Forestali, la controriforma dei sindacati: più giorni di lavoro e nuove qualifiche Oggi a Enna sarà illustrata la bozza agli operai e poi consegnata all'assessore Cracolici

11-04-2016   PALERMO. Più giorni di lavoro durante l’anno, la creazione di tre nuove qualifiche, maggiori possibilità di stabilizzazione. Sono alcuni dei punti chiave della controriforma del settore forestale messa a punto dai sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil. La bozza sarà illustrata oggi a Enna agli operai e sarà consegnata all’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici, che secondo quanto previsto dalla Finanziaria ha ormai poco meno di quattro mesi di tempo per mettere a punto il riordino del settore.
I forestali sono poco più di 23 mila e sono suddivisi in quattro categorie in base al numero delle giornate di lavoro che svolgono ogni anno: 78, 101, 151 oltre a quelli a tempo indeterminato. I sindacati propongono di ridurre a due le categorie: gli stabilizzati e poi una fascia da 151 giornate all’interno della quale includere tutti.
Gli operai andrebbero poi impiegati in tre ambiti: il primo relativo alla manutenzione dei boschi e alla difesa del territorio, il secondo alla prevenzione e repressione incendi e infine il terzo con una funzione turistica e produttiva.

Inoltre gli operai andrebbero riqualificati per creare tre figure. La prima quella di operatore delle bio-energie, per impiegare i forestali nella filiera del legno e quindi nella produzione di fonti energetiche rinnovabili (bioenergia) e per la produzione e valorizzazione di altri beni materiali e servizi. Oltre alla manutenzione dei boschi i sindacati chiedono di lavorare a un piano straordinario di forestazione dei bacini idrografici, contro l'erosione del suolo, la lotta al dissesto idrogeologico, l'inquinamento dell'aria e la desertificazione.

La figura impiegata in questo settore sarebbe quella dell’addetto alla protezione ambientale e in questo senso si potrebbe attingere ad altre fonti di finanziamento come quelle destinate ai servizi di protezione civile.

Infine Flai, Fai e Uila propongono di creare la figura di operatore turistico ambientale da utilizzare ad esempio nella valorizzazione e messa a reddito delle 72 riserve, dei cinque parchi e delle centinaia di aree attrezzate comprese le attività didattico-ricreative. A gestire gli elenchi del personale secondi la bozza sarebbero le commissioni provinciali paritetiche mentre verrebbero abrogate le norme che prevedono l’avviamento nel settore forestale tramite i Centri per l’Impiego.