Bozza manovra di bilancio. Ecco cosa prevede per le pensioni

 

Bozza manovra di bilancio.

Il testo è stato bollinato dalla Ragioneria e firmato dal capo dello Stato Sergio Mattarella: il disegno di legge di Bilancio è arrivato alla Camera e ha iniziato il suo iter. Centoventisette pagine per 229 articoli per una manovra che vale 38 miliardi in misure per imprese, lavoro e famiglia.

Ecco cosa prevede per le pensioni.

ART. 59.(Opzione donna)1. All’articolo 16 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, al comma 1, le parole «31 dicembre 2019» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2020» e, al comma 3, le parole «entro il 29 febbraio 2020» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 28 febbraio 2021».

Relazione illustrativaLa normativa vigente, così come modificata dal comma 281 dell'articolo 1 della legge 208/2015 e dal comma 222 dell'articolo 1 della legge 232/2016, prevede per le lavoratrici dipendenti con almeno 57 anni di età (58 anni per le lavoratrici autonome) e 35 anni di anzianità, la possibilità di optare per la liquidazione della pensione calcolata interamente con il sistema contributivo, nel caso in cui la maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi si collochi entro l’anno 2015, ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva atale data.L’articolo 16 del dl 4/2019 ha esteso la possibilità di optare per il regime sperimentale alle lavoratrici che maturano i requisiti anagrafici e contributivi (almeno 35 anni) entro il 31 dicembre 2018, indipendentemente dal momento della decorrenza della pensione che dovrà comunque avvenire successivamente a tale data. In particolare, la norma al comma 1 indica i seguenti requisiti anagrafici: almeno 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti;almeno 59 anni di età per lavoratrici autonome. Il regime delle decorrenze prevede un differimento pari a 12 (18 per le lavoratrici autonome) mesi dalla maturazione del requisito.Infine, l’articolo 1 comma 476 della Legge 160/2019 ha esteso l’esercizio del diritto all’opzione prorogando i termini per la maturazione dei requisiti previsti dal dl 4/2019 fino al 31 dicembre 2019. La proposta normativa in esame prevede di estendere la possibilità di optare per il regime sperimentale alle lavoratrici che maturano i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2020.

ART. 60.(Proroga Ape sociale)1. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:a) Al comma 179, all’alinea, le parole: «31 dicembre 2020» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2021»;b) Al comma 186 le parole: “323,4 milioni di europerl'anno2021, di101,2 milioni di euro per l'anno 2022 e di 6,5 milioni di euro perl'anno 2023” sono sostituite dalle seguenti: “411,1 milioni dieuro perl'anno 2021,di285,1 milioni di euro per l'anno 2022, di 169,3 milioni di euro perl'anno 2023, di 119,9 milioni di euro per l’anno 2024, di 71,5 milioni di euro per l’anno 2025 e di 8,9 milioni di euro per l’anno 2026”.2. Le disposizioni di cui al secondo e al terzo periodo del comma 165 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, si applicano anche con riferimento ai soggetti che verranno a trovarsi nelle condizioni indicate nel corso dell’anno 2021.

Relazione illustrativa

L'articolo 1, commi da 179 a 186, della legge di bilancio 2017 (legge n.. 232/2016) prevede, in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2020, un’indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS a soggetti in determinate condizioni che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta. L’indennità è corrisposta fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia.L’importo erogato è pari alla rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione se inferiore a 1.500 euro o pari a 1.500 euro se superiore. L'indennità, erogata per 12 mensilità, non è soggetta a rivalutazione né a integrazione al trattamento minimo.La proposta normativa prevede di prorogare l’anticipo pensionistico fino al 31 dicembre 2021.Inoltre è previsto un ampliamento dei soggetti che rientrano nella categoria di cui al punto a) dell'articolo 1, comma 179 della citata legge (soggetti disoccupati). In particolare potranno beneficiare dell’indennità anche coloro che non hanno beneficiato della prestazione di disoccupazione per carenza del requisito assicurativo e contributivo

ART. 62.(Calcolo dei requisiti di anzianità ai fini pensionistici nel part time verticale ciclico)

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, l’intera durata del contratto di lavoro a tempo parziale, che prevede periodi non interamente lavorati, è riconosciuta utile ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto a pensione. A tal fine, il numero delle settimane da assumere  ai  fini  pensionistici  si  determina  rapportando  il  totale  della  contribuzione  annuale  al  minimale contributivo settimanale determinato ai sensi dell’articolo 7,comma 1, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638. Con riferimento ai contratti di lavoro  a  tempo  parziale  esauriti  prima  della  data  di  entrata  in  vigore  della  presente  disposizione, il riconoscimento  dei  periodi  non  interamente  lavorati  è  subordinato  alla  presentazione  di  apposita  domanda dell’interessato corredata da idonea documentazione. I trattamenti pensionistici liquidati in applicazione della presente disposizione non possono avere decorrenza anteriore alla data di entrata in vigore della stessa.

Relazione illustrativa

Ladisposizione prevede che il periodo prestato con contratto di lavoro a tempo parziale sia da considerare per intero utile ai fini dell'acquisizione del diritto alla pensione, nei limiti previsti dall’applicazione del minimale retributivo previsto all’art. 7 comma 1 del dl 463/1983. In particolare, la norma dispone che il numero di settimane da assumere ai fini pensionistici si determina rapportando il totale della contribuzione annuale al minimale contributivo determinato ai sensi del suddetto articolo. Si precisa che per i dipendenti pubblici è già previsto che “ai fini dell’acquisizione del diritto alla pensione a carico dell’amministrazione interessata e del diritto all’indennità di fine servizio, gli anni di servizio ad orario ridotto sono da considerarsi utili per intero”.

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