Di Maio e Salvini hanno annunciato che la riforma delle pensioni e il reddito di cittadinanza sono “salvi”

 Governo

17.12.2018 Dopo il vertice, durato quattro ore, fonti interne a Palazzo Chigi hanno annunciato che c’è il massimo accordo tra il Presidente del Consiglio e i Vicepremier “per la proposta da mandare a Bruxelles”. Il deficit previsto, quindi, scende dal 2,4% al 2,04% del PIL, con la manovra finanziaria quindi che dovrà rinunciare a circa 7 miliardi di euro rispetto a quanto previsto inizialmente.

Per la conferma di tutto ciò bisognerà attendere il parere di Bruxelles sulla proposta che a breve gli verrà consegnata dall’Italia. A tal proposito Matteo Salvini ha dichiarato: Nelle prossime ore ci sarà la cartina di tornasole. Scopriremo se a Bruxelles hanno voglia di costruire e portano rispetto o se invece prevale il pregiudizio, verso un un governo dell’imprevisto.

Nonostante il taglio di risorse, però, sia Di Maio che Salvini hanno annunciato che “tutti gli impegni del contratto di Governo saranno rispettati”, confermando di fatto sia la riforma delle pensioni che l’introduzione del reddito di cittadinanza dai quali, però, saranno tagliati 2 miliardi di euro.

I maggiori esponenti del Governo hanno dichiarato che nonostante il passaggio da un deficit al 2,4% al 2,04% non ci saranno grossi stravolgimenti nella manovra finanziaria visto che tra le pieghe di bilancio sono state individuate le risorse per assicurare le coperture dei vari provvedimenti, evitando così da una parte la procedura d’infrazione e dall’altra il dover rinunciare a Quota 100 e al reddito di cittadinanza.

Nel dettaglio, l’intesa raggiunta nella notte a Palazzo Chigi prevede la conferma di Quota 100 e del reddito di cittadinanza, i quali costeranno 2 miliardi di euro in meno rispetto a quanto preventivato inizialmente.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza si è passato da 8 miliardi di euro a 6,1 miliardi dal momento che il costo si spalma su 9 mesi (si presume che questa misura partirà a marzo). Inoltre, si presume che a farne domanda sarà il 90%

Per quanto riguarda le pensioni, invece, confermato il taglio alle pensioni d’oro fino al 40%, con le risorse recuperate che saranno reindirizzate all’aumento delle pensioni minime e degli assegni di invalidità.

Così come per il reddito di cittadinanza non ci dovrebbero essere grossi cambiamenti per Quota 100 nonostante il costo sia sceso da 6,7 miliardi a 4,7 miliardi di euro.

Il vertice a Palazzo Chigi

Nessuna riduzione o paletto, bensì il Governo ha stimato che per il 2019 a presentare a richiesta per andare in pensione con Quota 100 sarà solamente l’85% dei beneficiari; a questo si somma il fatto che - come per il reddito di cittadinanza - la misura è spalmata su 9 mesi e non su 12 visto che la prima finestra di accesso dovrebbe essere prevista ad aprile.

Quindi i requisiti per Quota 100 dovrebbero rimanere gli stessi: 38 anni di contributi e un’età anagrafica pari almeno a 62 anni. Requisiti che potranno essere maturati in ogni momento, quindi senza alcuna scadenza al 31 dicembre 2018 come emerso nei giorni scorsi.

Quota 100 costerà inevitabilmente di più nel 2020 e 2021, per questo motivo sono stati stanziati rispettivamente 8 e 7 miliardi di euro per i prossimi anni. La riforma delle pensioni, però, farà solamente il primo passo con Quota 100 dal momento che questa misura sarà prevista solamente per tre anni: dopodiché il Governo si impegna ad estendere Quota 41 a tutti i lavoratori, consentendo l’uscita anticipata dopo 41 anni di lavoro.

L'incontro tra Conte e i vicepremier riavvicina le parti. Di Maio: invariati reddito di cittadinanza e quota 100. Intesa su ecobonus per auto non inquinanti ed ecotassa per quelle extralusso. Testo domani in Commissione Bilancio, slitta l'approdo in Aula al Senato

È terminato in piena notte il vertice sulla manovra tra il premier Conte, il ministro Tria e i vicepremier Salvini e Di Maio. Secondo fonti del governo, le coperture per arrivare al 2,04% del rapporto deficit-pil ci sono. All’uscita, il ministro dell’Interno ha detto che è stato trovato accordo su tutto mentre il collega del Lavoro ha precisato che reddito di cittadinanza e quota 100 sono rimaste invariate. Le novità passeranno dalla Commissione Bilancio del Senato che è stata spostata a domani, martedì 18 dicembre. Nella notte le due anime della maggioranza hanno raggiunto un’intesa su uno dei temi di scontro dei giorni scorsi: la tassa sulle auto. Dopo l’incontro è scattato l’ok per l’ecobonus fino a 6mila euro per le vetture non inquinanti e l’ecotassa solo per quelle extralusso. La manovra doveva tornare oggi in commissione Bilancio del Senato, ma la ripresa dell'esame degli emendamenti è stata spostata alle 9.30 di domani mattina. Si va verso la richiesta di far slittare di qualche giorno l'approdo del testo in Aula a Palazzo Madama. Da domani pomeriggio si passerà a giovedì o venerdì.Il vertice a Palazzo Chigi

Conte e i suoi ospiti a Palazzo Chigi hanno avuto un faccia a faccia ristretto di circa un’ora per provare a evitare che sulla manovra lo scontro Lega-M5s potesse degenerare in crisi. Poi si è tenuto il vertice allargato ai ministri Tria e Fraccaro e i viceministri al Mef Castelli e Garavaglia. Sul nodo delle coperture per il 2,04% si punta a trovare fondi dalle pieghe del bilancio. Per sopperire alle richieste di Bruxelles servono almeno 3 miliardi. Conte, che si è intestato da giorni la partita del negoziato tra Italia e Ue, secondo quanto si apprende da fonti nell'esecutivo, avrebbe chiesto un ulteriore taglio di 1,5 miliardi alle due misure "bandiera" di M5S e Lega. La richiesta non troverebbe, al momento, nessun placet né in Di Maio né in Salvini: oltre il taglio da 2 miliardi a cui si è pervenuti su reddito e quota 100 i due vicepremier non vanno.

A tarda notte, a riunione ancora non finita, erano rimbalzate voci secondo cui Conte, di fronte ai "no" dei suoi vice, avrebbe messo sul tavolo il suo incarico in caso dell'apertura di una procedura di infrazione da parte dell'Ue. Voci che fonti leghiste di governo hanno smentito seccamente, parlando di "totale accordo" tra il presidente del Consiglio e i vicepremier su numeri e contenuti della manovra.

Passi avanti notevoli vengono invece fatti sull'ecotassa. L'imposta resta per le auto extralusso e i Suv ma non per quelle di piccola cilindrata. Un ecobonus fino a 6mila euro viene introdotto per chi compra elettriche e ibride. Il M5s ottiene anche l'ok al taglio alle pensioni d'oro fino al 40% - con cui si finanzierà "opzione donna" - e i fondi per le metro e le buche di Roma. Via libera del governo anche sul taglio dei premi Inail (per un totale da 600 milioni) e sull'innalzamento per i sindaci della soglia degli appalti diretti da 40mila a 600 milioni di euro (quest'ultima norma voluta dalla Lega). Il bonus cultura, inoltre, non si applicherà più a concerti e cinema.

 

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