Almaviva: 19 giorni per soluzione, il 24 Tavolo ministero Lavoro

Amaviva: 19 giorni per soluzione, il 24 Tavolo ministero Lavoro

Palermo, 17 mag. - Il ministero del Lavoro ha convocato per il 24 maggio sindacati e azienda sulla vertenza Almaviva. Al centro la proceduta di mobilita', quando mancano diciannove giorni alla sua conclusione. Un passaggio cruciale che riguarda 2988 dipendenti tra Palermo, Roma e Napoli. Dopo un lungo silenzio, seguito alla bocciatura della proposta di accordo che stoppava i licenziamenti e faceva partire dal primo giugno sei mesi di contratto di solidarieta', le parti tornano a confrontarsi in una sede istituzionale. L'incontro e' stato convocato per le ore 14 di martedi' prossimo, nella sede del ministero dello Sviluppo economico di via Molise.
Intanto, prosegue la protesta de lavoratori palermitani: 1670 quelli interessati dal piano esuberi.
Secondo il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore alle Attivita' produttive Giovanna Marano, "il fatto che ci sia una convocazione del ministero del Lavoro per il 24 e' un fatto positivo, non solo perche' coglie la drammaticita' e l'urgenza della vertenza Almaviva, ma anche perche' significa che azienda e sindacati tornano a parlarsi per la ricerca di soluzioni idonee al futuro delle lavoratrici e dei lavoratori palermitani. Auspichiamo dopo questo passaggio del 24, che il governo richiami le parti e le istituzioni al tavolo, affrontando globalmente i problemi della vertenza Almaviva per un approdo positivo e definitivo della vertenza".

"Piuttosto che colpire le buste paghe già penalizzate dei lavoratori con scioperi tutta la settimana sul singolo sito di Palermo, preferiamo concentrare le energie in attesa dell'incontro al Mise del 24 maggio. Solo allora, se al tavolo non dovessero giungere soluzioni certe e immediate invece di soli annunci, saremo disponibili ad avviare proteste ad oltranza". A decidere così la posizione assunta dalla Fistel Cisl sulla vertenza Almaviva Palermo è stato il coordinamento delle Rsu del sindacato. "Avviare scioperi sulle singole commesse solo sul sito di Palermo annulla l'efficacia dell'azione di lotta" spiegano Francesco Assisi, segretario Fistel Cisl Palermo Trapani, e Eliana Puma, Rsu Fistel Cisl. "L'azienda, infatti, non fa altro che smistare le commesse in altri siti, indebolendo ancora di più la posizione della sede palermitana sulla quale pesa il licenziamento avviato per 1670 lavoratori" aggiungono. Al tavolo romano i sindacati chiederanno con forza la proroga dell'accordo di solidarietà attualmente in vigore, che garantisce l'anticipo della quota Inps da parte dell'azienda e la solidarietà verticale chiesta dai lavoratori). Ma le parti sociali chiederanno anche la garanzia per ulteriori ammortizzatori sociali che diano copertura superiore ai 24 mesi e l'impegno che nessuna commessa venga spostata dai siti colpiti dalla procedura. Fra le richieste della Fistel l'intervento immediato delle istituzioni nazionali per l'applicazione delle clausole sociali nei cambi di appalto, la tutela contro le gare al massimo ribasso e le delocalizzazioni. "Non abbiamo, ad oggi, certezza alcuna che la nostra vertenza si risolva il 24 maggio - dicono Assisi e Puma -. Per questo motivo, ferma restando la necessità di aderire in questa settimana a tutte le iniziative che possono essere messe in campo a costo zero, riteniamo che, insieme alle altre organizzazioni sindacali, dalla mattina del 24 maggio sarà indispensabile mettere in campo, senza alcuna riserva e al massimo del sacrificio, un'azione coordinata che coinvolga tutti i lavoratori Almaviva di tutte le sedi e che paralizzi le attività, anche con uno sciopero ad oltranza, fino alla risoluzione della vertenza" .

Il 27 maggio si terrà lo sciopero nazionale a Roma di tutti i lavoratori del call center Almaviva d'Italia. "Il disastro occupazionale che si manifesterebbe dopo il 5 giugno - conclude il sindacato -, alla scadenza temporale delle procedure di licenziamento collettivo provocherebbe un effetto domino sull'intero settore dei call center che occupa oltre 80mila addetti in Italia. Per questo la vertenza è e resta nazionale".

( 17 maggio 2016 )