Almaviva, lunedì ancora sciopero e nuovo round al Mise

 

Sale la tensione per la vertenza Almaviva. Lunedì lavoratori ancora in sciopero contro il piano aziendale mentre si terrà l’ennesimo confronto al Mise tra Governo, sindacati e azienda. Dopo il nulla di fatto dell’incontro di venerdì sera al ministero e lo sciopero di ieri, in tutte le sedi, con manifestazione nazionale a Roma, l’obiettivo resta quello di scongiurare i 3 mila licenziamenti tra Palermo,Napoli e Roma
Per la Presidenza del Consiglio, in totale sintonia con il ministero dello Sviluppo economico, le soluzioni individuate al tavolo del Mise sono le uniche, in questa fase, in grado di garantire una via d'uscita alla complessa vertenza Almaviva.
“La trattativa sui 3000 licenziamenti è ad un punto delicatissimo - scrivono i sindacati. Le proposte governative non consentono di raggiungere un accordo che dia ai lavoratori garanzie su un reale percorso di risanamento che non preveda espulsioni dal mondo del lavoro e dia regole chiare per l’azienda e per il settore tutto”. “Il tavolo relativo alla vertenza Almaviva rimane permanente con l'obiettivo di trovare al più presto una soluzione positiva - spiegano Francesco Assisi segretario Fistel Cisl Palermo Trapani e Eliana Puma Rsu Fistel. L’azienda dichiara di non riscontrare le condizioni per ritirare i licenziamenti che , senza una soluzione immediata, partirebbero dal 6 giugno. Noi ribadiamo che la strada resta l’avvio di ammortizzatori sociali strutturali che garantiscano una copertura superiore ai 24 mesi, le modifiche immediate all’articolo 24bis sulle delocalizzazioni e gare d'appalto legate al rispetto dei minimi previsti dai contratti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”. La Fistel aggiunge “con le clausole sociali va garantita la territorialità del lavoro e dei lavoratori “. “Non c’è più tempo da perdere, l’intervento del governo nazionale per l’applicazione delle clausole sociali nei cambi di appalto, la tutela contro le gare al massimo ribasso e le delocalizzazioni, deve essere immediato” concludono Assisi e Puma. I sindacati restano in attesa del prossimo incontro al Mise.
"È una situazione drammatica quella che stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori di Almaviva. Mentre l'azienda non trova le condizioni per ritirare i licenziamenti, il governo ha mostrato di non recepire le proposte avanzate unitariamente dal sindacato, ossia il riconoscimento di tre anni di ammortizzatori sociali, il rientro del lavoro dall'estero, la lotta alle gare al massimo ribasso. È necessario e urgente che la Regione Lazio continui e rafforzi la sua azione al fine di giungere a un esito positivo della vertenza". Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino, il segretario generale della Cisl di Roma Capitale e Rieti Paolo Terrinoni e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio Alberto Civica.

 

 

Sale la tensione per la vertenza Almaviva. Lunedì lavoratori ancora in sciopero contro il piano aziendale mentre si terrà l’ennesimo confronto al Mise tra Governo, sindacati e azienda. Dopo il nulla di fatto dell’incontro di venerdì sera al ministero e lo sciopero di ieri, in tutte le sedi, con manifestazione nazionale a Roma, l’obiettivo resta quello di scongiurare i 3 mila licenziamenti tra Palermo,Napoli e Roma

Per la Presidenza del Consiglio, in totale sintonia con il ministero dello Sviluppo economico, le soluzioni individuate al tavolo del Mise sono le uniche, in questa fase, in grado di garantire una via d'uscita alla complessa vertenza Almaviva.

“La trattativa sui 3000 licenziamenti è ad un punto delicatissimo - scrivono i sindacati. Le proposte governative non consentono di raggiungere un accordo che dia ai lavoratori garanzie su un reale percorso di risanamento che non preveda espulsioni dal mondo del lavoro e dia regole chiare per l’azienda e per il settore tutto”. “Il tavolo relativo alla vertenza Almaviva rimane permanente con l'obiettivo di trovare al più presto una soluzione positiva - spiegano Francesco Assisi segretario Fistel Cisl Palermo Trapani e Eliana Puma Rsu Fistel. L’azienda dichiara di non riscontrare le condizioni per ritirare i licenziamenti che , senza una soluzione immediata, partirebbero dal 6 giugno. Noi ribadiamo che la strada resta l’avvio di ammortizzatori sociali strutturali che garantiscano una copertura superiore ai 24 mesi, le modifiche immediate all’articolo 24bis sulle delocalizzazioni e gare d'appalto legate al rispetto dei minimi previsti dai contratti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”. La Fistel aggiunge “con le clausole sociali va garantita la territorialità del lavoro e dei lavoratori “. “Non c’è più tempo da perdere, l’intervento del governo nazionale per l’applicazione delle clausole sociali nei cambi di appalto, la tutela contro le gare al massimo ribasso e le delocalizzazioni, deve essere immediato” concludono Assisi e Puma. I sindacati restano in attesa del prossimo incontro al Mise.