Esito incontro rinnovo CCNL Vigilanza

Trattativa CCNL VIGILANZA


Comunicato della UILTUCS UIL

12-11-2016  Si è tenuto il secondo incontro inerente il CCNL Vigilanza privata – Sicurezza che ha fatto registrare uno scambio vivace tra le Parti, a seguito delle affermazioni di AssVigilanza e degli esponenti di Assiv: la prima ha dichiarato “irricevibili” le richieste salariali e quelle relative alla classificazione; gli altri hanno precisato la loro disponibilità esclusivamente al “rinnovo” del CCNL 2013, probabilmente per rimarcare l’opposizione ad una profonda rivisitazione dell’assetto contrattuale (come invece richiesto dalla UILTuCS e condiviso unitariamente nella piattaforma).

AssVigilanza ha anche sostenuto l’esigenza, in via preliminare, di intervenire congiuntamente presso il Ministero dell’Interno per sollecitare provvedimenti atti ad ottenere un maggior rispetto della normativa di settore.

Tali posizioni sono state respinte e si è sollecitato l’avvio concreto della trattativa, giungendo a definire le date del 14 dicembre (ore 14,30 – luogo da stabilire) e del 17 gennaio (orario e luogo da stabilire).

Da parte sindacale è stata espressa disponibilità a valutare azioni comuni verso le Istituzioni solo ed esclusivamente in contemporanea al negoziato ed a fronte di segnali significativi e concreti circa la volontà delle aziende aderenti alle Associazioni firmatarie di rispettare le norme contrattuali esistenti.

In altri termini, finché permarranno comportamenti elusivi proprio da parte di coloro che sollecitano (verso altri) interventi, non potrà esservi alcuna speranza di addivenire a risultati efficaci e ognuna della Parti agirà come ritiene opportuno.

Al fine di organizzare la nostra partecipazione al negoziato, si propone la costituzione di una delegazione trattante composta da un esponente per le seguenti strutture: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Sicilia; in corso d’opera, per materie specifiche, potrà attuarsi alternanza con colleghi di altre Regioni.

Desideriamo inoltre strutturare momenti di discussione periodica a livello nazionale, al fine di realizzare il massimo coinvolgimento delle strutture e dei rappresentanti sindacali, cui aggiungere le riunioni a livello locale nelle quali riterrete utile la presenza della Segreteria Nazionale.

 


 

Comunicato della Fisascat Cisl

Lo scorso 7 novembre, le OO.SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno incontrato, nell'ambito del confronto finalizzato a rinnovare il CCNL per i Dipendenti da Istituti ed Imprese della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari scaduto il 31 dicembre 2015, le associazioni datoriali firmatarie del predetto contratto.

Anche se l'occasione di confronto, susseguente all'incontro tenutosi il 29 settembre  u.s., nel corso del quale le succitate OO.SS. presentarono  ed argomentarono i contenuti della piattaforma rivendicativa rimessa alle controparti in parola per avviare il negoziato di rinnovo, doveva essere unicamente finalizzata alla definizione di un calendario di ulteriori incontri per approfondire i temi proposti dalle parti negoziali, non sono mancate delle puntualizzazioni - afferenti aspetti riconducibili sia al merito che al metodo del confronto - che qui giova riferire per offrire un corretto quadro delle posizioni sinora evidenziatesi al tavolo.

In primis, è emersa, in maniera plastica ed univoca, un'asimmetria in seno alla compagine associativa rispetto alla finalizzazione del confronto negoziale, ovverosia, mentre è apparso chiaro che per la maggior parte delle associazioni datoriali il confronto debba essere unicamente indirizzato al rinnovo del CCNL per i Dipendenti da Istituti ed Imprese della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari, Univ ha affermato che, ricorrendo le condizioni politiche di contesto, vorrebbe "dare vita ad un nuovo CCNL", peraltro senza meglio specificare ciò che detta generica proposizione implicherebbe in termini di soluzioni di merito, ma limitandosi a richiamare il fatto che il mutato scenario competitivo richieda un diverso contratto  collettivo nazionale di lavoro. Inutile enfatizzare la circostanza che, per quanto ci riguarda, avendo elaborato (con Filcams e Uiltucs) una piattaforma recante quale oggetto il rinnovo del CCNL anzidetto e non la creazione di altre, ancorché generiche, cornici contrattuali, pur condividendo il fatto che le mutate condizioni settoriali ed intersettoriali che investono il mercato dei servizi fiduciari e di sicurezza complementare meritino un pieno riconoscimento nel CCNL (per esempio,  in termini di inquadramento professionale e di attribuzioni economiche del personale dipendente, giusto per limitarci a temi di indubbio interesse delle OO.SS.), come Fisascat-Cisl riteniamo di doverci doverosamente e coerentemente attestare sull'obiettivo, tra l'altro neanche scontato, di rinnovare in tempi ragionevoli il contratto che storicamente abbiamo sottoscritto, sia pure apportandovi le mirate modifiche, a nostro avviso, dettate e conseguenti, rispettivamente, dalla vetustà di talune previsioni ormai fuori corso (ad esempio ciò che il CCNL prevede in tema di MdL e di apprendistato) e alla necessità di rendere maggiormente coerente la struttura del contratto stesso (rivisitazione della sfera applicativa, nonché del sistema di classificazione del personale).

In termini generali, come abbiamo già avuto modo di rimarcare, temiamo che l'irragionevole prolungamento delle trattative,  che originerebbe dalla volontà dilatoria di fatto espressa da chi indugia su aspetti come quello evidenziato, allontanerebbe ogni prospettiva di concretizzare in termini temporali congrui i risultati economici e normativi auspicati dalle OO.SS. unitariamente ed attesi dai tanti addetti del settore coinvolti nelle fasi di validazione della piattaforma rivendicativa.

Inoltre, si tenga debitamente conto della circostanza che, sia pure con accenti differenti, le associazioni datoriali hanno stigmatizzato la richiesta salariale avanzata dalle OO.SS., ritenuta eccessivamente onerosa nell'attuale e problematica fase economica settoriale. Di contro, come Fisascat-Cisl ci siamo limitati a richiamare il fatto che, nel formulare la richiesta economica, state l'assenza di riferimenti interconfederali condivisi, ci siamo limitati a tenere conto di ciò che in altri settori è stato richiesto in termini di incremento dei trattamenti economici per il periodo di vigenza delle intese.