Pensioni, le notizie del 22.03.2019

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22.03.2019 - Rivalutazione annuale delle pensioni per l’anno 2019

Il Decretone, le ultime misure

Terminato l’iter alla Camera della legge di conversione del decreto 4/2019, che contiene le misure sul reddito di cittadinanza e sulla riforma pensioni; manca l’ultimo passaggio in seconda lettura al Senato per il via libera definitivo, ma con testo blindato da voto di fiducia.

Reddito di cittadinanza e pensioni, sì al decreto

Reddito e Pensione di Cittadinanza: online servizio di consultazione

Quota 100

In via sperimentale per il triennio 2019-2021, è possibile andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Chi matura il diritto entro il 31 dicembre 2021, può esercitarlo anche successivamente. La quota 100 è riservata agli iscritti delle gestioni INPS, che possono raggiungerla anche con il cumulo dei contributi. Il destinatario della quota 100 non può percepire redditi da lavoro, dipendente o autonomo, ma solo da lavoro occasionale nel limite di 5mila euro lordi annui.

Dalla maturazione del requisito è prevista una finestra trimestrale per la decorrenza della pensione. I primi assegni (versati in aprile) sono destinati a  coloro che avevano maturato il diritto entro dicembre 2018 e hanno presentato domanda. Nella pubblica amministrazione le prime pensioni scattano ad agosto 2019, a chi aveva maturato il diritto entro fine gennaio 2019 (entrata in vigore del decreto), per gli altri finestre semestrali di decorrenza. Le modifiche apportate nel passaggio parlamentare hanno inserito regole per il turn over nella PA.

Pensione anticipata

Dal primo gennaio 2019, pensione anticipata a 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne. Non si applicano i cinque mesi di aspettative di vita che invece fanno salire il requisito per la pensione di vecchiaia. Gli adeguamenti alle aspettative di vita delle pensioni anticipate sono bloccati fino al 2026. Viene introdotta una finestra trimestrale di tre mesi per la decorrenza della pensione.  Le prime pensioni, a chi aveva maturato il diritto al primo gennaio 2019, verranno liquidate il primo aprile 2019.

Riscatto contributi

Resta la possibilità di riscattare cinque anni di contributi, misura sperimentale per il triennio 2019-2021 che riguarda esclusivamente lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione. Diventa più favorevole la rateazione, possibile fino a 120 rate mensili (prima erano 60).

C’è poi il riscatto di laurea agevolato, che consente di effettuare l’operazione a un costo inferiore (intorno ai 5mila euro annui): non c’è più il paletto dei 45 anni di età precedentemente previsto, l’opzione resta però consentita solo per i periodi valutabili con il sistema contributivo pieno, ossia solo per contributi versati dopo il primo gennaio 1996.

Gli altri punti

    TFR/TFS dipendenti pubblici: anticipo di 45mila euro al momento della pensione.
    Opzione Donna: estesa alle lavoratrici che hanno 58 o 59 anni di età (rispettivamente se dipendenti o autonome) al 31 dicembre 2018, in ogni caso con almeno 35 anni di contributi.
    Pensione precoci: il requisito resta a 41 anni, non si applicano fino al 2026 gli scatti aspettative di vita.
    APE Sociale: prorogato al 31 dicembre 2019.
    Scivolo quota 100, prestazione a sostegno del reddito a carico dei fondi di solidarietà bilaterali per coloro che maturano il diritto alla quota 100 entro la fine del 2021.

Pensioni: sindacati, manifestazione 1giugno 2019
9 maggio assemblee a Padova, Roma, Napoli. Da governo solo tagli
(ANSA) - ROMA, 22 MAR - Una manifestazione nazionale sabato 1 giugno in piazza del Popolo a Roma e prima tre assemblee il 9 maggio a Padova, Roma e Napoli. Così i sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil annunciano l'avvio della mobilitazione dei pensionati per protestare "contro la totale mancanza di attenzione nei loro confronti da parte del governo", che si è "mostrato del tutto sordo" alle loro richieste. "L'unica misura messa in campo - denunciano - è stata quella del taglio della rivalutazione" delle pensioni.

Cassazione: La reversibilità spetta anche al coniuge separato senza diritto al mantenimento
   
La pensione di reversibilità spetta anche al coniuge separato senza diritto agli alimenti. E' quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza numero 7464 del 15 marzo 2019 in cui i giudici erano stati chiamati a dirimere una controversia circa il riconoscimento della pensione ai superstiti nei confronti di una vedova. Alla ricorrente, una vedova separata senza il riconoscimento dell'assegno di mantenimento, le era stato negato dalla Corte d'Appello il diritto alla corresponsione della pensione di reversibilità in occasione della morte dell'ex marito in quanto non titolare dell'assegno di mantenimento all'atto del decesso del coniuge.  Secondo la Suprema Corte, la ratio della tutela previdenziale e' rappresentata dall'intento di porre il coniuge superstite al riparo dall'eventualita' dello stato di bisogno, senza che tale stato di bisogno divenga (anche per il coniuge separato per colpa o con addebito) concreto presupposto e condizione della tutela medesima.


(AFFARI ITALIANI) PENSIONI QUOTA 100, PENSIONI ANTICIPATE E APE SOCIALE: TUTTE LE NOVITA' DEL DECRETONE

Decretone: via libera Camera con 291 si', torna a Senato. Ecco la situazione in tema di riforma pensionistica. QUOTA 100 PENSIONI: Si introduce in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, la possibilità di andare in pensione a 62 anni,con un'anzianità contributiva minima di 38 anni. Il trattamento saràerogato dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti, per i dipendenti privati, e dopo sei mesi per quelli pubblici. Il trattamento di fine servizio sarà erogato nel momento in cui ildiritto al trattamento pensionistico sarebbe maturato in base allapensione di vecchiaia. Ma sarà possibile chiedere un prestito, fino a un massimo di 45.000 euro, che dovrà essere restituito con gliinteressi quando sarà riscossa la liquidazione. La pensione anticipatain oggetto non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente oautonomo, ad eccezione di quelli da lavoro autonomo occasionale, nellimite di 5.000 euro annui.     
PENSIONE ANTICIPATA: Fino al 2026 il requisito contributivo per andare in pensione resta 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesiper le donne, senza l'adeguamento all'incremento della speranza divita. Tutto congelato anche per i lavoratori precoci, che quindi potranno accedere alla pensione con un'anzianità contributiva pari a 41 anni, indipendentemente dall'età anagrafica (trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti).    
APE SOCIALE: Viene prorogata al 2019. Consiste in una indennità, corrisposta fino al conseguimento dei requisiti pensionistici, a favore di soggetti che si trovino in particolari condizioni

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