Appalti storici nelle scuole, 200 con il fiato sospeso

bidelle08-10-2016   Oltre 200 dipendenti con il fiato sospeso. E' ancora braccio di ferro per i lavoratori e le lavoratrici dei cosiddetti appalti storici per la pulizia e la sorveglianza nelle scuole della provincia di Lucca. Ad annunciare la nuova agitazione sono Daniela Ricchetti funzionaria della  Filcams Cgil Lucca e il collega Massimo Dinelli che annunciano uno sciopero per il 14 novembre prossimo. “Il dramma che stanno subendo questi lavoratori – sostengono – è di doppia natura, in primis legato al futuro rispetto ai tagli previsti sui servizi di sorveglianza e pulimento degli edifici scolastici, iniziati già nel 2009 per mezzo dei diversi governi che si sono succeduti e della gara Consip che sostanzialmente ha ridotto le risorse di oltre il 50%, con conseguente taglio delle ore lavorabili e degli stipendi delle lavoratrici, e in seconda battuta legato al debito che la maggior parte delle lavoratrici hanno nei confronti delle aziende da cui dipendono”.

“Infatti a seguito e per effetto dei tagli – proseguono -, grazie agli accordi nazionali del 28 marzo 2014 e del 5 maggio 2014 sottoscritti in intesa con il governo e le aziende interessate, si sono garantiti i livelli occupazionali e le retribuzioni attraverso l'implemento dei servizi alle scuole, finanziati con i fondi stanziati per le attività di decoro e manutenzione degli edifici scolastici nell'ambito del progetto così detto scuole belle, tra cui la tenuta del verde, la pittura delle pareti, ed altri lavori di ordinaria manutenzione. L'obiettivo è stato quello di prevedere il mantenimento dello stipendio pieno attraverso un meccanismo di anticipo del pagamento delle ore non lavorate nella pulizia e sorveglianza da parte delle aziende, che si sarebbero accumulate in una banca ore e che le lavoratrici avrebbero dovuto poi restituire lavorando nelle attività di decoro per il raggiungimento dell'intero parametro contrattuale, senza dover ricorrere all'utilizzo di ammortizzatori sociali quali la cassa integrazione”.
“Il grosso problema legato al progetto che fin da subito abbiamo riscontrato e che oggi ci pare insormontabile per i valori raggiunti – aggiungono i sindacati -, è quello legato alla banca ore negativa fin qui accumulata dalla maggior parte delle lavoratrici destinata a crescere inesorabilmente, se non si troveranno soluzioni immediate, per il semplice fatto che le ore lavorabili in attività di decoro nella nostra Provincia sono state pochissime, e ciò deriva dal fatto che le risorse sul territorio nazionale sono state distribuite con criteri discutibili, sicuramente non nel rispetto dell'effettività necessità di andare a compensare il taglio ore dei servizi di pulimento e sorveglianza, come invece è previsto negli accordi nazionali”.
Ma non è finita qui: “La preoccupazione più grande – si spiega - è determinata dal fatto che l'accordo governativo che ha visto destinare le risorse del programma scuole belle , assicura una copertura economica solo fino al 30 novembre, con tutta l'incertezza di ciò che potrà accadere già dal 1 dicembre se non ci saranno interventi incisivi. Siamo fortemente preoccupati del silenzio del Governo rispetto all'impegno preso il 30 luglio sottoscritto dalle segreteria nazionali sindacali, e dai ministeri interessati, di attivare il tavolo di confronto per esaminare le problematiche sociali ed occupazionali con lo scopo di individuare una possibile soluzione definitiva concernente la platea delle lavoratrici e dei lavoratori dei cosiddetti ex Lsu ed appalti storici. Un impegno che va rispettato per trovare soluzioni concrete di tutela per l'occupazione e reddito di chi nelle scuole ci lavora, e garantire ambienti puliti e sicuri per i bambini e ragazzi che le frequentano. L'urgenza di avviare il confronto per il quale si era impegnata la presidenza del consiglio, è dettata anche dalle azioni intraprese dalle aziende che hanno attivato le procedure di licenziamento collettivo già da metà settembre, per le quali hanno dichiarato solo nella nostra Provincia quasi 1300 ore settimanali di esubero, quello che sarebbe senza soluzioni alternative un disastro sociale. Questa grave situazione non può passare sotto traccia – attaccano i sindacati -, queste lavoratrici da sempre impegnate a rendere le nostre scuole agibili e pulite , punti di riferimento di tanti bambini e ragazzi, oltre che del personale scolastico, non sono lavoratrici di serie B e necessitano di risposte. Anche i cittadini, i genitori, le stesse insegnanti, dovrebbero indignarsi e pretendere risposte per tutelare i servizi di pulizia, sanificazione e sorveglianza degli ambienti dove lavorano e studiano i nostri figli. Per sostenere le legittime rivendicazioni di tutela delle lavoratrici e lavoratori degli appalti Storici, non potendo più sopportare ulteriormente l'indifferenza rispetto a ciò che sta accadendo, unitamente alle altre organizzazioni sindacali abbiamo proclamato l'intera giornata di sciopero per il 14 novembre e una manifestazione nazionale a Roma nei pressi del Miur nella giornata del 18 ottobre prossimo dove manifesteremo insieme alle lavoratrici e lavoratori per la salvaguardia occupazionale e del reddito e contro le procedure di licenziamento . La Filcams di Lucca, che sicuramente supporterà adeguatamente le iniziative nazionali già previste garantendo una presenza massiccia – si legge in una nota -, intende comunque mettere in campo anche iniziative locali utili a sostegno della vertenza, visto che il nostro territorio è tra i più penalizzati, al fine di coinvolgere le istituzioni locali ed i parlamentari che provengono dal territorio, i quali non potranno evitare di rappresentare adeguatamente a Roma il dramma che queste madri di famiglia stanno vivendo”.