali e dei principi di correttezza del contratto; per cui è presente la giusta causa per il licenziamento.

La Corte di Cassazione ha confermato il giudizio, pertanto il dipendente che beneficia dei permessi della cosiddetta Legge 104, la legge per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, non può abusarne e usarli solo parzialmente per l’assistenza al familiare. Come è stato stabilito dalla Corte di Cassazione, si tratta di una violazione importante e può portare al licenziamento del lavoratore.La Corte di Cassazione ha stabilito che, qualora si utilizzino i permessi, scaturiti dalla Legge 104, per altri fini che non siamo legati alle cure della persona con handicap, può esserci il licenziamento.

I permessi per la Legge 104 sono concessi dall’azienda sia ai lavoratori subordinati per assistere un familiare disabile, sia al disabile stesso. Per poterne usufruire bisogna avere un certificato attestante l’handicap grave rilasciato dall’Asl o la certificazione provvisoria rilasciata dalla medesima commissione medica o da uno specialista nel settore. Bisogna poi aver fatto domanda all’Inps per fruire dei permessi in quanto è proprio tale ente che deve poi pagare l’indennità relativa ad essi anche se inizialmente essa viene erogata dall’impresa.

L’azienda, quindi, dopo aver ricevuto tutta la documentazione, può concedere i permessi ma deve sempre vigilare sull’effettiva permanenza delle condizioni. Qualora venisse accertata l’insussistenza di esse, l’Inps potrà revocare i permessi dalla data di decadenza e recuperare quanto erogato in maniera illegittima.

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