Pensioni, la rassegna stampa del 06.05.2019

 rs

Pensioni, non ci sono buone notizie per chi sperava in "quota 41"

"L'obiettivo è arrivare a quota 41". Così diceva nel novembre scorso Luigi Di Maio a proposito della riforma delle pensioni che avrebbe dovuto superare la legge Fornero. Come sappiamo vista la mancanza di fondi il governo ha poi deciso di "ripiegare" sulla sola "quota 100" con il paletto dei 38 anni di contributi. "Non ci sarà 'quota 41' già da quest'anno - aveva ammesso Salvini - , non abbiamo la bacchetta magica: i tempi sono per l'anno prossimo, abbiamo 5 anni davanti".

A qualche mese di distanza però la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dal requisito anagrafico sembra allontanarsi. Di quota 41 - con buona pace dei pensionati che ci avevano creduto - non si parla quasi più e salvo sorprese la misura non dovrebbe essere presente nella prossima finanziaria.



Cgil, accolto solo il 42% di domande Ape social e precoci. 

Tutti a parlare di quota 100 pensioni, ma arriva una notizia ufficiale importante legata all'Ape Social e ai precoci: solo il 42% delle domande accolte. "Dal monitoraggio effettuato dall'Inps al 28 febbraio 2019 sulla gestione 'Ape social' e 'Lavoratori precoci' 2017-2018 si evince che le due misure sono state, purtroppo, accessibili a pochi, discriminanti nei confronti delle donne, e quindi andrebbero ripensate radicalmente. Gia' da tempo avevamo espresso le nostre riserve sulla regolamentazione dei due provvedimenti, e i dati di oggi dimostrano che erano ampiamente fondate". Cosi', in una nota, il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.

Al contrario, si legge ancora nello studio, sono pochissime le domande accettate riguardanti i lavoratori addetti ad attivita' considerate gravose, solo 14.587 domande accolte in due anni, mentre sono appena il 25% le domande che provengono da donne lavoratrici. In merito alle risorse stanziate nel biennio per i due interventi, si sottolinea l'evidente scarto tra quelle preventivate, 1 miliardo e 854 milioni, e quelle effettivamente spese, solo 1 miliardo e 25 milioni, il 44,7%.

"Da questi dati - fa notare Ghiselli - emerge con chiarezza come siano troppo restrittivi i vincoli posti al requisito dei lavori gravosi e come sia molto limitata la platea. Le sole 14.587 domande accolte equivalgono - ribadisce - ad un sostanziale insuccesso della misura, che andrebbe rivista". "Il monitoraggio dell'Inps supporta le richieste che il sindacato ha rivolto al governo, da ultimo nell'incontro con il sottosegretario Durigon di lunedi' scorso, finalizzate all'ampliamento della platea dei lavori gravosi, e alla riduzione dei vincoli d'accesso e dei requisiti contributivi per accedere a questi strumenti (di 30 anni e 36 anni per i lavori gravosi). Vi sono ampi margini finanziari -conclude Ghiselli - per operare in tal senso, soprattutto perche' ben 828 milioni relativi al biennio passato non sono stati utilizzati".

PENSIONI QUOTA 100, Ue: ecco perché mette a rischio l'Italia.
La marcia indietro della riforma delle pensioni Fornero con l'introduzione di Quota 100 pensioni e' destinata a "peggiorare la sostenibilita'" dei conti pubblici dell'Italia. Lo dice la Commissione europea nel suo Country Report. "Il decreto legge del gennaio 2019 cancella elementi" delle riforme previdenziali del passato "ampliando la possibilita' di pensionamento anticipato. In particolare il decreto introduce la possibilita' di andare in pensione con 62 anni di eta' e 38 anni di contribui per il periodo 2019-2021", si legge nel documento. Secondo la Commissione, periodi di contribuzione piu' brevi per i beneficiari "implicheranno automaticamente benefici pensionistici piu' bassi". Ma al contempo quota 100 "aumentera' in modo marcato la spesa pensionistica nei prossimi anni". Se la manovra di bilancio ha allocato risorse per il triennio, "la riforma sara' un peso per le finanze pubbliche anche dopo il 2021", dice la Commissione.

 

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