Pensioni, la rassegna stampa del 02.11.2018

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Money.it

In campagna elettorale Matteo Salvini è stato il principale fautore della riforma delle pensioni, promettendo ai cittadini la cancellazione della Legge Fornero nel caso in cui la Lega fosse andata al Governo.

Otto mesi dopo ecco che nella Legge di Bilancio 2019 vengono stanziate le risorse (6,7 miliardi di euro) per un fondo da utilizzare per l’attuazione di nuove misure per il pensionamento anticipato. Uno di queste misure, come è noto, sarà Quota 100 che tuttavia non sarà presente nella manovra finanziaria poiché sarà approvata tramite un provvedimento ad hoc.

Quota 100 comunque sarà limitata e con dei paletti: per andare in pensione in anticipo, infatti, bisognerà aver maturato 38 anni di contributi, per un minimo di 62 anni di età. Si parlerà di Quota 100, quindi, solamente per coloro che andranno in pensione a 62 anni, mentre per gli anni successivi di Quota 101 (63+38), Quota 102 (64+38) e così via.

La riforma delle pensioni, quindi, sarà ridimensionata rispetto alle promesse fatte dalla Lega in campagna elettorale, dal momento che con la sola introduzione della Quota 100 non si potrà parlare di eliminazione della Legge Fornero; la riforma del 2011 non sarà superata, tant’è che nel 2019 comporterà l’aumento dell’età pensionabile per la pensione di vecchiaia e (salvo sorprese dell’ultimo minuto) anticipata.

Con Quota 100, inoltre, saranno introdotte delle finestre di accesso alla pensione così da evitare che si vada in pensione “tutti e subito”; di questa novità, così del superamento della Legge Fornero e della riforma delle pensioni che sarà attuata nel 2019 (e non solo) ne ha parlato Matteo Salvini in un’intervista pubblicata sull’ultimo libro di Bruno Vespa (“Rivoluzione. Uomini e retroscena della Terza Repubblica”, in uscita il 7 novembre prossimo).

Il vicepremier, nonché attuale Ministro dell’Interno, fa chiarezza sulla motivazione che ha portato il Governo a prevedere delle finestre di accesso per Quota 100, oltre a svelare i prossimi obiettivi per la riforma delle pensioni. Vediamo quindi quanto ha affermato Salvini e cosa ci attende per il futuro.

Matteo Salvini: vi spiego perché Quota 100 avrà delle finestre di accesso

Chi ha già maturato i requisiti per Quota 100 - almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi - e chi lo farà nei primi mesi del 2019 dovrà attendere la primavera, probabilmente fino al mese di aprile, per andare in pensione.

Questo perché per Quota 100 sarà istituito nuovamente il meccanismo delle finestre di accesso. Nel dettaglio, con queste si stabilisce che non si potrà andare in pensione una volta raggiunti i suddetti requisiti, poiché bisognerà attendere anche l’apertura della prima finestra utile successiva.

Ad esempio, chi compie 62 anni a maggio (e nel contempo ha maturato almeno 38 anni di contributi) non potrà andare subito in pensione poiché dovrà attendere l’apertura della finestra successiva che dovrebbe essere in programma per luglio.

Come dichiarato da Salvini, infatti, nel 2019 saranno previste dalle “tre alle quattro finestre di accesso”. Secondo le ultime indiscrezioni, in realtà ce ne saranno tre (aprile, luglio e ottobre) visto che la quarta - alla quale potranno accedere coloro che maturano i suddetti requisiti tra ottobre e dicembre - sarà in programma a gennaio 2020.

Ma per quale motivo il Governo ha deciso di introdurre le finestre di accesso, facendo “storcere la bocca” ai potenziali beneficiari della Quota 100? Salvini si è giustificato dicendo di non poter permettere che in alcuni settori chiave dell’amministrazione pubblica - vedi scuole e ospedali - vadano in pensione “di bottooltre 100mila persone. La regolarità delle funzioni della PA deve essere garantita, ed è per questo che “bisogna procedere gradualmente e con giudizio per evitare gli esodi di massa”.

Per questo motivo, almeno per il 2019, con Quota 100 si procederà a scaglioni. Nel 2019 poi se ne riparlerà, visto che la riforma delle pensioni non si fermerà a quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2019.

Riforma delle pensioni: Quota 41 l’obiettivo finale

L’introduzione della Quota 100, come anticipato, non comporta il superamento della Legge Fornero; è vero che dà ai lavoratori un’opzione ulteriore per il pensionamento anticipato, ma da qui a parlare di cancellazione della riforma del 2011 - che ha stravolto l’allora sistema previdenziale - ce ne passa.

Ecco perché il Governo continuerà a lavorare anche dopo l’attuazione di Quota 100 al fine di perseguire, al più presto, l’obiettivo finale indicato sia dal Ministro del Lavoro Luigi Di Maio che da quello dell’Interno Matteo Salvini.

Nel dettaglio, è quest’ultimo a ribadire, nell’intervista pubblicata dall’ultimo libro di Bruno Vespa, che l’obiettivo finale sarà quello di estendere a tutti i lavoratori, non solo ai precoci, la possibilità di andare in pensione con Quota 41, ossia al raggiungimento dei 41 anni di contributi (+5 mesi per effetto dell’adeguamento con le aspettative di vita) indipendentemente dall’età anagrafica.

Ogni nuovo passo per la riforma delle pensioni però dovrà essere ponderato dal momento che - come confermato da Salvini - bisognerà fare attenzione al Bilancio; nel dettaglio, conclude il leader della Lega, “sarà necessario procedere con cautela per evitare che l’Europa ci crocifigga”.

Affari Italiani

Pensioni, Quota 100, ufficiale: ecco le finestre di uscita. Riforma pensioni news

Quota 100, continuano le voci sulle finestre per accedere a partire dal 2019 alla pensione anticipata (con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi). Intanto chiariamo: saranno previste delle "finestre" per l'uscita se i requisiti di quota 100 si maturano da gennaio 2019 in poi. Detto questo, chiariamo che, nella sua versione più aggiornata, il pacchetto pensioni prevede 4 finestre trimestrali destinate all'uscita dei lavoratori privati e 2 finestre semestrali per i dipendenti pubblici. Infine, una finestra annuale (12 mesi) per il personale della scuola.

Pensioni, Quota 100 Damiano: "Delusioni in arrivo". Riforma pensioni news

"Che fine hanno fatto Quota 100 e il Reddito di cittadinanza?", se lo chiede Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico, a proposito della legge di Bilancio. "Lo spostamento fuori dalla manovra - spiega - e in un tempo indefinito di queste misure-bandiera di Lega e 5 Stelle non e' soltanto un fatto tecnico, ma un sintomo di difficolta' del Governo che fatica a tenere fede agli impegni presi perche' i conti non tornano. Nonostante questa situazione precaria, che sta gia' creando delusione e contestazioni da parte dei cittadini che avevano immaginato che queste promesse elettorali del Governo gialloverde fossero gia' in vigore o almeno a portata di mano, stupiscono i continui rilanci nelle dichiarazioni degli esponenti della maggioranza. Salvini si e' spinto addirittura a promettere che si andra' in pensione nel 2019 con 41 anni di contributi, anche se gradualmente con le finestre trimestrali". In tema di pensioni Damiano spiega: "Lo ribadiamo: i vecchi conti di Inps e Ragioneria richiedevano 6 miliardi per Quota 100 e altri 6 per i 41 anni. Ci risulta che nella legge di Bilancio, per le pensioni, ci siano 6,7 miliardi. Un'altra delusione in arrivo? A meno che i conti di Inps e Ragioneria siano nel frattempo cambiati", conclude.

blasting news
Pensioni flessibili, Q100 e reddito di cittadinanza fuori LdB 2019 per garantire i conti
Sulle pensioni anticipate tramite la quota 100 e l'avvio del reddito di cittadinanza restano da definire i criteri, che restano legati alle coperture.

Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 2 novembre 2018 vedono confermare la presenza delle pensioni anticipate tramite la quota 100 e del reddito di cittadinanza all'interno della manovra solo per quanto concerne la stima delle coperture. Una scelta che sarebbe dettata dalla necessità di fornire garanzie sui conti pubblici, ma che presenta anche rischi di dilazione nell'applicazione delle misure in favore dei lavoratori. Nel frattempo dalle ultime indiscrezioni giornalistiche arriva la notizia di una possibile decisione dell'UE in merito all'avvio di una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia, mentre dai Comitati il CODS avvisa gli iscritti a fare attenzione rispetto allo stanziamento dei fondi, domandando al contempo dove sono le novità in arrivo per le donne.

Quota 100 e reddito di cittadinanza fuori Manovra per garantire i conti

Sulla scelta del Governo di escludere dalla bozza della nuova legge di bilancio 2019 i dettagli operativi riguardanti la quota 100 ed il reddito di cittadinanza vi sarebbe l'intenzione di tranquillizzare l'Unione Europea in merito alla tenuta dei conti. I due provvedimenti sono infatti al centro del programma giallo-verde, ma risultano anche tra le misure maggiormente onerose da realizzare. L'avvio della definizione tecnica tramite due misure ad hoc dovrebbe quindi consentire di rimandare il confronto sulle regole di accesso e sulla platea degli effettivi beneficiari, con il vantaggio di disinnescare un confronto acceso con i tecnici internazionali e lo svantaggio di spostare in avanti il via libera alle nuove misure.

È chiaro che la formula applicativa apre a non pochi dubbi per gli stessi lavoratori. La quota 100 parte infatti già con un vincolo anagrafico a 62 anni e contributivo a 38 anni, mentre il reddito di cittadinanza è destinato a vedere una severa applicazione dell'ISEE. Stante la situazione, in casi estremi ed in scenari di un'ulteriore aggravamento della crisi dello spread, si potrà comunque postulare nuovi vincoli o lo slittamento ulteriore delle nuove opzioni previdenziali e di welfare.

Legge di bilancio e riforma previdenziale: UE verso procedura di infrazione

Il fatto che la nuova riforma del settore previdenziale parta in salita sembra ormai acclarato anche rispetto alle ultime vicende riguardanti il confronto tra Italia e UE. Un contesto caratterizzato da differenze di visione finora non colmate e che secondo alcuni avrebbero già comportato la decisione di avviare la procedura d'infrazione verso il nostro Paese. A riportare la notizia è stato ieri Il Messaggero, che in un articolo a firma di Alberto Gentili ha evidenziato come non sufficiente "spedire, per un probabile rinvio, il reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni in due disegni di legge collegati" mentre "risulta vano perfino introdurre le clausole di correzione dei conti in caso di mancata crescita".

Insomma, l'idea di spostare i due provvedimenti al di fuori del perimetro della manovra, nel tentativo di evitare lo scontro finale con l'Europa, non avrebbe prodotto i frutti sperati. Un esito dopo il quale il Governo si sta ora preparando anche allo scenario peggiore, ovvero quello dell'apertura di una procedura di infrazione.

Armiliato (CODS): dov'è la novità per le donne?

Sulla questione delle coperture emergono nuove prese di posizione anche dai Comitati dei lavoratori. "Attenzione a questi nuovi fondi ‘mobili’ o meglio ‘volatili’ allocati genericamente, che nulla di specifico garantiscono" avverte la fondatrice del Comitato Opzione Donna Social, spiegando che "se si considerano i numeri che girano per realizzare le misure tipo quota 100, non ci si sente confortati: 6,7 miliardi non è un importo così considerevole da far pensare che assicuri la realizzazione di più provvedimenti". A partire da tale considerazione, l'amministratrice del CODS ricorda quindi che "bisogna ancora affinare strategie e lottare, e penare", domandando "dunque dov’è la novità per le donne? Dov’è il Cambiamento promesso e tanto propagandato?".

IL GIORNALE.IT

Così Giorgetti ha fermato ​il taglio sulle pensioni

Il taglio delle pensioni d'oro per il momento è rinviato. E dietro questa mossa ci sarebbe la "manina" di Giorgetti

Luca Romano - Ven, 02/11/2018

Il taglio delle pensioni d'oro per il momento è rinviato.

La mannaia sugli assegni da 4500 euro in su di fatto non entrerà in azione adesso, ma probabilmente tra qualche tempo con un emendamento collegato alla manovra o con un decreto. Insomma per il momento il piano Cinque Stelle è stato sabotato. E a quanto pare dietro la grande frenata sul fronte del taglio delle pensioni c'è il leghista Giancarlo Giorgetti.

Secondo quanto riporta un retroscena di Libero, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio di fatto avrebbe convinto i Cinque Stelle a seguire una strada più lunga per dare il via ai tagli chiedendo una ddl che venga poi collegato alla manovra. La grande arte in cui si sarebbe specializzato Giorgetti è quella della mediazione. È l'uomo di collegamento tra la Lega e i Cinque Stelle. Lima le proposte, ripara le incomprensioni sulle norme e sui decreti messi sul campo dal governo e poi all'improvviso con la stessa sapienza con cui costruisce disfa i provvedimenti più spinosi. E uno di questi è proprio il provvedimento sulle pensioni d'oro che si è perso nel fumo dei ddl legati alla manovra e che per il momento resta nel cassetto.

Affari Italiani

Pensioni d'oro, Di Maio annuncia nuovi tagli. Pensioni news

Sulle pensioni d'oro "stiamo ancora facendoi conti, perché io non sono soddisfatto e voglio recuperare ancora di più e quindi stiamo lavorando alla norma per i pensionati d'oro, gente che ci ha rubato il futuro". Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio in una diretta su Facebook, a proposito del taglio delle pensioni d'oro sul quale Lega e M5S hanno trovato l'accordo e che dovrebbe essere inserito con un emendamento nella legge di bilancio. "Stiamo lavorando per vedere come tagliare di più", assicura Di Maio.

Pensioni Oggi.it

Quota 100, Di Maio: in arrivo un decreto dopo Natale

  • Venerdì, 02 Novembre 2018 16:38
  • Scritto da  Bernardo Diaz
Il Ministro del Lavoro, Luigi di Maio, conferma lo slittamento di almeno un mese della presentazione del Reddito di cittadinanza e della revisione della legge Fornero.

Il Reddito di cittadinanza e QuotQuota 100, Di Maio: in arrivo un decreto dopo Natale

  • Venerdì, 02 Novembre 2018 16:38
  • Scritto da  Bernardo Diaz

Il Ministro del Lavoro, Luigi di Maio, conferma lo slittamento di almeno un mese della presentazione del Reddito di cittadinanza e della revisione della legge Fornero.

Il Reddito di cittadinanza e Quota 100 saranno regolati con apposito decreto che arriverà dopo Natale. Lo ha confermato il vicepremier Luigi Di Maio in una diretta Facebook, affermando che "chi dice che nella Legge di Bilancio non ci sono il reddito di cittadinanza e Quota 100, dice una sciocchezza"."Nella Legge di Bilancio c'è la ciccia, ovvero ci sono i soldi", ha precisato il Ministro, spiegando poi che per la complessità che mostrano le due misure non avrebbero potuto essere regolate nella legge di Bilancio. Intanto il sottosegretario al welfare Claudio Durigon ha confermato i punti del dossier a cui sta lavorando il Governo. Durigon ha ribadito che "non saranno previste penalizzazioni ma stiamo valutando se introdurre per uno o due anni il divieto di cumulo dell'assegno con qualunque tipologia di reddito da lavoro. Saranno consentite solo prestazioni occasionali nel limite di 5mila euro l'anno".

Secondo il sottosegretario il ripristino del divieto di cumulo redditi lavoro/pensione è in linea con lo spirito della riforma di incentivare il ricambio generazionale e, quindi, l'assunzione di giovani. Per esigenze organizzative dell'Inps, che dovrà gestire un bacino potenziale di 420 mila lavoratori interessati ad anticipare il pensionamento, saranno previste delle finestre di uscita fisse ogni anno. Si ipotizza aprile, luglio, ottobre e gennaio a seconda del trimestre in cui vengono maturati i requisiti della quota, un congegno in vigore prima del decreto Sacconi che nel 2011 introdusse le finestre mobili poi soppresse dalla Riforma Fornero. Per il pubblico impiego le finestre potrebbero essere due l'anno. Sulla quota 100 l'esecutivo punta anche a rendere possibile cumulare gratuitamente la contribuzione presente in diverse gestioni assicurative. Ma su questo aspetto servirà una conferma nei prossimi tempi.

Torna l'opzione donna e l'ape sociale

Come già anticipato su PensioniOggi torna anche opzione donna, lo strumento che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione, a condizione che optino per il sistema di calcolo contributivo integrale. Il Governo punta anche a prorogare per un anno, tutto il 2019, anche l'Ape sociale, l'anticipo pensionistico previsto, in presenza di 63 anni e 30/36 anni di contributi, per disoccupati involontari, cargiver o lavoratori che svolgono mansioni particolarmente gravose. Verrebbero così garantiti due ulteriori canali di uscita per quelle platee che non raggiungono i requisiti contributivi per la quota 100

Reddito e pensione di cittadinanza

Nel decreto a cui sta lavorando il Governo ci sarà poi il reddito di cittadinanza, «una misura universalistica di sostegno al reddito», con la previsione che nessun cittadino abbia un reddito mensile inferiore ai 780 euro, che crescono in base al numero dei componenti della famiglia. Stesso tetto varrà anche per le pensioni: minime saranno aumentate fino a 780 euro, con una differenziazione tra chi è proprietario di un immobile e chi non lo è. Nel progetto governativo troverà spazio anche il taglio agli assegni d'oro, superiori a 4.500 euro netti al mese.

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