Pensioni, la rassegna stampa del 05.10.2018

  PENS

CORRIERE DELLA SERA

Pensioni, per quota 100 si parte con 7 miliardi

«per agevolare il ricambio generazionale e consentire ai giovani di poter avere accesso al mercato del lavoro - dice la Nota al Def - sarà realizzata la cosiddetta “Quota 100” come somma dell’età anagrafica (62 anni) e contributiva (minimo 38 anni) quale requisito» per lasciare il lavoro. Nel 2019 si spenderanno 7 miliardi per consentire circa 300mila pensionamenti in più grazie al nuovo canale di pensionamento che si sommerà a quelli attuali. Non cambiano requisiti per la pensione di vecchiaia (attualmente 66 anni e 7 mesi d’età con 20 anni di contributi) e per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi, a prescindere dall’età). Quota 100 salirà a 101 nel caso si abbiano 63 anni (perché saranno sempre necessari 38 anni di contributi) , a 102 con 64 anni e così via.

AFFARI ITALIANI

Pensioni, QUOTA 100, SALVINI: "ECCO CHI POTRA' USUFRUIRNE" - Riforma pensioni news

Quota 100 sarà senza "senza penalizzazioni, senza paletti, senza limiti, senza tetto al reddito". Lo ha chiarito Matteo Salvini. Il leader della Lega smentisce le voci che davano quota 100 ancora a rischio 'paletti'. "Vuol dire che potenzialmente possono andare finalmente in pensione 400mila persone e si liberano altrettanti posti di lavoro. Vuol dire che 400mila truffati da quella legge sono finalmente liberi di tornare alla vita", le parole di Salvini. L’uscita anticipata dal mondo del lavoro sarà a partire dai 62 anni di età purchè si siano maturati 38 anni di contributi, e nel conteggio dovrebbero contare anche i figurativi senza restrizioni. Ma questi dettagli verranno perfezionati e ufficializzati più avanti.

Pensioni, QUOTA 100 E QUOTA 41: LA SITUAZIONE.

Aspettando la messa a punto di Quota 100 (vedi sotto), il rebus del medio periodo nella riforma pensioni è legato a Quota 41 e alla collocazione dei lavoratori precoci che da anni attendono una soluzione. La manovra pensionistica non dovrebbe includerli e per loro risulterebbe complicato a accedere a quota 100 visto che, dovrebbero attendere molti anni per il raggiungimento dei requisiti. Nel breve periodio il governo Lega-M5S sta valutando l'ipotesi di un congelamento dell'adeguamento dei requisiti all'aspettativa di vita (vedi sotto) che a partire dal 2019 determinerà un aumento di ulteriori cinque mesi dell'età pensionabile. poi il prossimo anno la discussione su quota 41 che potrebbe diventare quota 42 (anni di contributi) verrà presa in esame.

Pensioni quota 100 a 62 anni senza penalizzazione sull’assegno. PENSIONI NEWS

Quota 100 pensioni come noto si farà con 38 anni di contributi, ragion per cui 62+38 va bene, ma chi a 63 anni ne avrà 37 dovrà aspettare un altro anno per lasciare il mondo del lavoro. La buonissima notizia perà è che non ci saranno penalizzazioni sull'assegno che riceveranno i pensionati che usufruiranno di quota 100 (come ipotizzatO nelle scorse settimane). Questo per incentivare l'adesione alla riforma del governo e quindi il turnover nel mondo del lavoro. Dai 400 mila ai 600 mila lavoratori potranno diventare infatti pensionati nel 2019. Tutto questo grazie alla quota 100 fortemente voluta dal Governo Lega-M5S. Non solo. E' previsto il blocco sull’aumento delle aspettative di vita di 5 mesi che avrebbe portato la soglia per accedere alla pensione a oltre 67 anni

PENSIONI – Quota 100 con 62 anni e 38 contributi, svolta insegnanti - Per la scuola si profila un turn over storico. RIFORMA PENSIONI NEWS

Quota 100 pensioni farà un gran bene al sistema scolastico. Lo spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Ecco perché. "Nelle intenzioni di M5S e Lega vi sarebbe la possibilità di consentire l'uscita dal lavoro nel 2019 dai 400 mila ai 600 mila lavoratori. Ciò darebbe il la ad un ricambio generazionale senza precedenti: tra docenti, Ata e dirigenti scolastici vi sarebbero 200 mila dipendenti delle nostre scuole pubbliche da sostituire. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, l’attuazione della manovra dovrà necessariamente essere fatta senza far perdere un euro ai lavoratori che ne beneficeranno e renderà ancora più impellente l’esigenza di riaprire le GaE, considerando che i concorsi il prossimo anno non saranno ancora terminati e scongiurando in tal modo che le supplenze raggiungano livelli assurdi. Per il comparto scolastico, inoltre, occorre ripensare a ulteriori finestre pensionistiche, oltre alla possibilità dopo 30 anni di insegnamento di poter svolgere altre funzioni rispetto alla didattica frontale: la professione è ad alto rischio burnout".

Pensioni, QUOTA 100 SENZA PENALIZZAZIONI. MA CON UN VINCOLO. Pensioni news

La quota 100 della riforma pensioni sarà a forza 38. Ossia si potrà uscire dal lavoro con 62 anni d’età più 38 di contributi. Ma il 38 è paletto imprescindibile. Servono cioè 38 anni di versamenti. Dunque 63+38, 64+38, 65+38, 66+38. Circa 400mila lavoratori in più all’anno potranno andare in pensione dal 2019 in poi la riforma pensioni costerebbe tra 8 e 8,5 miliardi il primo anno con un miliardo in più negli anni successivi. Le altre combinazioni possibili ipotizzare con quota 100 (63+37; 64+36) sono state scartate visti i costi troppo alti.

Pensioni, quota 100 senza penalizzazioni e ricambio generazionale

La logica della quta pensioni la spiega il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon (Lega), «chi andrà in pensione con quota 100 non subirà alcuna penalizzazione». Sono state cioè scartate le ipotesi di un calcolo contributivo a partire dai versamenti successivi al 1995 così come l’idea di un taglio dell’assegno di 1-1,5% per ogni anno di anticipo rispetto a 67 anni. Questo perché, spiega Durigon, l’obiettivo di quota 100 è «favorire il ricambio generazionale nei luoghi di lavoro». Il governo cioè vuole che tutti i potenziali beneficiari della riforma vadano in pensione prima affinché al loro posto siano assunti giovani. Una scommessa tutta da verificare. «Di sicuro nel pubblico impiego, dove usciranno circa 150mila persone in più ogni anno, le assunzioni ci saranno. Nel privato, confidiamo che le aziende troveranno conveniente assumere giovani che hanno un costo inferiore rispetto ai lavoratori anziani».

Pensioni quota 100 e scatto a 67 anni congelato

C'è attesa per la legge di Bilancio, ma è probabile che dal primo gennaio 2019 non scatterebbero più i 5 mesi di aumento già decisi e quindi resterebbero le soglie attuali per andare in pensione: 66 anni e 7 mesi d’età (con 20 anni di contributi) per la pensione di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne) per la pensione anticipata. Una mano per quei lavoratori che non riusciranno a raggiungere «quota 100». Quota 41 è rinviata al prossimo anno.

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