Almaviva, l’ipotesi dei tre anni di sussidi (ma i lavoratori li rifiutano)


Almaviva, l'ipotesi dei tre anni di sussidi Corriere della Sera


29-05-2016  All’incontro previsto per lunedì 30 al ministero dello Sviluppo si dovrebbe tornare ad una proposta che il 95% dei lavoratori dell’azienda di call center ha sonoramente bocciato rispedendola al mittente. Cioè ammortizzatori sociali per tre anni. A conti fatti per risolvere l’impasse su Almaviva, che rischia di dover mandare a casa circa 3mila persone, s’ingrana la retromarcia. All’incontro previsto per lunedì 30 al ministero dello Sviluppo si dovrebbe tornare ad una proposta che il 95% dei lavoratori dell’azienda di call center ha sonoramente bocciato rispedendola al mittente. Cioè ammortizzatori sociali per tre anni, compresi i contratti di solidarietà (per sei mesi) e la cassa integrazione in deroga. Si dirà: come mai i centralinisti di Almaviva, tra Roma, Napoli e Palermo, spalle al muro rifiutano un sostentamento per tirare avanti? La questione è più complessa. Perché la morfina degli ammortizzatori sociali prosegue ininterrotta da anni. Senza che nessuno, tanto meno i governi succedutisi in questi ultimi 15 anni, abbiamo mai messo mano ad una riforma di settore. Ieri i lavoratori di Almaviva hanno scioperato compatti. Una delegazione è stata ricevuta anche da Claudio De Vincenti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. A testimonianza del coinvolgimento dei massimi livelli istituzionali. I sindacati chiedono a gran voce che la vertenza Almaviva diventi la testa di ponte per scardinare le storture di un comparto afflitto da delocalizzazioni all’estero, chiusure di attività dopo aver usufruito di incentivi e gare al massimo ribasso.