Almaviva, nulla di fatto al Mise, lavoratori in sciopero occupano sede Palermo

 


19-10-2016  I lavoratori di Almaviva Contact hanno occupato il call center di via Marcellini a Palermo, dove si trova una delle due sedi della società, per protestare contro il piano di trasferimento aziendale di 150 operatori dalla Sicilia in Calabria. Dopo che ieri l’incontro al ministero dello Sviluppo per scongiurare il trasferimento dei lavoratori dal 24 ottobre a Rende (a causa della dismissione della commessa Enel in scadenza a dicembre) si è concluso con un nulla di fatto e con un rinvio a domani delle trattative a Roma, i sindacati hanno proclamato due giornate di sciopero a partire da oggi. Alcuni lavoratori, che stanno manifestando sulla terrazza dell’edificio, hanno affisso striscioni mentre altri hanno simbolicamente messo dei catenacci al cancello del call center. Per i sindacati la scelta di Almaviva Contact di trasferire complessivamente 330 operatori da Palermo a Rende "cela dei licenziamenti mascherati e per questo chiedono al governo di intervenire per bloccarli subito". Per domani al Mise è in programma un vertice sul nodo dei trasferimenti da Palermo. Dopo un altro nulla di fatto al ministero dello Sviluppo economico per affrontare il nodo del trasferimento dei primi 154 lavoratori Almaviva a Rende, a Palermo è scoppiata la protesta e la sede di via Marcellini è stata occupata.

 

"Le condizioni proposte da Exprivia, il nuovo committente di Enel, sono inaccettabili, non e' questo lo spirito delle clausole sociali. Non si puo' chiedere al lavoratore di dimezzarsi l'orario e di perdere tutte le tutele fra le quali l'anzianita' di servizio". Cosi' Francesco Assisi, segretario Fistel Cisl, e Eliana Puma, Rsu Fistel, commentano l'esito del tavolo di ieri al Mise sulla vertenza Almaviva, e nel giorno della protesta dei lavoratori, che esasperati, hanno occupato stamani la sede di via Marcellini a Palermo. "Exprivia - aggiungono - a fronte degli stessi volumi di Almaviva, dichiara un fabbisogno di risorse dimezzato. Quest'azienda ha parametri di efficientamento non sostenibili, non si possono accettare contratti da 4 ore. Chiediamo le vere tutele per i lavoratori e soprattutto il blocco dei trasferimenti previsti dal 24". Il 20 ottobre ci sara' un nuovo tavolo sulla vicenda al Mise. "Come si puo' pensare che lavoratori con stipendi gia' ridotti possano accettare ulteriori perdite economiche e di tutele, al di fuori di ogni clausola sociale - sottolinea Daniela De Luca, segretario Cisl Palermo Trapani -. Ci aspettiamo di piu' dalle istituzioni, nazionali e regionali perche' cosi' si sta colpendo seriamente un settore produttivo strategico per Palermo e non solo. Mentre si annunciano cambiamenti sulla delocalizzazione e sul massimo ribasso, vanno avanti le irregolarita' nel settore, il 20 ottobre si tenga presente che alla base di tutto deve esserci la tutela del lavoro a Palermo".

"Se non risolve la questione entro breve, nel giro di qualche mese ci saranno 70-80mila posti a rischio" nel settore dei call center, tra coloro che chiamano i clienti e coloro che vengono contattati con problemi "anche di ordine pubblico". E' l'allarme di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom, sigle ascoltate in un incontro informale dalla commissione Lavoro del Senato in merito alla vertenza Almaviva. Secondo Giorgio Serao (Fistel), Pierpaolo Mischi (Uilcom) e Riccardo Saccone (Slc-Cgil), che si appellano a governo e Parlamento, tre sono i punti chiave da affrontare: intervenire con norme che siano di contrasto alle delocalizzazioni e applicando le sanzioni che sono già previste, agire contro le gare al massimo ribasso rispettando i minimi contrattuali e prevedere ammortizzatori sociali stabili e non in deroga per tutto il settore".

( Conquiste del lavoro 18 ottobre 2016 )