Pensioni, la rassegna stampa del 22.11.2018

 pensioni

Salvini  disposto a ragionare, ma le riforme vanno avanti

Dopo la bocciatura della nuova legge di bilancio 2019 in arrivo dall'UE, non si è fatta attendere la replica del vicepremier Matteo Salvini, il quale "prospetta apertura al dialogo ", ma esclude da qualsiasi ragionamento un ripensamento sul "deficit al 2,4% o sulla revisione della legge Fornero". Allo stesso tempo, l'esponente del Governo ha chiesto "rispetto per il popolo italiano" e ha mostrato irritazione per "l'atteggiamento di paesi chiunque siano che si occupino di questioni nazionali italiane, dalle pensioni agli ospedali fino ai vigili del fuoco. Io non mi occupo di quello che succede in Francia, Olanda o in Austria, anche perché l'Italia è contribuente netto dell'Europa", ha concluso Salvini.

Il Messaggero

«Non siamo un popolo di accattoni». Così Salvini le “suona” a Moscovici

In altri tempi, quando la politica veniva decifrata secondo codici ben definiti, l’escalation di insulti tra Matteo Salvini il commissario Ue responsabili per gli Affari Economici, Pierre Moscovici, sarebbe stata interpretata come una cortina fumogena per tenere coperta una trattativa complicata. Oggi, invece, al tempo della trasparenza e della comunicazione diretta tra leader e follower del web, lo scontro a distanza sulla manovra italiana tra Moscovici e Salvini emerge in tutta la sua autentica virulenza. I due non si sono mai “presi” e se le sono date di santa ragione appena hanno potuto. Con l’avvio del governo giallo-verde, poi, la reciproca antipatia si è trasformata addirittura in rivalità politica.

L’offesa del francese: «Roma tratta come i venditori di tappeti»

Lo conferma il “botta e risposta” trai due esponenti politici che va avanti da ieri, in coincidenza con la lettera con la quale la Ue comunicava a Palazzo Chigi l’avvio della procedura d’infrazione per deficit eccessivo. «Mi aspettavo anche la lettera di Babbo Natale», era stata l’ironica reazione di Salvini. «Non sono Babbo Natale», aveva controreplicato il francese che, giusto per non farsi mancare niente, si era anche prodotto in uno scivolone politico di dubbio gusto arrivando a bollare come «contraria agli interessi del popolo italiano» la manovra del governo e a sperticarsi nella difesa della legge Fornero. E siamo all’oggi, con Salvini che dagli studi di Unomattinasu RaiUno, è ritornato in argomento rispondendo a tono: «Mi dicono dall’Europa che non posso smontare la Fornero? Io porto rispetto ma viene prima il diritto al lavoro e alla pensione degli italiani». Toni tutto sommato pacati e preceduti dalla premessa di «non voler litigare con nessuno». Ma la riforma della riforma delle pensioni è una bandiera che il vicepremier leghista non può ammainare: «Se devo scegliere tra Bruxelles e gli italiani – dice – la scelta è facile. Chiedo rispetto per il popolo italiano, che dà ogni anno 5 miliardi a Bruxelles. Sulle manovre del passato non hanno avuto nulla da eccepire e il debito è aumentato di 300 miliardi».

Salvini: «La pazienza è finita»

Sembrava tutto finito, anzi spento con l’estintore delle rassicurazioni di Conte («siamo responsabili, nessuna ribellione a Bruxelles») quando – via Corriere della Sera – nel primo pomeriggio arrivava un’altra dichiarazione di Moscovici con parole di netta chiusura a “trattative” con Roma: «Con l’Italia – ha detto il commissario francese – possiamo avere un accordo sulle regole, avvicinarci a queste regole, ma non può esserci una trattativa da mercanti di tappeti». Per Salvini un assist incredibile, come in un gioco delle parti: «Il popolo italiano – attacca il leghista – non è un popolo di mercanti di tappeti o di accattoni. Moscovici continua a insultare l’Italia, ma il suo stipendio è pagato anche dagli italiani. Ora basta: la pazienza è finita». Giusto, e anche bello. Persino troppo per essere vero.

 

 

blastingnews
Pensioni, quota 100 non passa l'esame dell'Ocse: ora è necessaria una mediazione
La manovra potrebbe creare differenze generazionali e rallenterebbe la crescita.
Gianna Sassu
La quota 100 è stata bocciata dall'Ocse . La misura ideata dall'attuale Governo capeggiato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte è stata ritenuta altamente rischiosa per l'economia italiana. Le motivazioni sono da ricercare nel fatto che la cosiddetta quota 100 non soddisfa la necessità di uguaglianza intergenerazionale e potrebbe aumentare le spese della previdenza sociale. L'unico modo per sbloccare questa situazione di stallo è iniziare una mediazione seria fra il Governo Conte e l'Europa. Savona precisa: "il Governo potrebbe non reggere a lungo".
La quota 100 potrebbe essere rischiosa, causerebbe disuguaglianze
La Commissione Europea ha bocciato ufficialmente la manovra proposta dal Governo giallo-verde con delle motivazioni che fanno riflettere.
Secondo l'Economic Outlook 2018 dell'Ocse la riforma del Governo Conte chiamata "quota 100" porterebbe ad un aumento insostenibile della spesa previdenziale, con una conseguente disuguaglianza economica intergenerazionale. Ma non è la sola motivazione per cui la quota 100 non è stata promossa. Questo dispendio di soldi potrebbe rallentare sensibilmente la crescita del paese, perché non ridurrebbe il debito pubblico (anzi, potrebbe aumentarlo). Per quanto riguarda il reddito minimo garantito invece potrebbe essere una buona strada, ma soltanto se il governo dovesse accrescere la possibilità di ricerca di un lavoro ai diretti interessati. Per il momento, dunque, l'approvazione sarebbe tutta da valutare. Sono invece accettati i rinnovi dell'Ape Sociale e della misura dell'Opzione donna.
Ora si cerca un compromesso fra le due parti
Ora si dovrebbe trovare necessariamente un compromesso accettabile per far fronte alla situazione.
Secondo Paolo Savona, stando a quanto riporta Il Corriere, la manovra è assolutamente da rifare "altrimenti il sistema potrebbe collassare". Si riferisce ad una eventuale caduta del Governo attuale, a meno che non cambi strada. Ora bisogna comunque cominciare a pensare ad una mediazione che ponga un compromesso fra entrambe le parti. A questo proposito è in programma una cena fra il Ministro Conte e il Presidente della Commissione Europea Junker. La linea dura del governo Lega-M5S dovrà necessariamente fare un passo indietro e ripensare al testo della manovra praticamente per intero, con un occhio di riguardo proprio alla tanto decantata quota 100.
 
Affari Italiani
Pensioni quota 100: il governo potrebe restringere la platea? Rumors. Riforma Pensioni news
Matteo Salvini potrebbe restringere il numero dei potenziali beneficiari di quota 100 pensioni che, secondo le recenti stime elaborato dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio si aggira attorno alle 620 mila persone (se si comprendono anche i pensionandi che si accingono a richiedere la pensione anticipata e i lavoratori precoci). Stando a queste indiscrezioni, l'obiettivo del segretario federale della Lega Salvini sarebbe d presentare a Bruxelles una manovra con le opportune correzioni per strappare il via libera alla Commissione Europea: nelle prossime settimane inizierà infatti l'iter parlamentare della manovra e si punta ad aggiustare il tiro in vista del gennaio. La cosa che non convincerebbe il vicepremier del Movimento 5 Stelle, che sarebbe intenzionato ad portare avanti la linea iniziale: per lui la bocciatura della manovra sarà sul deficit per un costo che si aggira tra i 10 e i 20 miliardi di euro e non sul debito.
PENSIONI QUOTA 100 BOCCIATA DALL'OCSE. Allarme. Riforma Pensioni news
L'Ocse boccia quota 100 pensioni, la misura proposta dal governo Conte per superare la Riforma Fornero sulle pensioni. "La riduzione dell'eta' pensionabile - si legge nell'Economic Outloo 2018 dell'Ocse - peggiorera' la disuguaglianza intergenerazionale, aumentando la gia' alta spesa pensionistica e ridurra' la crescita a lungo termine, riducendo l'eta' lavorativa della popolazione". Secondo l'Ocse il governo Lega-M5S "ha giustamente l'obiettivo di aiutare i poveri, ma data la sua composizione, i benefici sulla crescita di queste saranno probabilmente modesti, soprattutto a medio termine. Il reddito minimo garantito rafforza notevolmente i programmi anti-poverta', ma per essere efficace e contenere i costi il governo deve accelerare le riforme per migliorare la ricerca di lavoro e i programmi di formazione, nonche' politiche di inclusione sociale
Pensioni quota 100 riforma: arriva il decreto legge. RIFORMA PENSIONI NEWS
Quota 100 e la riforma delle pensioni annunciata dal governo potrebbero essere adottate per decreto legge. Lo annuncia all'Adnkronos il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. "Stiamo valutando -afferma- anche l'ipotesi del decreto legge. L'alternativa è un emendamento alla manovra". Ma andiamo ad analizzare tutte le news sulla prossima riforma pensioni: quota 100 e non solo.
PENSIONI QUOTA 100 FINESTRE D'USCITA E CONTRIBUTI: I DETTAGLI PER I PENSIONATI ANTICIPATI. RIFORMA PENSIONI NEWS
Quanto alle novità in arrivo Durigon conferma gran parte delle ipotesi circolate: da quota 100 pensioni con 38 anni di contributi e 62 di età, al contributo di solidarietà per le pensioni d'oro, passando per la reintroduzione delle finestre d'uscita. Quota 100: potranno lasciare anticipatamente il lavoro le persone con almeno 38 anni di contributi e 62 di età. Sono reintrodotte le cosiddette finestre d'uscita nel numero di 4, una ogni tre mesi, il che significa che per uscire dal lavoro una volta raggiunto il requisito occorre aspettare la prima finestra utile. Viene comunque ipotizzato un meccanismo di finestra mobile di 3 mesi che fa in modo che dalla maturazione del requisito non si superano mai i tre mesi per andare in pensione.
PENSIONI QUOTA 100 FINESTRE E PREAVVISO DEI DIPENDENTI PUBBLICI. RIFORMA PENSIONI NEWS
Quota 100 pensioni e dipendenti pubblici: per i dipendenti pubblici oltre al meccanismo delle finestre viene introdotto anche un preavviso di 6 mesi che servirà agli uffici per gestire eventuali richieste massicce che potrebbero mettere in difficoltà il funzionamento stesso della macchina amministrativa.
PENSIONI D'ORO, CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA'. RIFORMA PENSIONI NEWS
Per le pensioni d'oro verrà introdotto un contributo di solidarietà per 5 anni accompagnato dal raffreddamento dell'indicizzazione. In particolare, il contributo di solidarietà dovrebbe portare poco più di un miliardo di euro nelle casse dello Stato in 5 anni e colpirà le pensioni di importo lordo superiore a 90.000 euro annui con scaglioni differenziati: per gli importi superiori a 90mila euro, ma inferiori a 130mila euro, il taglio sarebbe dell'8%, per salire al 12% per le pensioni fino a 200mila euro, al 14% per quelle fino a 350mila euro lordi annui, per poi passare al 16% per quelle fino a 500mila euro lordi annui, per arrivare al 20% se la pensione supera la soglia dei 500 mila euro lordi annui. I tagli non si applicherebbero a chi ha una pensione interamente calcolata con il metodo contributivo. Indicizzazione: Dal raffreddamento dell'indicizzazione arriveranno invece circa 300 milioni l'anno. In pratica per le pensioni fino a 2.000 euro netti al mese ci sarà un aumento del recupero, mentre per quelle di importo superiore scatterà un progressivo raffreddamento della perequazione fino a un sostanziale azzeramento per le pensioni oltre i 5.000 euro netti.
PENSIONI APE SOCIAL E OPZIONE DONNA CONFERMATE PER UN ANNO. RIFORMA PENSIONI NEWS
La riforma pensioni conferma per un anno dell'Ape social e l'opzione donna, due misure introdotte dal precedente governo per consentire l'uscita anticipata a determinate categorie. Alitalia: confermata la norma per consentire al personale di volo (piloti e assistenti) di Alitalia di uscire con 7 anni di anticipo. Per lasciare il lavoro saranno sufficienti 60 anni d'età anzichè 62. Inail: confermata anche l'ipotesi di ridurre i premi Inail per le imperse per un importo complessivo di 600 milioni.
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