Pensioni, le notizie del 23.11.2018

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Riforma pensioni: Quota 100 sarà rivista per andare incontro all’Unione Europea?

Simone Micocci

Riforma pensioni: passo indietro del Governo dopo la bocciatura della Legge di Bilancio? Di Maio, Salvini e Conte smentiscono: ci sarà rimodulazione, ma niente stravolgimenti.

La Legge di Bilancio è stata bocciata dall’Unione Europea che ha avviato la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia; questa decisione potrebbe avere delle conseguenze sulla riforma delle pensioni contenuta nella manovra, con Quota 100 che potrebbe essere rimodulata per limitarne i costi.

Lo stesso premier Giuseppe Conte, intervenuto davanti alla Camera, ha lanciato un segnale di distensione all’Unione Europea dichiarando che in Parlamento ci sarà una “rimodulazione in Parlamento di alcuni interventi se possono accrescere gli effetti positivi sulla crescita senza alterare ratio e contenuti”.

La parola chiava, quindi, è “rimodulazione”, con il Presidente del Consiglio che lascia intendere che ci sarà una modifica della Legge di Bilancio, seppur non specificando per quali aspetti, così da dare una risposta concreta ai dubbi dell’Unione Europea.

A tal proposito i lavoratori che già pregustavano l’idea di andare in pensione con Quota 100, temono che dopo la bocciatura ci possano essere dei passi indietro del Governo sul fronte previdenziale.

A smentire questa possibilità, almeno per il momento, sono i due vicepremier Salvini e Di Maio, i quali pur tendendo - chi più e chi meno - la mano verso l’Unione Europea, hanno ribadito che non verranno toccati i punti centrali della Legge di Bilancio.

Luigi Di Maio: “Sì al dialogo, ma non tradiamo gli italiani

Anche da parte del leader del Movimento 5 Stelle i toni utilizzati nei confronti dell’Unione Europea sono più morbidi rispetto a quelli dei giorni scorsi; questo, infatti, ha sottolineato che “ci sono margini di dialogo con l’Unione Europea”, per poi aggiungere però che “Bruxelles non ci può chiedere di tradire gli italiani”.

Il vicepremier, in un’intervista esclusiva rilasciata a La Repubblica, ha poi provato a sotterrare l’ascia di guerra dichiarando che non è il momento giusto per essere in conflitto con l’Unione Europea. Di un’altra cosa però il Ministro del Lavoro sembra essere convinto: “Le misure non cambieranno e anche i mercati alla fine capiranno”.

Matteo Salvini: “Niente trattative da mercato dei tappeti”

Il Ministro dell’Interno, invece, mantiene la linea dura dichiarando che l’Italia è disposta al dialogo, ma a nessuna “trattativa da mercanti di tappeti”. E come al solito il leader della Lega punta il dito contro il commissario agli affari economici, il francese Pierre Moscovici, il quale - a suo dire - continua ad “insultare l’Italia nonostante il suo stipendio sia pagato anche dagli italiani”.

Il leader della Lega, intervenuto ad Uno Mattina, ha poi concluso dicendo che l’Unione Europea non può pretendere la conferma della Legge Fornero, che invece verrà “smontata pezzo per pezzo”.

Riforma delle pensioni: cosa cambierà adesso?

Insomma, anche se da parte del Governo si prova a raffreddare la tensione insorta con la bocciatura della manovra finanziaria, non sarà facile trovare un accordo visto che le parti in causa sembrano ferme sulle loro posizioni.

A chi si chiede cosa ne sarà della riforma delle pensioni, al momento rispondiamo che non c’è nulla da temere dal momento che dal Governo sembrano decisi ad andare avanti per la strada tracciata, seppur con qualche correttivo che però non dovrebbe riguardare le misure assistenziali - come il reddito di cittadinanza - e previdenziali, come Quota 100. Per quest’ultima è possibile che venga inserito qualche piccolo paletto, ma niente che ne andrà a modificare concretamente l’impianto centrale.

Gli avvertimenti dell’Unione Europea, invece, potrebbero avere ripercussioni su alcuni degli emendamenti presentati alla Camera in tema di riforma delle pensioni. Ad esempio, ci pare impossibile - ad oggi - che il Governo intervenga per bloccare l’adeguamento con le aspettative di vita, anche se solo per la pensione anticipata.

Per Opzione Donna, invece, la proroga non dovrebbe essere in discussione, ma difficilmente questa misura sarà prolungata fino al 2021. Anche per la nona salvaguardia, non ci dovrebbero essere problemi.

Per il momento, quindi, sembra non ci sia nulla da temere, almeno sul fronte pensioni; bisognerà attendere ulteriori sviluppi però per esserne certi, poiché non è detto che il nostro Governo sarà ancora così risoluto dopo un ennesimo rifiuto da parte dell’Unione Europea.

blastingnews

Ammessi emendamenti su Opzione donna, Ape sociale e Salvaguardia esodati

Gli emendamenti presentati in materia di pensioni alla legge di Bilancio

Nei prossimi giorni inizieranno le discussioni in Parlamento sugli emendamenti presentati alla legge di Bilancio 2019 molti dei quali, se approvati, potrebbero rappresentare importanti modifiche alle norme previdenziali attualmente in vigore. Queste le principali modifiche richieste dai parlamentari e che hanno per oggetto le pensioni:

  • Opzione donna. Numerosi gli emendamenti che riguardano la proroga di Opzione donna, sulla quale il Governo ha già dato più volte la propria disponibilità. E’ realisticamente probabile, quindi, che la norma, grazie alla quale era possibile, fino al 2015, accedere alla pensione anticipata a 57 anni e 35 di contributi, sia prorogata, magari con l’adeguamento del requisito anagrafico a 58 anni per le dipendenti e 59 per le autonome, in base alle nuove aspettative di vita;
  • Salvaguardia esodati. Molta attesa anche per la nuova Salvaguardia esodati, la nona della serie, che dovrebbe interessare gli ultimi 6 mila lavoratori che, al momento dell’entrata in vigore della legge Fornero, avevano già concluso accordi per la risoluzione con il proprio datore di lavoro, salvo poi rimanere senza assegno Inps a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile. Su questo argomento sono quattro gli emendamenti dichiarati ammissibili dalla Commissione Bilancio a firma, rispettivamente, Fatuzzi, Epifani, Gribaudo e Rizzetto, con molti punti in comune che, se approvati, potranno però diventare operativi solo con il varo di un successivo decreto ministeriale;
  • Ape sociale. Sono diversi gli emendamenti che si propongono di intervenire sull’Ape sociale attraverso l’ampliamento delle categorie alle quali è riservato l’accesso all’assegno pensionistico senza interessi;
  • Adeguamenti all’aspettativa di vita. Numerose proposte richiedono la sospensione degli adeguamenti automatici dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, in modo particolare per quanto riguarda lo scatto previsto a partire dal primo gennaio 2019. Su questo specifico argomento, il vicepremier e ministro del lavoro, Luigi Di Maio, ha dato, nei giorni scorsi, la disponibilità del Governo ad accogliere la richiesta, almeno per quanto riguarda le categorie interessate alle pensioni anticipate.
  • Il sole24ore

Pensioni quota 100, «prestito ponte» per le liquidazioni degli statali

Una soluzione innovativa. È quella che potrebbe contenere la disciplina speciale con cui verrà definita “quota 100” per il pubblico impiego. Coloro che sceglieranno di ritirarsi con la nuova anzianità (almeno 62 anni d’età e 38 di contribuzione) potrebbero ricorrere a un anticipo bancario del trattamento di fine servizio (o fine rapporto) con il rimborso degli interessi a carico dello Stato. Attualmente dal momento del collocamento a riposo possono decorrere da un minimo di 12+3 mesi ad un massimo di 24+3 mesi per il primo rateo di tfs/tfr (fino a 50mila euro di importo e fino a un massimo di tre rate una ogni anno). Per i “quotisti” invece di aspettare oltre due anni si potrebbe aprire la possibilità del prestito-ponte bancario a costo zero, una soluzione in parte mutuata dall’esperimento in corso dell’Ape volontaria. L’ipotesi è tutt’ora al vaglio politico e concorre con l’alternativa - diametralmente opposta - del posticipo di pagamento del tfs/tfr, caldeggiata dalla Ragioneria generale dello Stato come disincentivo al pensionamento in massa nel 2019. Solo questa voce potrebbe avere un impatto di spesa attorno ai circa 4 miliardi.

 

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