A.P.E. e R.I.T.A I primi chiarimenti di Fondazione Studi - Le F.A.Q.

 

  APE E RITA

Dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro arrivano i primi chiarimenti sull'anticipo pensionistico (Ape), e sulla Rendita integrativa temporanea anticipata, (Rita) operativi dal 1° maggio. Si tratta, dicono i consulenti nell'Approfondimento pubblicato oggi, di due forme di sostegno al reddito che prevedono diverse dinamiche di finanziamento.


 

A.P.E. e R.I.T.A

I primi chiarimenti di Fondazione Studi - Le F.A.Q.

Cinque anni e cinque giorni. Questo il periodo di tempo che separa i due provvedimenti che hanno segnato indelebilmente la vita di moltissimi italiani. Il 6 dicembre 2011 l’esecutivo Monti attuava una vera e propria rivoluzione copernicana dei requisiti pensionistici, intervenendo anche sul metodo di calcolo delle pensioni, sui lavori usuranti e su moltissimi aspetti del panorama normativo previdenziale.

Da quel momento, il mercato del lavoro ha dovuto fare i conti con due moti fra loro opposti: l’esigenza di un turn-over dinamico e dell’ingresso di risorse giovani per far fronte alle nuove esigenze produttive aziendali e, in direzione contraria, il progressivo allontanarsi della meta pensionistica e del collocamento a riposo per milioni di italiani, bloccati nel mercato del lavoro più a lungo di quanto l’effettiva domanda potesse forse trattenerli.

Per rispondere all’esigenza di uscire da questo stallo, il 28 settembre dello scorso anno, riaprendo la stagione della concertazione, il governo Renzi e le tre sigle sindacali maggioritarie si sono sedute attorno a un tavolo per impegnarsi ad adottare alcune delle soluzioni proposte nel corso di questi lunghi cinque anni. È nella Fase 1 del verbale scaturito da quell’incontro che è   nato l’Ape, battezzato definitivamente come “Anticipo finanziario a garanzia pensionistica” nella cornice della Legge di Stabilità 2017 emanata l’11 dicembre 2016 (L. 232/2016, art. 1 cc. 166-186). Il provvedimento non è stato varato in forma solitaria, ma accompagnato da una misura sorella, vale a dire la Rita (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) che persegue le medesime finalità dell’Ape, pur se con una diversa dinamica di finanziamento.

Ape e Rita sono due misure temporanee (il cui accesso sperimentale si chiuderà alla fine del 2018) che non modificano in alcun modo la riforma delle Pensioni Fornero; il loro obiettivo è  invece agire in modo sinergico e complementare rispetto alle misure di sostegno al reddito vigenti (in particolare la NASpI, la cui durata massima ai sensi del D.Lgs. 22/2015 è di 24 mesi).Ai lavoratori pubblici e privati con più di sessantatré anni, a partire dalla prossima festa dei Lavoratori, sarà possibile richiedere tre diverse prestazioni (ognuna dotata di requisiti diversi) che garantiranno un reddito ponte fino alla decorrenza della pensione di vecchiaia. Il reddito potrà essere costituito da un vero e proprio prestito sulla futura pensione con tassi e condizioni agevolate e con la partecipazione dello stato degli oneri finanziari a essi collegati (Ape volontario), da una indennità finanziata dallo Stato (Ape Sociale) per soggetti che versano in uno stato di difficoltà (causato dalla prolungata disoccupazione, disabilità etc), da una nuova prestazione erogata dalle forme di previdenza complementare (Rita) che permetta di godere prima dei requisiti tradizionali già accantonati presso il proprio fondo. In questo panorama, l’Ape privato registra anche una propria variante, aziendale, più economica delle misure già messe in campo dalla Riforma Fornero del 2012, che consentirà alle imprese di partecipare all’anticipo pensionistico riducendo il peso del piano di ammortamento fino a neutralizzarlo, in accordo con il lavoratore. In realtà, per potere prendere il via in termini effettivi, le tre misure sopra menzionate necessitano di due Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (attesi all’inizio dello scorso mese di Marzo) e di un accordo quadro dedicato agli aspetti finanziari e assicurativi.

Lo scorso 18 aprile il premier Gentiloni ha firmato il decreto che disciplina l'Ape sociale che adesso attende il via libera del Consiglio di Stato prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Si conferma, pertanto, lo slittamento per l'Ape privata che non partirà il prossimo 1 maggio. Nelle more la Covip ha emanato il 22 marzo 2017 una circolare che disciplina la possibilità di utilizzare, come reddito ponte prima del conseguimento della pensione di vecchiaia, l'eventuale accantonamento presso una forma di previdenza complementare (Rita).

A fronte della crescente richiesta di chiarimenti, si propongono un approfondimento al predetto pronunciamento della COVIP e a seguire una serie di domande e risposte che intanto, sulla base della normativa vigente e delle informazioni emerse dall’equipe di Palazzo Chigi, di spiegare la natura, il funzionamento e la convenienza di Ape e Rita., in attesa dei DPCM, delle Circolari INPS e delle informative delle forme di previdenza complementari, che a loro volta esplicheranno gli aspetti tecnici e operativi di questi nuovi strumenti di flessibilità.

 ...........CONTINUA



 

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