Pensioni, la rassegna stampa del 11.10.2018

 

 

AFFARI ITALIANI

PENSIONI QUOTA 100 E RIFORMA: SALVINI, BOERI DIFENDE FORNERO? SI DIMETTA - PENSIONI NEWS

''Da italiano invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell'Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni. Più alcuni professoroni mi chiedono di non toccare la legge Fornero, più mi convinco che il diritto alla pensione per centinaia di migliaia di italiani (che significa diritto al lavoro per centinaia di migliaia di giovani) sia uno dei meriti più grandi di questo governo''. Lo dice il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Pensioni QUOTA 100 BOERI-SALVINI NUOVA GUERRA. Riforma Pensioni news

PENSIONI: BOERI, QUOTA 100 PESA SU GIOVANI, +100 MLD DEBITO PENSIONISTICO

PENSIONI QUOTA 100? "Uscite consentite con un minimo di 38 anni di contributi e 62 di età oppure abolendo l'indicizzazione della speranza di vita dei requisiti contributivi minimi per la pensione anticipata, a tutte le età, portano ad un incremento dell'ordine di 100 miliardi del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future e, già nel 2021 a un incremento ulteriore, oltre la famosa gobba, di circa 1 punto di Pil della spesa pensionistica". Così il presidente Inps, Tito Boeri, davanti alla commissione Lavoro di Montecitorio, boccia la riforme delle pensioni del governo che vorrebbe introdurre quota 100 per il pensionamento anticipato. L'intervento sulle pensioni d'oro "potrebbe portare ad una riduzione di spesa inferiore ai 150 milioni l'anno". Un traguardo raggiungibile però solo se "le soglie oltre le quali operare la correzione attuariale fossero riferite al reddito pensionistico complessivo e se nell'operazione venisse incluso il cumulo delle diverse pensioni", spiega. Ma al di là dell'impatto finanziario limitato, spiega ancora Boeri, l'intervento sulle pensioni di privilegio ha un "impatto equitativo importante". E questo perché, aggiunge, "una operazione che riduce le iniquità vale di per sé e rafforza patto generazionale". Se si mettono insieme il taglio sulle pensioni d'oro, quota 100 e il mancato adeguamento delle speranze di vita "il profilo distributivo che ne emerge è a totale vantaggio degli uomini con un reddito medio alto e impiegati nel settore pubblico. Le donne sarebbero invece penalizzate fortemente e si vedrebbero tradite 2 volte", dice Boeri, lanciando l'allarme sul profilo distributivo degli interventi previdenziali "che invece dovrebbe entrare nella discussione Parlamentare". L'insieme degli interventi, quota 100 ed il mancato adeguamento delle speranze di vita, infatti, per il 2019 avranno un costo di 8,5 mld di euro che nel giro di 3 anni potrebbe arrivare a 16 mld. Non solo, tra gli effetti indiretti anche quella di una crescita dell'occupazione inferiore a quanto profilato dal governo che con le pensioni contano di far entrare nel mercato del lavoro un numero consistente di giovani. "Non bastano 2 giovani per finanziare una pensione", spiega Boeri che ricorda come la contribuzione dei giovani, che non entrano nell'immediato con un contratto a tempo indeterminato, sia molto inferiore a quella del lavoratore in pensione. Per questo, mette ancora in guardia Boeri, "se lo spirito che anima le proposte è quello di correggere per quanto possibile le iniquità più stridenti questo stesso principio deve essere applicato anche in avanti, pensando alle generazioni future". E conclude: "non vorremmo che un domani qualcuno dovesse considerare il fatto stesso di percepire una pensione come un privilegio".

 

Pensioni Quota 100 e non solo: il governo abbatte la legge Fornero. Conte, revisione è riparare a ingiustizia - Riforma Pensioni news

"La Fornero non e' solo una riforma che e' la piu' amata nei sondaggi, ma non e' il problema di rispondere a un sondaggio, ma e' rispondere all'ingiustizia che quella legge ha creato di punto in bianco nella vita lavorativa di tanta gente. Intervenire adesso significa realizzare un impegno scritto nel contratto di governo". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte parlando a Firenze al termine della sua visita all'Accademia della Crusca. "Quello che stiamo facendo e, da domani speriamo gia' di portare delle notizie, e' di costruire - ha sottolineato - una revisione della Fornero che abbia un impatto positivo sul mercato occupazionale e sul sistema produttivo italiano e di prevedere che i pensionati man mano che andranno anticipatamente in pensione in trattamento di quiescenza

Pensioni quota 100 a 62 anni senza penalizzazione sull’assegno. PENSIONI NEWS

Quota 100 pensioni come noto si farà con 38 anni di contributi, ragion per cui 62+38 va bene, ma chi a 63 anni ne avrà 37 dovrà aspettare un altro anno per lasciare il mondo del lavoro. La buonissima notizia perà è che non ci saranno penalizzazioni sull'assegno che riceveranno i pensionati che usufruiranno di quota 100. Questo per incentivare l'adesione alla riforma del governo e quindi il turnover nel mondo del lavoro. Dai 400 mila ai 600 mila lavoratori potranno diventare infatti pensionati nel 2019. Tutto questo grazie alla quota 100 fortemente voluta dal Governo Lega-M5S. Non solo. E' previsto il blocco sull’aumento delle aspettative di vita di 5 mesi che avrebbe portato la soglia per accedere alla pensione a oltre 67 anni

 

PENSIONI – Quota 100 con 62 anni e 38 contributi, svolta insegnanti - Per la scuola si profila un turn over storico. RIFORMA PENSIONI NEWS

Quota 100 pensioni farà un gran bene al sistema scolastico. Lo spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Ecco perché. "Nelle intenzioni di M5S e Lega vi sarebbe la possibilità di consentire l'uscita dal lavoro nel 2019 dai 400 mila ai 600 mila lavoratori. Ciò darebbe il la ad un ricambio generazionale senza precedenti: tra docenti, Ata e dirigenti scolastici vi sarebbero 200 mila dipendenti delle nostre scuole pubbliche da sostituire. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, l’attuazione della manovra dovrà necessariamente essere fatta senza far perdere un euro ai lavoratori che ne beneficeranno e renderà ancora più impellente l’esigenza di riaprire le GaE, considerando che i concorsi il prossimo anno non saranno ancora terminati e scongiurando in tal modo che le supplenze raggiungano livelli assurdi. Per il comparto scolastico, inoltre, occorre ripensare a ulteriori finestre pensionistiche, oltre alla possibilità dopo 30 anni di insegnamento di poter svolgere altre funzioni rispetto alla didattica frontale: la professione è ad alto rischio burnout".

 

Pensioni, QUOTA 100 SENZA PENALIZZAZIONI. MA CON UN VINCOLO. Pensioni news

La quota 100 della riforma pensioni sarà a forza 38. Ossia si potrà uscire dal lavoro con 62 anni d’età più 38 di contributi. Ma il 38 è paletto imprescindibile. Servono cioè 38 anni di versamenti. Dunque 63+38, 64+38, 65+38, 66+38. Circa 400mila lavoratori in più all’anno potranno andare in pensione dal 2019 in poi la riforma pensioni costerebbe tra 8 e 8,5 miliardi il primo anno con un miliardo in più negli anni successivi. Le altre combinazioni possibili ipotizzare con quota 100 (63+37; 64+36) sono state scartate visti i costi troppo alti.

Pensioni, quota 100 senza penalizzazioni e ricambio generazionale

La logica della quta pensioni la spiega il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon (Lega), «chi andrà in pensione con quota 100 non subirà alcuna penalizzazione». Sono state cioè scartate le ipotesi di un calcolo contributivo a partire dai versamenti successivi al 1995 così come l’idea di un taglio dell’assegno di 1-1,5% per ogni anno di anticipo rispetto a 67 anni. Questo perché, spiega Durigon, l’obiettivo di quota 100 è «favorire il ricambio generazionale nei luoghi di lavoro». Il governo cioè vuole che tutti i potenziali beneficiari della riforma vadano in pensione prima affinché al loro posto siano assunti giovani. Una scommessa tutta da verificare. «Di sicuro nel pubblico impiego, dove usciranno circa 150mila persone in più ogni anno, le assunzioni ci saranno. Nel privato, confidiamo che le aziende troveranno conveniente assumere giovani che hanno un costo inferiore rispetto ai lavoratori anziani».

Pensioni quota 100 e scatto a 67 anni congelato

C'è attesa per la legge di Bilancio, ma è probabile che dal primo gennaio 2019 non scatterebbero più i 5 mesi di aumento già decisi e quindi resterebbero le soglie attuali per andare in pensione: 66 anni e 7 mesi d’età (con 20 anni di contributi) per la pensione di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne) per la pensione anticipata. Una mano per quei lavoratori che non riusciranno a raggiungere «quota 100». Quota 41 è rinviata al prossimo anno.

 

ORIZZONTE SCUOLA

Pensioni quota 100 si faranno senza se e senza ma

di Elisabetta Tonni

Cambiare la Fornero con la riforma delle pensioni a quota 100 è irrinunciabile per i leader di Lega e M5s.

Continua il braccio di ferro fra il Governo italiano e le Istituzioni internazionali sulla manovra finanziaria. Dopo il monito di ieri sera dell’agenzia di rating Fitch e del Fondo Monetario, i due vicepresidenti del Consiglio non arretrano.

Esame dopo il primo trimestre 2019

E’ la nostra linea, il nostro programma. Se non facciamo questo andiamo a casa“, è il ragionamento dei due leader riportato da una fonte di Governo. Poco prima, Fitch aveva avvertito l’Italia che esistono rischi considerevoli per i target della manovra, specie dopo il 2019. Per questo motivo si è riservata di rinviare il giudizio al primo trimestre del prossimo anno, spiegando però che “I dettagli della politica di bilancio e la messa in pratica rimangono un elemento chiave della nostra valutazione sul rating sovrano“.

Poco dopo il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, aveva detto che “La nostra posizione sull’Italia è abbastanza ben conosciuta: di sicuro sosteniamo il consolidamento fiscale che deve essere d’aiuto alla crescita, a sostegno della crescita del Paese. E di sicuro consideriamo che i membri dell’Ue rispettino le regole alle quali si sono impegnati“.

Le preoccupazioni del Colle

Che esista un problema, nonostante la fermezza dimostrata dal Governo nelle sue scelte, ne sarebbe convinto anche il Quirinale, almeno a giudicare – come spiega l’agenzia Ansa – dalla ragnatela di incontri e contatti avuti negli ultimi tempi a tutti i livelli, interni e esteri con cui avrebbe riscontrato che al di là dei saldi, le pensioni sono il dossier che più pesa nel giudizio negativo sulla manovra.

Il problema, in buona sostanza, è nella combinazione di tutti i provvedimenti per la riforma delle pensioni in chiave quota 100 che si vogliono inserire nella prossima legge di Bilancio, al di là della gradualità a cui ha sempre fatto riferimento tutto l’apparato di Governo. Se all’anticipo dell’uscita dal lavoro a 62 anni con 38 di contributi si somma anche il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita della pensione di vecchiaia, la questione diventa pesante. Meno preoccupante, a livello di sostenibilità, sarebbe, invece, il reddito di cittadinanza, anche se a livello normativo e di spendibilità politica promette di creare divisioni anche aspre nella maggioranza.

Nessun tipo di mediazione è accettato

Esemplare è stato il tentativo da parte di Tria, ministro dell’Economia, di proporre in Parlamento l’ipotesi di un intervento “temporaneo” sulle pensioni, anche per modulare l’impatto sugli anni a venire. Ma è stato subito stoppato. La sua idea sarebbe quella di tentare una mediazione con le agenzie di rating: il rinvio di qualche mese delle due misure (pensioni e reddito di maggioranza) che maggiormente preoccupano i mercati in cambio del non declassamento. La proposta però è bocciata da Salvini e Di Maio, perché violerebbe il patto ‘segreto’ che esiste fra i due leader: pensioni quota 100 da subito e reddito di cittadinanza a partire dal mese di aprile.

ORIZZONTE SCUOLA

Pensione Quota 100, con il calcolo misto e senza penalizzazioni

di Consulente Fiscale

Pensione Quota 100: requisiti, calcolo e penalizzazioni, tutte le ultimissime novità.

1) Sono una dipendente asl. Vorrei sapere con la quota cento se potrei andare in pensione: Ho 64 anni di eta’ e a febbraio ho 41 anni di contributi. Ci sara’ una penalizzazione? A cose normali dovrei andare con il misto ma con la quota 100? Attendo una vostra risposta grazie

2) Sono un dipendente pubblico, compio 66 anni il 26 settembre p.v. e possiedo 40 anni, 4 mesi e 11 giorni di contributi. Secondo voi a quanto ammonterebbe il mio assegno di pensione con quota 100? Grazie

3) Sono giorni che leggo le varie ipotesi di pensionamento per superare la legge Fornero. Sembra di assistere ad una lotta di elastici tirati ora a destra, ora a manca, che vengono poi forzati in un barattolo dal quale traboccano: o li tiri in un senso o nell’altro il barattolino non si dilata! Ho cercato di capirci qualcosa e mi è sembrato di una evidenza lampante che l’unica soluzione per avviare questa riforma, senza penalizzare economicamente chi vi ricorre e senza lasciare scoperti improvvisamente troppi posti di lavoro, sia quella di ipotizzare un passetto in più!: 39 e 63, cioè quota 102, anche per chi accede a quota 42(Con 60 anni di età) E si arriverebbe ad un giusto compromesso tra queste due soluzioni!

Risposta

In quest’articolo, abbiamo inserito tre quesiti dei nostri lettori, illustreremo le ultime novità in materia di Quota 100, requisiti, calcolo e penalizzazioni.

L’ipotesi della Quota 100 con 64 anni di età e 36 anni di contributi è accantonata. Gli esperti hanno stilato uno schema con Quota 100 con i seguenti requisiti:

  • 62 anni di età e 38 anni di contributi versati.

Così impostata, per i lavoratori resta fisso il requisito dei 38 anni. Quindi la pensione si formulerebbe in quote.

Le quote che si prevedono, sono così stabilite: quota 101 con 63 anni; Quota 102 con 64 anni, fino ad arrivare a Quota 107 per chi dovesse compiere 66 anni e ha maturato 41 anni di contributi versati.

Ai vincoli dei 62 anni e dei 38 anni di contributi, si aggiunge il paletto dei contributi figurativi, con un massimo ammesso di 2/3 anni di contribuzione.

Quota 100 senza penalizzazioni?

Quindi stando alle ultime novità, si andrebbe in pensione senza penalizzazioni.

Inizialmente, per arginare l’ingente platea che potrebbe fare domanda di pensionamento, i tecnici avevano ipotizzato di optare nel calcolo contributivo dell’assegno pensionistico dalle annualità dal 1996 in poi.

Questa ipotesi è stata abbandonata, in quanto troppo penalizzante. Nella nota di aggiornamento del Def viene riportato che la Quota 100 sarà calcolata come qualsiasi altro trattamento pensionistico, senza penalizzazioni e senza calcolo misto o calcolo integralmente contributivo.
Quindi come tutte le pensioni, il calcolo sarà così calcolato:

  • calcolo retributivo dal 31 dicembre 2011, dopo con il calcolo contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • calcolo retributivo sino al 31 dicembre 1995, dopo con il calcolo contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  •  integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Le ultime novità, prevedono che chi aderisce alla pensione Quota 100 non potrà più lavorare. Nella nota di aggiornamento del Def viene chiarito che questa misura di divieto serve a “garantire al Paese quel ricambio intergenerazionale che potrà avere effetti positivi anche sull’attività dei comparti pubblici e privati”.

 Today

Pensioni, la quota 100 è a tempo determinato: la riforma spiegata bene

Pensioni, la quota 100 è "a tempo determinato": la riforma spiegata bene

Flessibilità previdenziale a tempo: la novità del giorno sulle pensioni arriva dal ministro dell'Economia. Tria in audizione in Parlamento ha spiegato che la riforma delle pensioni sarà adottata in forma sperimentale: senza risultati si torna alla Fornero

Alberto Berlini

09 ottobre 2018 15:54

Pensioni, la quota 100 è a tempo determinato: la riforma spiegata bene

La riforma delle pensioni che il governo intende attuare con la prossima Manovra sarà un mero esperimento e potrebbe non diventare strutturale. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in audizione sulla Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza. La Quota 100 potrebbe così essere una misura solo temporanea per saggiare - per così dire - la risposta del mercato del lavoro in vista dell'annunciato turnover che sarebbe necessario nel privato e ancor più tra gli impiegati statali. 

Come ha precisato lo stesso ministro dell'economia il Governo nella stesura del Def ha ipotizzato fondi per un intervento permamente maPensioni, la quota 100 è a tempo determinato: la riforma spiegata bene

"un governo consapevole quando introduce nuove misure, che sono in parte sperimentali, vedrà l'effetto e vedrà come devono continuare, in quale forma e in quale misura"

Non un vero e proprio passo indietro, ma quantomeno uno zuccherino da lanciare ai mercati sostenendo che se la riforma delle pensioni non dovesse trovare successo si potrà tornare indietro. 

Tria infatti pur confermando che il sistema previdenziale attuale garantisca la stabilità finanziaria di lungo periodo, sostiene l'assunto preso a mantra dal governo Conte che la Legge Fornero frenerebbe il fisiologico turnover "con i giovani che restano fuori e gli anziani che non possono uscire"

"La riforma Fornero ha creato una diga" spiega Tria aggiungendo che con la legge di bilancio 2019 arriverà una "temporanea ridefinizione delle condizioni per il pensionamento, la creazione di finestre specifiche" che permetteranno al mercato del lavoro di "stare al passo con i processi tecnologici e di accelerare il rinnovamento".

Tuttavia come abbiamo già visto la letteratura scientifica sul tema lascia molti dubbi sulla possibilità che ad una maggior flessibilità pensionistica corrisponda una crescita economica e l'ingresso di migliaia di giovani nel mondo del lavoro: resta quindi un azzardo - come spiega l'economista Carlo Cottarelli - la linea di ragionamento per cui un posto di lavoro liberato dal pensionamento di un anziano viene direttamente occupato da un giovane, che pecca di una serie di dubbie assunzioni implicite.

Salta la quota 41 e cambia la quota 100: ecco chi potrà andare in pensione in anticipo

In definitiva è difficile, ad oggi, sapere i dettagli della prossima riforma delle pensioni, in particolare se la quota 100 verrà applicata anche per chi ha 63 anni e 37 di contributi, o 64 anni e 36 di contributi. Il paletto più probabile sembra essere quello di bloccare il requisito contributivo a 38 anni.

Quota 41 rimandata: "Non ci sarà da quest'anno"

Oltre alla quota 100, il governo vorrebbe introdurre anche la quota 41: si tratta di un principio diverso dedicato ai cosiddetti lavoratori precoci per i quali la "quota 100" sarebbe gravosa e che cosentirà di andare in pensione a chi ha versato 41 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica. Il contratto di governo la prevede ma anche Salvini è stato chiaro: per ora non ci sono fondi.

Un'agenzia stampa rilanciata da AgenParl (Agenzia parlamentare per l'informazione politica ed economica), poi ripresa dalle principali testate giornalistiche, ha riaperto il fronte Opzione Donna, il regime sperimentale grazie al quale le lavoratrici hanno accesso alla pensione a 57 anni con 35 di contributi. Secondo quanto si apprende, il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ] ha dato incarico ai tecnici del suo ministero di lavorare su questo dossier. La pensione con Opzione Donna prevede una forte penalizzazione sull'importo dell'assegno previdenziale, con un taglio pari a circa il 15 per cento.

BLASTING NEWS

Pensioni, Opzione Donna: possibile aumento requisiti con la nuova proroga

Si va verso lo sblocco per la pensione anticipata delle donne ma l'età richiesta per il prepensionamento potrebbe aumentare di un anno.

Opzione Donna verso la proroga dopo l'incontro tra Di Maio e le lavoratrici del Movimento OD

Nella giornata di ieri Di Maio ha avuto un incontro con le rappresentanti del Movimento Opzione Donna, alla presenza delle deputate Jessica Costanzo e Maria Pallini.

Durante il faccia a faccia con il vicepremier, le lavoratrici hanno ribadito l'importanza della proroga di Opzione Donna fin dalla legge di Bilancio per il 2019. Il Movimento OD aveva di recente incontrato anche la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni, anche lei appartenente al Movimento 5 Stelle.

L'obiettivo è di prorogare il regime sperimentale riservato alle donne per il triennio 2015-2018, come si legge nell'agenzia di stampa. In questo modo, le lavoratrici avranno la possibilità di andare in pensione dal prossimo anno di nuovo con Opzione Donna, a patto di aver maturato i requisiti necessari per il prepensionamento negli ultimi tre anni.

Possibili nuovi requisiti per la pensione anticipata delle donne

Intanto filtrano le prime indiscrezioni sui nuovi requisiti necessari per ottenere il pensionamento con Opzione Donna.

Secondo quanto raccolto da Fanpage infatti, l'età minima dei 57 anni (58 per le lavoratrici autonome) non sarebbe più sufficiente. L'ipotesi caldeggiata nelle ultime ore è di un aumento dell'età anagrafica pari a 12 mesi. Se i rumors fossero confermati, le lavoratrici dipendenti dovrebbero raggiungere i 58 anni di età (59 le colleghe autonome) per uscire dal lavoro anticipatamente tramite il regime sperimentale. Sarebbero invece confermati i 35 anni di contributi. Opzione Donna andrebbe ad affiancarsi a quota 100 , lo strumento previdenziale con cui il governo è intenzionato a compiere il primo passo nel processo di superamento della riforma Fornero. Si ricorda infine che proroga della pensione anticipata delle donne è inserita nel contratto di governo insieme proprio a quota 100 e quota 41.

Il Giornale.it

Manovra, tensione sui conti. Ipotesi rinvio sulle pensioni

I tecnici del Tesoro potrebbero preparare un piano per spostare di qualche mese il superamento della Fornero

Luca Romano - Gio, 11/10/2018

Il nodo da sciogliere resta sempre lo stesso: il superamento della Fornero.

Il Def si è arenato su questo punto e i costi della riforma pensionistica potrebbero portare anche ad uno slittamento dell'entrata in vigore di quota 100. E così al Tesoro si pensa già ad una contromossa: ritardare di qualche mese l'inserimento del nuovo sistema previdenziale. Su questo fornte, secondo quanto riporta Repubblica, ci sarebbero le pressioni del Colle che vorrebbe un ritocco del nuova norma. A preoccupare soprattutto Mattarella sarebbe l'età pensionabile. Un abbassamento a 62 anni come prevede quota 100 potrebbe comunque impegnare le casse dello Stato per i prossimi anni.

Questo aspetto è già stato messo sotto osservazione da parte dell'Fmi e anche da Bruxelles. Anche l'Inps ha mostrato alcune perplessità sollevando dubbi sulla tenuta dei conti. In via XX Settembre si cerca di trovare la quadra. Il ritardo di qualche mese consentirebbe di ultilizzare al massimo il budget previsto, 7 miliardi. Per far partire la riforma da gennaio invece servirebbero almeno altri 600 milioni che in questo momento mancano all'appello. In questo momento, sempre secondo i calcoli dei tecnici del Tesoro, la nuova legge sulle pensioni potrebbe partire da febbraio-marzo. Salvini molto probabilmente non cederà. Già la sera della presentazione del Def era probabile la partenza ad aprile. Poi le parole di Salvini riportarono l'avvio del sistema a gennaio. Ma adesso, dopo i "no" di Upb, Bruxelles e Fmi sulla manovra, qualcosa potrebbe cambiare. Infine sulle preoccupazioni espresse dal Colle e riportate da Repubblica, il Qurinale fa sapere che "il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non entra nel merito delle scelte sui contenuti della manovra, che appartengono, nei limiti delle norme dettate dalla Costituzione, a governo e Parlamento

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