ALMAVIVA, in attesa del tavolo al Mise, una “veglia-catena umana” per il lavoro

 

12-04-2016   Non si ferma la protesta dei dipendenti di Almaviva Contact contro il piano da 2.988 esuberi annunciati dal gruppo a Palermo (1.670), Roma (918) e Napoli (400).

Stasera a Palermo ci sarà una «veglia per il lavoro», saranno presenti anche gli assessori della giunta di Leoluca Orlando: una catena umana si snoderà dalla sede del call center, in via Cordova, fino in piazza Croci per dire no ai licenziamenti.

 

Una “veglia-catena umana” per il lavoro in attesa del tavolo tecnico al Mise che si svolgerà la mattina successiva a Roma, al quale parteciperà anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando

L’appuntamento è alle ore 20 in via Cordova.

“Un’iniziativa dal forte valore simbolico e che rappresenta lo stato d’animo dei lavoratori in questa delicata fase della trattativa” scrive la Cgil palermitana.

Domani, invece, ci sarà lo sciopero indetto dai sindacati per tutte le sedi del gruppo, previsto anche, sempre a Palermo, un presidio in Prefettura a partire dalle ore 11.


 

Con le fiaccole accese manifesteremo per la città, senza smettere di urlare un’ingiustizia che si abbatterà presto sulle nostre famiglie - spiega Alessandra, dipendente della commessa Alitalia -. Stasera parteciperemo da vivi al nostro funerale”.


 

“La situazione dei lavoratori Almaviva è paragonabile a quella della Fiat di Termini Imerese, nonostante quella vertenza avesse persino numero inferiori - spiega Aldo Rizzo, del sindacato Ugl -. Almaviva oggi è la prima impresa in Sicilia. Per questo ci auguriamo che al tavolo del Mise vengano fuori i presupporti per scongiurare un licenziamento. Non si può perdere neppure un solo posto di lavoro. Bisogna mettere in atto diverse azioni, tra il possibile e l’impossibile. Perché se questi licenziamenti avverranno si tradurranno in una piaga sociale capace di abbattersi irrimediabilmente anche sull’economia regionale stessa”.


 

Il segretario Slc Cgil Palermo, Maurizio Rosso, aggiunge che “la veglia di stasera è una metafora opportuna perché la gravità della situazione ci obbliga a vegliare sullo sviluppo di questa vertenza, affinché Palermo non perda neanche un posto lavoro. Pensiamo ci siano i presupposti per costruire un futuro perché si tratta di un settore in profondo sviluppo e siamo convinti che continuare a vegliare sia di fondamentale importanza. Tre le condizioni che chiediamo: rispetto delle regole, investimenti in tecnologie e radicamento sul territorio, con conseguenti sviluppi occupazionali”.


 


“Chiederemo il ritiro dei 2.988 licenziamenti annunciati a Roma Napoli e Palermo, ammortizzatori strutturali di settore e  nel frattempo un accordo ponte che garantisca l’occupazione, per consentire la messa in sicurezza dell’azienda con la riforma del settore sulla delocalizzazione, gli eccessivi ribassi e le clausole sociali”. Francesco Assisi segretario Fistel Cisl Palermo Trapani e Eliana Puma Rsu Fistel annunciano così le richieste che la Cisl presenterà al Mise domani alle 11, nel corso dell’incontro previsto a Roma sulla vertenza Almaviva nel giorno dello sciopero nazionale. Un gruppo di lavoratori che parteciperanno alla manifestazione nazionale per lo sciopero di Almaviva nella capitale, si riunirà davanti il Ministero per attendere l’esito.



 

“È la vertenza di tutta la città - spiega Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani -. Domani vogliamo provvedimenti certi, se davvero il governo nazionale intende procedere con la proroga degli ammortizzatori sociali, lo stop agli appalti per le aziende che hanno una forte delocalizzazione all’estero, l’avvio di una chiara regolamentazione delle gare per frenare il massimo ribasso al di sotto del costo del lavoro e la clausola sociale per tutelare i lavoratori in caso di perdita di commesse, deve farlo subito. A rischio non solo i 1.670 di Palermo, ma tutti i posti di lavoro del settore”.


“Il nostro obiettivo è arrivare, nel più breve tempo possibile, a una soluzione che possa innanzitutto salvaguardare i posti di lavoro” dice il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, che sta seguendo la vertenza. “Abbiamo messo, e metteremo in campo, tutti gli strumenti affinché tale soluzione sia individuata” aggiunge: “l’estensione dei contratti di solidarietà per tutto il 2016, la possibilità di avere ammortizzatori sociali nel settore fino a novembre 2017, l’impegno per contrastare le delocalizzazioni e la cancellazione del massimo ribasso nei bandi di gara”. Il viceministro Bellanova aggiunge che “abbiamo davanti un percorso non semplice, ma che possiamo affrontare fruttuosamente con la buona volontà di ciascuna delle parti, avendo sempre presente il rispetto della legge e a cuore il futuro di migliaia di famiglie”.


 

 

 

In vista dell'incontro di domani, anche tantissimi commercianti palermitani stanno manifestando vicinanza ai lavoratori esponendo un cartello di solidarietà nei loro negozi.

I primi a esporre da questa mattina l'avviso “Questo esercizio commerciale è solidale con i lavoratori Almaviva. #siamotuttiAlmaviva” sono stati i negozi e i bar che si trovano accanto ai due centri Almaviva di via Marcellini e di via Cordova  ad esporre da questa mattina l'avviso.

“Stiamo cercando la solidarietà dei commercianti palermitani perché siamo consapevoli che la perdita di lavoro per un numero così alto di persone avrebbe una ricaduta spaventosa su tutto il tessuto economico cittadino”, spiega Andrea Corleo, il lavoratore che ha lanciato la proposta sui social network.

“Ci raccoglieremo attorno alla sede di Almaviva di via Cordova dove i lavoratori si terranno per mano e faranno una veglia con le candele, a simboleggiare che vegliare significa vigilare affinché non ci siano licenziamenti e perché il tessuto sociale non venga ulteriormente impoverito" dichiara Rosalba Vella, Rsu Slc Cgil Almaviva: "Anche i commercianti stanno aderendo alle iniziative di solidarietà: sanno di essere loro i primi a subire ripercussioni se saranno confermati i licenziamenti. Nei locali vicini alle due sedi palermitane di Almaviva ruota un bacino di 5 mila fruitori, tra i lavoratori e le loro famiglie”.

Arriva anche la solidarietà dei lavoratori portuali di Palermo di Filt Cgil, Fit Cisl e Uil trasporti. Sono circa 300 e lavorano in due società poste da anni sotto sequestro e a rischio fallimento. “Partendo dal presupposto che l'unione fa la forza e che la solidarietà tra uomini porta a risultati virtuosi, vogliamo manifestare la nostra solidarietà a tutti i 3mila lavoratori di Almaviva