Caporalato. Il ddl è legge

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Lavoro nero, stop al caporalato. Il ddl è legge

Roma - APPROVATO LO SCORSO PRIMO AGOSTO DAL SENATO, CON IL VIA LIBERA DEFINITIVO DI OGGI DA PARTE DELLA CAMERA (346 SI' E NESSUN VOTO CONTRO), IL DDL CONTRO IL REATO DI CAPORALATO DIVENTA LEGGE. Il provevdimento introduce pene non solo per il 'caporale' ma anche per il datore di lavoro e le imprese che sfruttano il lavoratore: fino a sei anni di carcere (che possono arrivare fino ad otto se c'è violenza o minaccia) per chi commette il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Oltre al carcere, è punito anche con una multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, che possono arrivare fino a 2.000 euro per ogni lavoratore se vi è l'aggravante della minaccia o violenza. Queste alcune delle novità più importanti contenute nel provvedimento che si compone di 12 articoli ed è stato promosso da cinque ministeri: 

Ecco che cosa prevede il testo:

REATO DI CAPORALATO

Viene modificato l'articolo 603-bis del codice penale ("Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro"), che riscrive il reato di caporalato introducendo la sanzionabilità anche del datore di lavoro; si prevede l'estensione alle persone giuridiche della responsabilità per il reato di caporalato; rispetto alla fattispecie vigente, è introdotta una fattispecie-base che prescinde da comportamenti violenti, minacciosi o intimidatori; viene prevista la pena della reclusione da uno a sei anni e la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato per chi recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori; utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l'attività di intermediazione, sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno. Se i fatti sono commessi mediante violenza o minaccia, si applica la pena della reclusione da cinque a otto anni e la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.
LO SFRUTTAMENTO
Costituisce 'indice di sfruttamento' la sussistenza di una o più delle seguenti condizioni: 1) la reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale, o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato; 2) la reiterata violazione della normativa relativa all'orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all'aspettativa obbligatoria, alle ferie; 3) la sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro; 4) la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti. Inoltre, costituiscono aggravante specifica e comportano l'aumento della pena da un terzo alla metà: il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre; il fatto che uno o più dei soggetti reclutati siano minori in età non lavorativa; l'aver commesso il fatto esponendo i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro. Infine, è prevista l'applicazione di un'attenuante in caso di collaborazione con le autorità.

CONFISCA OBBLIGATORIA
E' sempre obbligatoria, salvi i diritti della persona offesa alle restituzioni e al risarcimento del danno, la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto o il profitto, salvo che appartengano a persona estranea al reato. Ove essa non sia possibile è disposta la confisca di beni di cui il reo ha la disponibilità, anche indirettamente o per interposta persona, per un valore corrispondente al prodotto, prezzo o profitto del reato. Il giudice puo' disporre, in luogo del sequestro, il controllo giudiziario dell'azienda.

ARRESTO OBBLIGATORIO IN FLAGRANZA
L'articolo 4 modifica l'art. 380 del codice di procedura penale aggiungendo il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro commesso con violenza e minaccia tra quelli per cui è obbligatorio l'arresto in flagranza.

RESPONSABILITA' DEGLI ENTI
Viene aggiunto il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro tra quelli per i quali è prevista la responsabilità amministrativa degli enti, (di cui al D.Lgs. 231/2001). La sanzione pecuniaria a carico dell'ente responsabile del reato di caporalato è stabilita tra 400 quote e 1.000 quote (l'importo di una quota va da un minimo di 258 a un massimo di 1.549 euro).

INDENNIZZI PER LE VITTIME
Per la prima volta si estende il Fondo Antitratta anche alle vittime del caporalato.

RAFFORZATA LA RETE DEL LAVORO AGRICOLO DI QUALITA'
Viene rafforzata la operatività della Rete del lavoro agricolo di qualità, creata nel 2014 con il provvedimento 'Campolibero' e attiva dal 1 settembre 2015. Con la norma si estende l'ambito dei soggetti che possono aderire alla Rete, includendovi gli sportelli unici per l'immigrazione, le istituzioni locali, i centri per l'impiego, i soggetti abilitati al trasporto dei lavoratori agricoli e gli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura. Allo stesso tempo, si stabilisce l'estensione dell'ambito delle funzioni svolte dalla Cabina di regia della Rete stessa, che è presieduta dall'Inps e composta da rappresentanti di sindacati, organizzazioni agricole e Istituzioni.

SUPPORTO DEI LAVORATORI STAGIONALI
L'articolo 9 prevede la predisposizione di un piano di interventi contenente misure per la sistemazione logistica e il supporto dei lavoratori che svolgono attività lavorativa stagionale di raccolta dei prodotti agricoli, nonchè idonee forme di collaborazione con le sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità. Il piano deve essere predisposto congiuntamente dalle autorità coinvolte nella vigilanza e nella tutela delle condizioni di lavoro nel settore agricolo, deve prevedere misure per la sistemazione logistica e il supporto dei lavoratori, e deve essere emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, previa intesa in sede di Conferenza unificata. Lo stato di attuazione del piano di interventi è oggetto di una relazione annuale e trasmessa alle Commissioni parlamentari competenti. (AGI)

Roma - Un passo in avanti per il Paese, Montecitorio approva legge contro sfruttamento lavoro in agricoltura e caporalato, intollerabile schiavitù". Il twet della presidente della Camera, Laura Boldrini, riassume il plauso che tutto il mondo della politica al ddl contro il caporalato.

"Oggi è una grande giornata per il lavoro, per la tutela dei diritti delle persone piùdeboli, una giornata in cui si realizza un obiettivo che da sempre fa parte delle battaglie della sinistra", ha dichiarato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a margine della presentazione del libro 'I tragediatori' di Francesco Forgione. "Da oggi l'Italia ha la legge contro il caporalato. Il lavoro è un po' più libero e eguale. Una conquista storica una conquista di civiltà", scrive poco dopo il ministro su Twitter. 

"Lo Stato risponde in maniera netta e unita contro il caporalato con questa nuova legge attesa da almeno cinque anni. Ora abbiamo più strumenti utili per continuare una battaglia che deve essere quotidiana, perchA© sulla dignitA  delle persone non si tratta", ha detto da parte sua il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina. "E l' agricoltura si e' messa alla testa di questo cambiamento, ha aggiunto, che serve anche a isolare chi sfrutta e salvaguardare le migliaia di aziende in regola che subiscono una ingiusta concorrenza sleale. E' ancora piu' importante averla approvata oggi che la campagna agrumicola e' alle porte. Ringrazio i parlamentari che hanno dato il loro contributo a raggiungere questo risultato. C'e' tanto lavoro da fare e una legge da sola non basta, ma le direzione che abbiamo tracciato e' inequivocabile. Dobbiamo lavorare uniti per non avere mai più schiavi nei campi". Per Martina tra le diverse novità "è particolarmente importante il rafforzamento degli strumenti di contrasto civili e penali. Vengono colpiti i patrimoni con la confisca e viene resa piu' forte la rete del lavoro agricolo di qualita'. Negli ultimi mesi abbiamo lavorato in diverse direzioni nella ottica del contrasto complessivo del fenomeno. I controlli sono aumentati del 59% in un anno e abbiamo reso operative task force nei territori a rischio dove le ispezioni vengono portate avanti da ispettori del Lavoro insieme a Carabinieri e Corpo forestale. Con la legge compiamo un passo in avanti crucialea". (AGI)

Roma - L'approvazione definitiva del Ddl 4008 sul contrasto ai fenomeni del lavoro nero e dello sfruttamento del lavoro in agricoltura "è uno straordinario passo in avanti nella lotta al caporalato, una piaga che colpisce duramente i lavoratori agricoli da Nord a Sud, italiani e stranieri". E' la valutazione di FAI FLAI UILA, i sindacati dei lavoratori agricoli. "Braccianti costretti a lavorare per 20/25 euro al giorno, e anche a pagare i caporali per il trasporto e per avere un po' d'acqua quando si lavora a 40 gradi o in serra.Oggi il Parlamento - continua la nota - ha approvato una legge che dice no a tutto questo, che persegue i caporali e chi ad essi si rivolge per avere manodopera da sfruttare a basso prezzo. Una legge che dà risposta a chi chiede diritti, dignità, giusto salario, rispetto dei contratti". Unitariamente Fai, Flai e Uila "hanno lavorato e si sono mobilitate in ogni sede per ottenere questo straordinario risultato che restituisce dignità al lavoro agricolo e ai tanti lavoratori i cui diritti sono stati in questi anni ignorati e calpestati".

CAMUSSO, FINALMENTE UNA LEGGE BUONA E GIUSTA
Roma - "Finalmente una legge buona e giusta che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata". Cosi' il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo il via libero definitivo della Camera al disegno di legge di contrasto al caporalato. "Una legge - aggiunge - fortemente voluta dalla Cgil, conquistata a prezzo di dure battaglie, di morti e di centinaia se non migliaia di uomini ridotti in condizioni di vera e propria schiavitu'". "Ringraziamo il Parlamento - conclude il segretario della Cgil - per il lavoro svolto in aula e nelle Commissioni di Camera e Senato che, con grande impegno, hanno elaborato, discusso e portato al voto un'ottima legge". (AGI)