Almaviva: Palermo, sit in lavoratori dinanzi la sede Telecom


Almaviva: Palermo, sit in lavoratori dinanzi la sede Telecom


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Palermo; 19 mag. (AdnKronos) - Proseguono le manifestazioni di protesta dei lavoratori Almaviva di Palermo in vista della convocazione al Mise il 24 maggio per una vertenza che vede 2988 licenziamenti fra Palermo, Roma e Napoli. Dopo lo sciopero di ieri a fasce orarie, dalle 7 di questa mattina circa 300 lavoratori del call center hanno manifestato dinanzi i cancelli della Telecom in via Ugo La Malfa.
"Anche i committenti hanno le loro responsabilità in questa vertenza - spiega all'Adnkronos Rosalba Vella, della segreteria Slc Cgil Palermo - Sono loro che non applicano le norme previste sull'indirizzamento delle chiamate, ovvero la possibilità per l'utente di scegliere di far seguire la propria segnalazione ad un operatore locale o meno". Una norma la cui violazione, aggiunge Vella, "dovrebbe comportare una sanzione di 10mila euro al giorno ma su chi la debba comminare è ancora una questione aperta. Il Mise - afferma - ha tergiversato, non c'è un organo istituito per legge che se ne occupi e all'atto pratico i committenti non vengono sanzionati". Oggi i lavoratori di Palermo sciopereranno su tutti i servizi e per l'intero turno. E uno sciopero per l'intero turno, oltre a sit in davanti le prefetture di tutte le città coinvolte dalla vertenza e dinanzi la sede del Ministero dello sviluppo economico, è stato indetto dai sindacati per il 24 maggio, giorno dell'incontro a Roma. Nei giorni scorsi, i lavoratori di Palermo hanno inviato anche una richiesta di incontro alla Regione e al sindaco Leoluca Orlando. Sul tavolo per loro c'è anche la questione della chiusura della sede di via Marcellini - "ancora non sappiamo quando avverrà", sottolinea Vella - e il trasferimento di tutti i lavoratori nella sede di via Cordova. "Quando ci trasferiranno tutti in via Cordova - dice Vella - per noi si porrà il problema di una sede troppo piccola per tutti i dipendenti e a quel punto potrebbero partire i licenziamenti".
Le manifestazioni, annunciate domenica scorsa, proseguiranno fino a quando azienda e governo non troveranno una soluzione per la vertenza, condivisa dai dipendenti, dopo la bocciatura dell'accordo di solidarietà.
“Non possiamo aprire la botola dei licenziamenti, l’economia palermitana vive del settore dei Call center, persone di 40 anni non possono accettare un’assenza di prospettive. Oggi abbiamo scelto di protestare davanti la sede TIM, uno dei più grossi clienti del gruppo AlmavivA, per lottare contro le logiche economiche e le pressione dei committenti che hanno fatto ammalare il settore. Noi come outsource siamo succubi delle gare al massimo ribasso, della delocalizzazione; tutte strategie utilizzate per creare profitti sempre più alti. A distanza di 16 giorni dalla procedura che aprirebbe i licenziamenti, chiediamo che si intervenga regolarizzando il settore: applicazione dell’art.24 bis della legge Fornero 2012. La legge tutela oltre il lavoratore (arginando il fenomeno della delocalizzazione), tutela il consumatore e i dati sensibili, in quanto potrà avere la facoltà di decidere di far gestire la chiamata in Italia o all’estero.” Spiega Rosy Contorno, RSU Uilcom.
Lo sciopero - proclamato da CISALCOM con la partecipazione di Confintesa è stato indetto anche da Slc Cgil, Uilcom e Ugl, ma senza la partecipazione della Fistel Cisl che ha scelto di astenersi   su decisione assunta dal coordinamento delle RSU FISTEL CISL.
"Piuttosto che colpire le buste paghe già penalizzate dei lavoratori con scioperi tutta la settimana sul singolo sito di Palermo, preferiamo concentrare le energie in attesa dell’incontro al Mise del 24 maggio, solo allora , se al tavolo non dovessero giungere soluzioni certe e immediate invece di soli annunci, saremo disponibili ad avviare proteste ad oltranza”.

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