Pensioni, la rassegna stampa del 16.11.2018

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Pensioni flessibili e Q100: per Boeri mancano le risorse relative agli anni 2020 e 2021

Dall'Inps emerge un nuovo allarme in merito agli stanziamenti sui quali dovrebbe realizzarsi il nuovo meccanismo di pensionamento anticipato tramite la quota 100. È in particolare il presidente dell'Istituto previdenziale pubblico Tito Boeri ad aver spiegato che per la misura "mancano le risorse per il 2020 ed il 2021". L'economista chiede al Governo di essere trasparenti sulla questione, visto che le simulazioni tecniche mettono in evidenza costi più elevati per uno o due terzi (a seconda dello scenario preso in esame), mentre all'interno della Manovra gli stanziamenti tengono in considerazione importi più bassi. In questo modo, mancherebbero dai 2 fino ai 12 miliardi di euro.

Motivo per il quale si potrebbe decidere la realizzazione di un meccanismo automatico di stop nel caso di esaurimento di fondi in corso d'anno.

Salvini (Lega): da Boeri 'perenne campagna elettorale'

La replica del governo non si è fatta però attendere, stante che il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di una "perenne campagna elettorale" da parte del presidente dell'Inps. Secondo l'esponente leghista, Boeri dovrebbe dimettersi per candidarsi con il Pd alle elezioni europee. Lo scambio rappresenta solo l'ultimo capitolo di un rapporto che ormai è diventato da tempo apertamente conflittuale, mentre l'esecutivo sta studiando un cambiamento alla governance dell'Istituto che potrebbe accelerare anche il ricambio ai vertici della stessa Inps. Il ministro dell'Interno ha infine confermato la presenza di risorse sufficienti per l'avvio della quota 100, stante che i fondi "ci sono e ci saranno".

Pedretti (Cgil): con la Q100 molte donne fuori dalla tutela di welfare

Sul tema della quota 100 è tornato ad esprimersi anche il segretario confederale della Spi Cgil Ivan Pedretti, evidenziando le lacune rispetto alla necessità di tutelare il genere femminile.

Con il provvedimento si parla infatti "di lavoratori che hanno avuto una carriera lavorativa lunga e pertanto "non rientrano quelli che hanno avuto una carriera più discontinua, come tante donne, gli edili e gli impiegati in agricoltura". Oltre a ciò, il sindacalista ha ricordate anche la necessità di avviare delle tutele in favore delle giovani generazioni, che rischiano di vedere in prospettiva degli assegni pensionistici troppo bassi. Anche per questo ha ribadito la necessità di pensare ad una pensione di garanzia in grado di offrire maggiori tutele durante la vecchiaia a chi sta iniziando ora la propria carriera.

In questi giorni molti italiani stanno ricevendo dall’Inps le buste arancioni, quelle con all’interno l’estratto conto dei contributi di ogni singolo lavoratore e le ipotetiche date di uscita per le Pensioni di vecchiaia o anticipate di ognuno. Nel programma di calcolo utilizzato nelle buste arancioni, non c’è quota 100, perché non è ancora misura effettiva fino a quando non uscirà il suo relativo decreto. La busta arancione però resta utile ai lavoratori per avere un quadro preciso della propria situazione contributiva in modo tale da poter verificare se è possibile per loro uscire dal lavoro sfruttando le svariate misure pensionistiche previste dal sistema per il 2019.

Quota 100 nascerà sicuramente, come ogni giorno confermano i rappresentanti di governo e sarà accompagnata anche dalla riapertura di opzione donna. Con queste due novità, si implementano le possibilità di accedere alle pensioni l’anno venturo.

Il quotidiano “Il Sole 24 Ore” presenta un scheda esplicativa sui requisiti di accesso alle pensioni misura per misura e molte particolarità di queste sono pressoché sconosciute a molti. Come si va in pensione nel 2019? Vediamo di fare chiarezza circa le misure attive l’anno venturo con tutti i loro relativi requisiti.

Pensioni di vecchiaia e pensioni anticipate

Nonostante i proclami circa il superamento della legge Fornero, questa resterà pienamente in vigore nel 2019. Sia quota 100 che opzione donna serviranno per anticipare la pensione per diversi lavoratori, ma sono misure opzionali e ricche di controindicazioni per via delle penalizzazioni di assegno pensionistico cui andrebbero incontro i richiedenti.

Per chi non rientra o non vuole richiedere le due nuove misure, perché sconvenienti, restano in vigore le due vie di uscite tipiche della pensione di vecchiaia o di quella anticipata. Tutte e due continueranno a basarsi sui requisiti di accesso imposti dalla riforma Fornero. Il diritto alla pensione di vecchia nel 2019 sale di 5 mesi per l’aspettativa di vita e pertanto la quiescenza si centrerà a 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi. Per ricevere la pensione di vecchiaia occorre cessare il rapporto di lavoro in corso per i dipendenti, mentre gli autonomi possono restare ancora al lavoro. La pensione anticipata invece è la misura distaccata da limiti anagrafici e stando alle regole attuali, sempre per via dell’aspettativa di vita, nel 2019 per gli uomini si centrerà con 43 anni e 3 mesi di contributi versati, mentre per le donne a 42 anni e 3 mesi. La misura è oggetto di studio da parte del governo che sta valutando se inserire il blocco dell’aspettativa di vita che riporterebbe anche per l’anno venturo, le pensioni anticipate alle soglie 2018 (42 anni e 10 mesi e 41 anni e 10 mesi).

Si valuta inoltre il ritorno alle finestre mobili, alla stregua di quota 100 che farebbe slittare le pensioni anticipate di 3 mesi rispetto alla data di maturazione dei requisiti.

Quota 41 e scivolo per lavori usuranti

Restano in vigore anche le misure che si rivolgono a precoci e usuranti. Per i primi si tratta di quota 41, possibilità di anticipo per chi dei 41 anni di contributi richiesti, ne ha uno versato anche discontinuamente, prima del 19° anno di età. La misura però si rivolge a precoci disoccupati, invalidi, caregivers o lavori gravosi. Le stesse categorie che rientrano nell’Ape sociale che se davvero sarà prorogata (la misura scade a fine 2018) consentirebbe l’anticipo a partire da 63 anni con 30 anni di contributi per invalidi e disoccupati e 36 per i lavori gravosi. Capitolo a parte per gli usuranti e notturni, la cui quiescenza resta confermata a 61 anni e 7 mesi con 35 di contributi, con contestuale quota 97,6 raggiunta.

Quota 100 e opzione donna

Le due novità per il 2019 saranno opzione donna e quota 100. La misura per le lavoratrici è un rilancio di una sperimentazione già adottata in passato. Consente l’accesso anticipato alla pensione con 58 anni di età e 35 di contributi ma con assegni pensionistici calcolati per tutte ed interamente con il sistema contributivo. Si perde fino al 30% di pensione optando per lo scivolo destinato alle lavoratrici. Penalità anche per la grande novità rappresentata da quota 100. La misura offre la pensione con almeno 62 anni di età ed almeno 38 di contributi. Meno contributi versati e coefficienti di trasformazione sfavorevoli producono un taglio di assegno pensionistico tra il 5 ed il 35% circa come confermato pochi giorni fa da una relazione ufficiale dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio. Le combinazioni possibili con quota 100 resteranno quelle con 62, 63, 64, 65 e 66 anni di età e sempre con 38 anni di contributi versati. Per tutte le misure di cui abbiamo trattato, l'uscita è prevista dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si raggiungono i requisti, tranne per la quota 100 (e forse per le anticipate) che prevedono il meccanismo delle finestre trimestrali nel privato e semestrali nel pubblico.

 AFFARI ITALIANI

Pensioni quota 100, Barbagallo, "Sud a rischio,serve flessibilita' in uscita"

Con la quota 100 pensioni "rischiano di non essere interessati i lavoratori del Mezzogiorno, le donne, i precari e i giovani". Lo ha detto a Palermo il segretario nazionale Uil Carmelo Barbagallo a margine dell'attivo unitario di Cgil, Cisl e Uil per discutere la piattaforma con le proposte da presentare al governo per la legge di Bilancio 2019. "Potrebbe essere una base di partenza ma bisogna continuare con i lavori della commissione tecnico-scientifica per individuare quali settori e quali lavoratori non permettono di arrivare all'eta' pensionabile. Occorre intervenire con la flessibilita' in uscita per questi lavoratori", ha aggiunto

PENSIONI: PEDICA (PD), QUOTA 100 PER UN ANNO? SIAMO SU SCHERZI A PARTE

Pensioni quota 100, il Pd va all'attacco. "Boeri lancia l'ennesimo avvertimento a questo governo dagli annunci facili. Le coperture per chi va in pensione con quota 100 ci sono solo per il 2019. Chi matura i requisiti nel 2020 resterà al palo. Se la situazione è questa, allora siamo davvero su 'Scherzi a parte'". A scandirlo è Stefano Pedica del PD. "Mi auguro che il governo dia una risposta convincente. Con gli imbrogli non si va da nessuna parte", conclude.

Pensioni: Martina, Boeri con il Pd? Salvini solito arrogante

"Sono le solite reazioni arroganti di un ministro che ha lanciato per mesi e mesi la sua propaganda e poi l'ha fatta precipitare in una scelta che rischia di essere profondamente iniqua": cosi' il segretario uscente del Pd Maurizio Martina ha commentato gli attacchi del vicepremier Matteo Salvini secondo cui, dopo le osservazione sulla quota 100, il presidente dell'Inps Tito Boeri dovrebbe candidarsi con il Pd. "Spendiamo 13 miliardi di euro per una platea ristretta di persone che subiranno un taglio del 30% sulla pensione, mentre una marea di lavoratori resteranno scoperti dalla manovra: questo e' profondamente ingiusto e Salvini deve rendersene conto, non puo' fare finta di nulla" ha aggiunto Martina a margine del congresso dello Spi Cgil Lombardia.

PENSIONI, quota 100 Salvini: "Ecco la verità sui contributi". Pensioni news

Matteo Salvini torna su quota 100 pensioni e chiarisce una volta per tutte la storia legata ai contributi. "Sulla legge Fornero leggo cose incredibli. Non c'è alcun taglio, alcuna penalizzazione". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Ovviamente se vai in pensione 4 anni prima versi 4 anni di contributi in meno e non ti do 4 anni di contributi in più. Non ti tolgo nulla di quello che hai versato ma non ti regalo nulla di quello che non hai versato. Leggo altro, ma ritengo che i giornalisti siano tutti bravi e belli", ha concluso Salvini.

Pensioni, Boeri: "Per quota 100 mancano le risorse per il 2020 e il 2021"

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, torna alla carica su quota 100 pensioni, lanciano un allarme legato al medio periodo. Stando a Boeri la riforma è di breve durata. "Mancano risorse per il 2020 e il 2021. Secondo tutte le nostre simulazioni -ha spiegato il numero uno dell'Inps a margine di un evento organizzato dalla Fondazione Umberto Veronesi all'Università Bocconi di Milano -, costa in alcuni casi un terzo in più e in altri casi addirittura due volte in più rispetto al primo anno". Eppure - ha ricordato il presidente Inps, nella legge di bilancio, è previsto che la dotazione del fondo che paga quelle pensioni è praticamente la stessa e vari di poche centinaia di milioni: 6,7 miliardi nel 2019 e 7 miliardi nel 2020 e 2021".  "È doveroso - ha aggiunto Tito Boeri -  dare le giuste informazioni a tutti gli italiani, se noi permettiamo di andare in pensione prima, come ad esempio un requisito di 38 più 62 (quota 100 appunto, ndr), e il primo anno prevediamo delle finestre che di fatto ritardano l'uscita verso la pensione, inevitabilmente il secondo anno questa misura costerà di più che nel primo".

PENSIONI, arrivano a casa buste arancioni. Non su quota 100 - Pensioni news

Pensioni, in arrivo un milione di buste arancioni dall'Inps entro fine anno. Nelle prossime settimane verrà inviato l'estratto contributivo con la simulazione dell'importo della pensione futura sulla base di quanto fino ad oggi versato, della retribuzione attesa e della data di uscita dal lavoro. L'annuncio è stato dato dal presidente dell'Inps Tito Boeri.  Negli ultimi due anni 5,4 milioni di lavoratori dipendenti hanno effettuato 16,4 simulazioni per calcolare la propria pensione, attraverso il servizio 'La mia pensione futura'. Il presidente dell'Inps ha annunciato che il servizio verrà esteso nei prossimi due anni anche ai lavoratori del servizio pubblico. "La platea di chi potrà accedere alla simulazione online, attraverso un pin, si allargherà a 500mila dipendenti pubblici, artigiani e commercianti". Attenzione però: la simulazione non comprende quota 100, ma è stata fatta sulla legislazione vigente.  Questo perché la riforma pensioni del governo Lega-M5S è ancora in divenire.

ADNKRONOS

Cessione del quinto per pensionati: chi può e chi no

Pubblicato il: 16/11/2018

La cessione del quinto è quello strumento, utilizzabile dai pensionati e dai lavoratori con cui si può richiedere un prestito personale estinguibile con una trattenuta diretta sullo stipendio (per i lavoratori dipendenti) o sulla pensione. Con la cessione del quinto, quindi, l’istituto di credito concede un prestito che il pensionato rimborserà attraverso un addebito automatico, effettuato dall’Inps sulla pensione mensile. Con questo strumento, quindi, il finanziamento è garantito dalla pensione, o dallo stipendio qualora ne faccia ricorso il lavoratore dipendente.

Tuttavia, la cessione del quinto non può essere richiesta su tutte le pensioni dal momento che non possono usufruirne i percettori di pensioni e assegni sociali, di invalidità civili e di assegni mensili per l’assistenza per inabilità. Non si può richiedere neppure sulla quota di assegni al nucleo familiare, né tantomeno sulle pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione.
Tutti gli altri pensionati, invece, possono farne richiesta. La procedura è molto semplice: la domanda per il prestito va presentata direttamente alla Banca o alla Società finanziaria e la durata del finanziamento non superi i 10 anni. Inoltre, per il prestito con cessione del quinto della pensione è obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di premorienza del titolare della prestazione.

Prima di effettuare la richiesta, però, il pensionato deve rivolgersi alla sede Inps per farsi dare la comunicazione di cedibilità della pensione, ossia un documento specifico nel quale viene indicato l’importo massimo che la rata mensile del prestito non può assolutamente superare, che poi dovrà presentare all’istituto di credito a cui si richiede.
L'importo massimo della rata varia a seconda del pensionato dal momento che dipende da quanto si percepisce. Come si può facilmente intuire dal nome, infatti, ogni pensionato può cedere al massimo un quinto della propria pensione, calcolata al netto delle trattenute fiscali e previdenziali e di eventuali trattamenti al minimo.

 

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