Ape sociale, slittano i tempi

APE SOCIALE

Ape sociale, slittano i tempi: il Consiglio di Stato chiede correzioni

Occorre una rivisitazione delle modalità e dei requisiti di accesso: questo il parere trasmesso venerdì scorso dalla Commissione speciale. Fatte le correzioni e pubblicata la circolare Inps, l'Ape sociale diverrà operativo: si parla di fine maggio. Per le domande, ci sarà tempo fino al 31 luglio

2 maggio 2017

ROMA – L'Ape sociale così non va bene, il Consiglio di Stato chiede che sia rivisto il Dpcm che ne regola requisiti e modalità di accesso. Così, slittano i tempi per l'entrata in vigore dell'ammortizzatore sperimentale che consentirà la pensione anticipata a 63enni disoccupati (purché abbiano almeno 30 anni di contributi) e caregiver familiari. Venerdì scorso il Consiglio di Stato ha emesso il suo parere: beneficiari e tempistiche non vanno bene. Il parere trasmesso venerdì dalla commissione speciale del Consiglio di Stato istituita per garantire un vaglio rapido su questo regolamento, che viaggia con almeno due mesi di ritardo sulla tabella di marcia, suggerisce un ripensamento sulla platea dei beneficiari e le tempistiche per il riconoscimento delle domande da parte dell’Inps. Piccoli aggiustamenti, limature tecniche che non compromettono nella sostanza l'impianto della norma, ma che necessariamente comporteranno un ulteriore ritardo: tanto che si suggerisce di spostare il termine per la presentazione delle domande al prossimo 31 luglio.
 
Una volta apportate le correzioni richieste, sarà necessario il parere favorevole della Corte dei conti e la circolare dell'Inps, affinché l'Ape sociale divenga finalmente operativo. Si prevede che questo accada entro fine maggio.

 

 

APE sociale per invalidi e familiari di persone con handicap grave

Rivolta all'anticipo pensionistico per soggetti svantaggiati tra cui invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74% e coloro che assistono il coniuge o un parente con handicap grave

Nell’ “anticipo pensionistico” così detto APE, si distinguono due tipologie: APE SOCIALE e APE VOLONTARIA. Si tratta, dunque, di due forme diverse per accedere al pensionamento anticipato. In questa scheda ci occuperemo dell’APE sociale.
Si tratta di una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 fino al 31 dicembre 2018 rivolta ad agevolare il pensionamento per soggetti svantaggiati o in condizioni di disagio: invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%; coloro che assistono il coniuge o un parente con handicap grave (art.3, comma 3, legge 104/1992); disoccupati e, infine, lavoratori dipendenti che svolgono un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso. Le informazioni complete sono riportate di seguito.
L’APE sociale è un’indennità di natura assistenziale a carico dello Stato erogata dall’Inps a soggetti in stato di bisogno che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta. Essendo un sussidio pubblico, non ci sono effetti sulla pensione.
L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia o dei requisiti per la pensione anticipata.
 

APE significa “anticipo pensionamento”. L’APE sociale è un’indennità di natura assistenziale a carico dello Stato erogata dall’Inps diretta a soggetti svantaggiati o in condizioni di disagio che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta.
Si tratta di un progetto sperimentale che consentirà dal 1° maggio 2017 fino al 31 dicembre 2018, di ritirarsi in anticipo per raggiungere la pensione. I destinatari sono coloro che hanno raggiunto almeno i 63 anni di età e si trovano a non più di 3 anni e 7 mesi dal pensionamento di vecchiaia.
L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia o dei requisiti per la pensione anticipata ed è soggetta a limiti di spesa.
(“Soggetta a limiti di  spesa” significa che il beneficio è riconosciuto, a domanda, nel limite 300 milioni di euro per l'anno 2017, 609 milioni di euro per l'anno 2018, 647 milioni di euro per l'anno anno 2019, 462 milioni di euro per l'anno 2020, 280 milioni di euro per l'anno 2021, 83 milioni di euro per l'anno 2022 e 8 milioni di euro per l'anno 2023).

Requisiti
Al momento della richiesta si deve avere i seguenti requisiti:

  • almeno 63 anni di età
  • almeno 30 anni di anzianità contributiva. Solo per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi
  • non essere titolari di alcuna pensione diretta.

L’accesso al beneficio è inoltre subordinato alla cessazione di qualunque attività lavorativa anche autonoma.
 
Destinatari
Lavoratori, dipendenti pubblici e privati, autonomi e ai lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps (restano esclusi gli assicurati presso le casse professionali) che si trovano in una delle seguenti condizioni:

 1. Disoccupati che abbiano finito integralmente di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante. Lo stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (art.7 della legge n.604/1966);

2. Coloro che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave (art.3, comma 3, legge 104/1992);

3. Invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%;

4. Lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso all’interno delle seguenti professioni:

  • Operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici
  • Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
  • Conciatori di pelli e di pellicce
  • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
  • Conduttori di mezzi pesanti e camion
  • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere
  • con lavoro organizzato in turni
  • Addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
  • Insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido
  • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
  • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
  • Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.


Durata
L’indennità è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata.
Nel caso in cui le risorse finanziarie stanziate a copertura del beneficio risultino insufficienti rispetto al numero degli aventi diritto, la decorrenza dell’indennità è differita secondo criteri di priorità individuati con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
 
Importo
L’indennità è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1500 euro) o pari a 1500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato.

 
COMPATIBILITÀ E INCOMPATIBILITÀ
L’indennità NON spetta ai titolari di pensione diretta.


Non è compatibile:

  • con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria;
  • con l’assegno di disoccupazione (ASDI);
  • nonché con l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.
     

E’ compatibile:

  • con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o parasubordinata soltanto nel caso in cui i relativi redditi non superino gli 8.000 euro all’anno;
  • con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo nel limite di reddito di 4.800 euro all’anno.


Domanda
Per accedere al beneficio è necessario presentare domanda all’Inps. Tutte le ulteriori istruzioni di dettaglio (procedura per l’accertamento delle condizioni per accedere all’indennità, documentazione da presentare ecc.) saranno specificate a seguito di emanazione di un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Prestazioni di fine servizio per i dipendenti pubblici
Per i dipendenti pubblici che cessano l’attività e che richiedono l’APE sociale i termini di pagamento delle prestazioni di fine servizio iniziano dal compimento dell’età per la pensione di vecchiaia e in base alle norme vigenti che regolano la corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato.
 
APE per le imprese
La legge di bilancio prevede anche la possibilità per il datore di lavoro, in caso di accordo tra le parti, di sostenere i costi dell’APE volontario attraverso il versamento all’INPS di una contribuzione correlata alla retribuzione percepita prima della cessazione del rapporto di lavoro, in presenza di accordi collettivi anche attraverso appositi fondi bilaterali in essere o appositamente creati, in modo da produrre un aumento della pensione tale da compensare gli oneri relativi alla concessione dell’APE.
 

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