Almaviva: 24 maggio nuovo incontro a ministero Lavoro su licenziamenti

18-05-2016  Almaviva:  24 maggio nuovo incontro a ministero Lavoro su licenziamenti

L’incontro, previsto per le 18.30, potrebbe essere l’ultima possibilità concreta di trovare un accordo e scongiurare i 2.988 esuberi annunciati, nelle sedi di Palermo, Roma e Napoli.
Come stabilito nel percorso per la gestione della vertenza, nel giorno del tavolo al Mise le segreteria sindacali hanno indetto una giornata di sciopero su tutto il territorio nazionale.

A Roma è previsto un presidio a partire dalle ore 13 proprio davanti la sede del ministero dello Sviluppo, mentre nelle altre città d’Italia in cui è presente un call center Almaviva si svolgeranno cortei e sit-in davanti le prefetture, in attesa di conoscere l’esito dell’incontro.

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- Il 24 maggio al ministero del Lavoro si svolgerà la procedura di licenziamento collettivo dei 2988 lavoratori avviata da Almaviva.

L’incontro, previsto per le 18.30, potrebbe essere l’ultima possibilità concreta di trovare un accordo e scongiurare i 2.988 esuberi annunciati, nelle sedi di Palermo, Roma e Napoli.
Nel giorno del tavolo al Mise le segreterie sindacali hanno indetto una giornata di sciopero su tutto il territorio nazionale.

A Roma è previsto un presidio a partire dalle ore 13 proprio davanti la sede del ministero dello Sviluppo, mentre nelle altre città d’Italia in cui è presente un call center Almaviva si svolgeranno cortei e sit-in davanti le prefetture, in attesa di conoscere l’esito dell’incontro.

L'incontro, afferma Giorgio Serao della segreteria nazionale della Fistel -Cisl, dev'essere occasione per responsabilizzare tutti i soggetti in campo, istituzioni, azienda e sindacati al fine di "passare dalla confusione delle ultime settimane alla costruzione di un percorso di conservazione occupazionale" Per la Fistel-Cisl bisogna acquisire la disponibilita' di ammortizzatori sociali strutturali per regolamentare e rirportare a regime il settore, con il contrasto alle delocalizzazioni e alle gare al massimo ribasso rispettando i minimi contrattuali

Il percorso di conservazione occupazionale deve passare per l'immediato attraverso la sensibilizzazione dei committenti con contratti in scadenza (Enel, Telecom, Inps etc) al fine di arrivare in un tempo medio al riassorbimento di tutta la forza lavoro e il mantenimento di tutti i siti produttivi

La Fistel e' preoccupata, aggiunge Serao, perche' il 5 giugno, giorno di scadenza della procedura non e' troppo lontano e la mancanza di soluzioni portera' al licenziamento dei lavoratori. Il sindacato conta sulla disponibilita' della viceministro Bellanova che ha gia' contribuito a sbloccare la vertenza Gepin e sulla responsabilita' di tutte le sigle affinche' la protesta sia nel merito della vertenza e non si traduca in una contrapposizione al Governo voluta in alcuni territori da centri sociali e movimenti di lotta.


 

 

“Condividiamo la scelta assunta dalle segreterie nazionali, se al tavolo del 24 maggio non ci saranno risposte immediate e provvedimenti certi, le proteste saranno ad oltranza” spiegano Francesco Assisi segretario Fistel Cisl e Eliana Puma Rsu Fistel.

“Come sostenuto in questi giorni, bisogna portare la protesta a livello nazionale e su tutte le sedi, per poi ribadire con forza al tavolo di Roma le richieste come la proroga dell’accordo di solidarietà attualmente in vigore ( che garantisce, tra l’altro, l’anticipo della quota Inps da parte dell’azienda e la solidarietà verticale chiesta dai lavoratori); la garanzia per ulteriori ammortizzatori sociali che diano copertura superiore ai 24 mesi, l’impegno che nessuna commessa venga spostata dai siti colpiti dalla procedura”.

Essenziale anche secondo la Fistel “l’intervento immediato del governo nazionale per l’applicazione delle clausole sociali nei cambi di appalto, la tutela contro le gare al massimo ribasso e le delocalizzazioni. A rischio c’è tutto un settore che occupa oltre 80 mila addetti in Italia” concludono Assisi e Puma.

Per la FISTEL CISL si tratta di una vicenda che non riguarda solo i lavoratori Almaviva, in quanto “provocherebbe un effetto domino sull’intero settore dei call center che occupa oltre 80mila addetti in Italia, per questo la vertenza è e resta nazionale”.

 


 

Nel frattempo, continuano le proteste dei lavoratori in città sotto forma di blocchi stradali e sit-in, i

La stessa FISTEL CISL, però, si è detta contraria alle proteste in strada: “Piuttosto che colpire le buste paga, già penalizzate dei lavoratori, con sciopero tutta la settimana sul singolo sito di Palermo, preferiamo concentrare le energia in attesa dell’incontro al MISE del 25 maggio. Solo allora, se non dovessero giungere soluzioni certe e immediate, saremo disponibili ad avviare proteste ad oltranza”.

Così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e l’assessore alle Attività Produttive, Giovanna Marano, a proposito della vicenda che riguarda Almaviva :

“Auspichiamo dopo questo passaggio del 24 – ha aggiunto Orlando – che il Governo richiami le parti e le istituzioni al tavolo, affrontando globalmente i problemi della vertenza Almaviva per un approdo positivo e definitivo della vertenza”.