Pensioni, la rassegna stampa del 08.11.2018

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08.11.2018 - Il Vicepremier e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ospite a “Otto e Mezzo” su La7, è intervenuto anche sul tema delle pensioni.

L’intenzione è “Smontare la legge Fornero“, partendo da quota 100, con obiettivo finale quota 41 pura.

Requisiti

I requisiti per andare in pensione con quota 100 sono:

  • 62 anni di età
  • 38 anni di contributi

No penalizzazioni e no cumulo

Non ci sarà nessuna penalizzazione sull’assegno pensionistico. Non è vero, ha tenuto a precisare il Ministro, che si perderà il 25%.

Non si potrà cumulare la pensione con un eventuale reddito da altro lavoro.

Numero pensionati e gradualità

Gli aventi diritto, afferma Salvini, sono 400-500 mila.

L’intento dell’Esecutivo è di “calibrare” i tempi per il pubblico impiego, al fine di evitare l’uscita in massa di numerosi lavoratori.

Il Ministro fa un esempio: se in un ufficio dovessero andare in pensione 10 persone, nel mese di febbraio 2019, si chiederebbe a qualcuno di restare sino al mese di marzo-aprile (non specifica in che modo e secondo quali criteri).

Da quando si potrà accedere a quota 100

Si andrà in pensione con quota 100 dal mese di febbraio, almeno secondo l’intento del Ministro.

Pensioni, stop aspettativa di vita per precoci e anticipate: lo conferma Durigon

Le novità che da giorni moltissimi lavoratori stanno aspettando e che concernono lo stop dell’aspettativa di vita dal 2019 sono giunte dal sottosegretario al Ministero del Lavoro Claudio Durigon, che nel corso di un’intervista rilasciata il 06/11 a L'Aria che Tira su La7 conferma il blocco dell’aumento dei 5 mesi sia per le pensioni anticipate quanto per la quota 41, usufruibile, come stabilito dalla passata legislatura, dai precoci di determinate categorie e da quanti svolgono mestieri gravosi. Cosa cambia dunque dal 2019 e per chi?

Pensioni 2019: stop dell’aspettativa di vita dal 2019, ma non per tutti

Durigon, intervistato da Myrta Merlino, è stato chiarissimo e non ha lasciato adito a dubbi: dal 2019 ci sarà lo stop dell'adv (aspettativa di vita) sia per le pensioni anticipate quanto per i precoci, resta invece tutto invariato per le Pensioni di anzianità.

Ecco dunque, in attesa del decreto che metterà nero su bianco quanto detto dall'onorevole Durigon, i requisiti necessari dal 2019 per poter accedere alla pensione.

Per accedere alle pensioni anticipate anche nel 2019 basteranno 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, che per effetto dell’incremento dell’adv avrebbero dovuto divenire 43 anni e 3 mesi e 42 anni e 3 mesi dal nuovo anno. Finalmente una buona notizia: si resta in attesa di comprendere se le pensioni anticipate seguiranno l’iter delle finestre come per la quota 100.

Cosa cambia per i precoci dal 2019?

I precoci (coloro che hanno versato almeno 12 mesi di contributi, anche non continuativi prima dei 19 anni) che appartengono a determinate categorie considerate meritevoli di tutela da parte della precedente legislatura (che ha reso strutturale l’uscita con quota 41 o per quanti svolgono mestieri gravosi) potranno continuare ad accedere alla quiescenza anche nel 2019 con 41 anni e non con 41 anni e 5 mesi come si era precedentemente detto.

La quota 41 non sarà usufruibile da tutti, non vi è stata alcuna estensione rispetto alle attuali norme nonostante i quarantunisti (chi ha 41 anni di contributi alle spalle) ed i precoci continuino ad appellarsi al Governo affinché per loro non conti il vincolo anagrafico, in quanto quota 100 sarebbe irraggiungibile (dal momento che molti sono under 62).

Pensioni anzianità: scatta aumento adv di 5 mesi

Per chi dal 2019 dovrà optare per le pensioni di anzianità, invece, non cambierà nulla: niente blocco dell’adv, e dunque il requisito passerà da 66 anni e 7 mesi del 2018 a 67 anni a partire dal prossimo anno.

Pensioni Quota 100 e Opzione donna: la trappola dei contributi figurativi

Una domanda gira in queste ora in tema di riforma pensioni: con Quota 100 o ad Opzione Donna si potrà richiedere il riconoscimento dei contributi figurativi? La certezza sin qui è su Opzione Donna, per cui il decreto è già scritto. Infatti la misura sarà prorogata senza alcun cambiamento salvo l'incremento di un anno del requisito anagrafico per l’adeguamento con le aspettative di vita. E quindi, come già successo in passato, per raggiungere il requisito contributivo necessario non si potranno contare i contributi figurativi. Su quota Per quanto riguarda Quota 100 il decreto deve ancora essere scritto e dunque in divenire. Non ci sono certezze anche se sul possibile riconoscimento dei contributi figurativi i rumors di questi giorni parlano al massimo di 2-3 anni.

Pensioni Quota 100 e non solo: Ape social e dell'opzione donna confermate -

Ma la grande novità non è solo l'accordo su quota 100. Sempre in materia di pensioni l'accordo nel governo Lega-M5S prevede la conferma per un anno dell'Ape social e dell'opzione donna, due misure introdotte dal precedente governo per consentire l'uscita anticipata a determinate categorie.

MANOVRA PENSIONI D'ORO, CONTRIBUTO PER 5 ANNI E RAFFREDDAMENTO INDICIZZAZIONE -

Detto di quota 100 e del mantenimento temporaneo di Ape Social e opzione donna, sul fronte delle pensioni d'oro alla fine ci sarà il contributo di solidarietà per 5 anni e il raffreddamento dell'indicizzazione.

MANOVRA PENSIONI, ricalcolo con il sistema contributivo tramonta

Sulle pensioni è definitivamente tramontata l'ipotesi del ricalcolo con il sistema contributivo. Le norme saranno adottate con un ddl collegato alla manovra o con decreto legge. In particolare, il contributo di solidarietà dovrebbe portare poco più di un miliardo di euro nelle casse dello Stato in 5 anni. colpirà gli assegni superiori a 90.000 euro lordi annui con aliquote progressive a partiore dall'8% fino ad un aliquota del 20% per le pensioni oltre 200.000 euro lordi. Dal raffreddamento dell'indicizzazione arriveranno invece circa 300 milioni l'anno. In pratica per le pensioni fino a 2.000 euro netti al mese ci sarà un aumento del recupero, mentre per quelle di importo superiore scatterà un progressivo raffreddamento della perequazione fino ad un sostanziale azzeramento per le pensioni oltre i 5.000 euro netti.

Pensioni quota 100 farà ripartire l'economia. Ecco perché. La Riforma Fornero, oltre ad "aver ridotto la crescita del Pil" nei primi anni dalla sua introduzione nel 2011, "ha determinato" altri "problemi nel breve periodo", tra cui il rallentamento "del naturale turn over" generazionale. Ne e' convinto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, secondo il quale "le esigenze di oggi richiedono una riposta nuova e un'accelerazione del turn over per permettere l'ingresso di nuove competenze" nel mercato del lavoro. Pertanto con la riforma della Fornero con l'introduzione di quota 100, ha aggiunto Tria dal palco dell'assemblea di Assolombarda, si punta a un "ricambio generazionale che permettera' di fare inserire o almeno di facilitare l'ingresso di nuove competenze nel mondo del lavoro".

Nel 2019 in pensione con quota 100 senza penalizzazioni-Salvini

ROMA (Reuters) - Nel 2019 si potrà andare in pensione a quota 100, con 62 anni di età e 38 anni di contributo, senza penalizzazioni, ha detto oggi il vice premier Matteo Salvini.

“Saranno fra i 400.000 e i 500.000 che già dal 2019, il mese di febbraio, è mio obiettivo, potranno scegliere se andare in pensione... quota 100 quest’anno si applica a partire da 62 anni... senza penalizzazioni”, ha detto Salvini rispondendo a una domanda sulle pensioni, durante la registrazione della trasmissione “Otto e mezzo” su La7.

Salvini, che è anche ministro dell’Interno e leader della Lega, ha risposto “sì” alla domanda se chi raggiunge quota 100 va in pensione con assegno pieno.

Pensioni d'oro, cosa cambia

Per le pensioni d'oro alla fine ci sarà il contributo di solidarietà per 5 anni e il raffreddamento dell'indicizzazione, mentre è definitivamente tramontata l'ipotesi del ricalcolo con il sistema contributivo. Per la riforma della Fornero confermata quota 100 con 38 anni di contributi e 62 anni di età e le finestre di uscita con un preavviso di 6 mesi per i dipendenti pubblici. E' quanto prevede - apprende l'Adnkronos - l'accordo raggiunto tra M5S e Lega in materia previdenziale. Le norme saranno adottate con un ddl collegato alla manovra o con decreto legge.

In particolare, il contributo di solidarietà dovrebbe portare poco più di un miliardo di euro nelle casse dello Stato in 5 anni. Colpirà gli assegni superiori a 90.000 euro lordi annui con aliquote progressive a partire dall'8% fino a un'aliquota del 20% per le pensioni oltre 200.000 euro lordi. Dal raffreddamento dell'indicizzazione arriveranno invece circa 300 milioni l'anno. In pratica per le pensioni fino a 2.000 euro netti al mese ci sarà un aumento del recupero, mentre per quelle di importo superiore scatterà un progressivo raffreddamento della perequazione fino a un sostanziale azzeramento per le pensioni oltre i 5.000 euro netti.

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