Atahotels, il tavolo al Mise non risolve la vertenza dei 500 addetti

14-05-2016       Atahotels, trattativa aggiornata al 18 maggio

Atahotels, trattativa aggiornata al 18 maggio

Lo scorso 11 aprile, la fase sindacale della procedura di licenziamento collettivo avviata da ATAHOTELS si era conclusa in modo infruttuoso, senza nessun significativo passo in avanti da parte dell’azienda nell’individuazione di strumenti utili alla gestione delle chiusure.

Si è quindi attivata la fase amministrativa, con la convocazione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per l’incontro del 2 maggio. In apertura di quest’ultimo incontro, come organizzazioni sindacali abbiamo rappresentato il quadro della vertenza, aggiornando il Ministero del Lavoro rispetto alle evoluzioni del tavolo parallelamente in corso al Ministero dello Sviluppo Economico.

In particolare, Filcams, Fisascat e UILTuCS hanno fatto presente che alcuni investitori stanno dimostrando interesse per alcune strutture alberghiere coinvolte nel perimetro della procedura, e hanno ricostruito il quadro delle strutture ancora chiuse dopo l’affidamento del Tanka Village a Valtur e la cessione di ramo di azienda che interesserà i lavoratori del Planibel.

Sulla base di queste notizie, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto ad ATA Hotels di prolungare la fase amministrativa della procedura, che scadeva il 2 maggio stesso, al fine di consentire la gestione di questa delicata fase.

ATA Hotels ha inizialmente dato la sua disponibilità solo a dilazionare i termini di licenziamento di due settimane, a condizione che si raggiungesse un accordo sulla procedura 223/91 che prevedesse l’individuazione del criterio di scelta regionale in alternativa ai criteri di leggi.

I sindacati hanno respinto questa proposta, che avrebbe indebolito le posizioni individuali dei lavoratori intenzionati a procedere per vie legali, e dato la nostra disponibilità a ragionare su strumenti utili a calmierare il costo del prolungamento della fase amministrativa, come l’utilizzo di ferie e permessi residui.

Anche grazie al ruolo assunto dal Ministero del Lavoro e dalla Regione Lombardia, presente al tavolo, l’azienda ha accolto la proposta sindacale, accettando di prolungare la fase amministrativa di 15 giorni. I licenziamenti slitteranno quindi dopo questo periodo, che sarà utile per verificare l’effettiva possibilità di subentro nella gestione degli alberghi da parte di altri operatori e concretizzare la possibilità di recupero dell’occupazione da parte degli stessi.

Si tratta di operazioni non banali, ma rese più agibili dalla prosecuzione dei rapporti di lavoro con ATA Hotels, che consideriamo quindi un elemento utile nella gestione della vertenza. Queste due settimane saranno utili anche a raccogliere eventuali disponibilità dei lavoratori che non intendono impugnare il licenziamento.

Non essendo stato raggiunto con le organizzazioni sindacali un accordo sulla chiusura della procedura di mobilità, nei prossimi giorni ATA Hotels proporrà, di sua iniziativa, ai lavoratori coinvolti nella procedura un importo pari a 5 mensilità lorde per coloro che hanno un’anzianità inferiore ai 15 anni e 10 mensilità lorde per coloro che hanno un’anzianità aziendale superiore ai 15 anni.

Le mensilità proposte da ATA Hotels vanno calcolate su dodicesimi di RAL. ATA Hotels intendi incentivare maggiormente, con alcune mensilità aggiuntive, i lavoratori che possono maturare i requisiti per il pensionamento.

Le disponibilità alla non impugnazione verranno raccolte nelle prossime settimane, ma i licenziamenti avverranno comunque nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo in modo da consentire l’accesso alla NASPI.

Ai lavoratori interessati dalla procedura 223 /91 ATA Hotels farà anche delle proposte di ricollocazione interna, che dovranno essere valutate individualmente.

Il Ministero ha convocato le parti per il 18 maggio, ore 11, in via Fornovo 8.


 

ATAHOTELS, IL TAVOLO AL MISE NON RISOLVE LA VERTENZA DEI 500 ADDETTI TRA DIPENDENTI E INDOTTO A RISCHIO OCCUPAZIONALE. I SINDACATI: «URGENTE INDIVIDUARE PERCORSO PER LA RICOLLOCAZIONE»

Roma, 25 marzo 2016 - Non trova soluzioni la vertenza Atahotels, che vede, dopo la rottura dei contratti di affitto di 8 strutture alberghiere di proprietà del Fondo Antirion e di Enpam, 500 lavoratori senza alcuna certezza sul futuro.
Il tavolo di gestione della crisi  richiesto da Filcams CGIL, Fisascat CISL, Uiltucs e attivato al ministero dello Sviluppo Economico si è concluso ieri senza il raggiungimento di un accordo: Atahotels/Gruppo Unipol ha confermato di voler proseguire con la procedura di mobilità fino al licenziamento dei lavoratori e il fondo Antirion non ha voluto prendere impegni credibili ed esigibili per preservare i livelli occupazionali.
Il Fondo, oltre a non aver chiarito in che modalità e tempi intenda far riprendere le attività delle strutture alberghiere, non ha valuto farsi carico di porre nelle condizioni di affitto delle strutture il tema del recupero della forza dei lavoratori, proponendo solo una disponibilità a verificare la possibilità di recuperare i lavoratori ad accordi già avvenuti.
Per le organizzazioni sindacali, è la conferma che l’operazione è finalizzata esclusivamente a svincolare le strutture dai lavoratori, per aumentare i margini di guadagno del Fondo con i futuri gestori.
Si tratta di un’operazione spregiudicata, che non tiene conto degli effetti sociali, e che andrà verificata anche rispetto al fatto che Antirion gestisce beni di un Ente previdenziale soggetto al controllo dello Stato.
«Abbiamo lavorato per il raggiungimento di un accordo ponte, che, attraverso una presa di responsabilità da parte di tutti, potesse garantire il proseguo delle attività alberghiere e dei lavoratori. Ma la presa di responsabilità non c’è stata» riferiscono i rappresentanti dei lavoratori.
Subito dopo Pasqua, le organizzazioni sindacali riprenderanno il confronto con la direzione di Atahotels/Gruppo Unipol, alla quale continueranno a chiedere di individuare soluzione per la ricollocazione dei lavoratori, ma è evidente che senza impegni di chi oggi detiene la proprietà degli immobili, la strada è in salita.
I lavoratori intanto continueranno le iniziative di mobilitazioni, già oggi (25 marzo) si svolgerà un presidio sotto il Fondo Antirion, a Milano, via San Prospero 4.
Da qui a un mese, l’unica certezza sembrano essere le lettere di licenziamento e la presa d’atto, molto amara, che la finanza prende il sopravvento sul lavoro, anche se a chiamarla in causa sono le Istituzioni che dovrebbero garantire lo sviluppo economico del Paese.

 


 


Atahotels, il tavolo al Mise non risolve la vertenza dei 500 addetti

25/03/2016

Non trova soluzioni la vertenza Atahotels, che vede, dopo la rottura dei contratti di affitto di 8 strutture alberghiere di proprietà del Fondo Antirion e di Enpam, 500 lavoratori senza alcuna certezza sul futuro.

Il tavolo di gestione della crisi  richiesto da Filcams CGIL, Fisascat CISL, Uiltucs e attivato al ministero dello Sviluppo Economico si è concluso ieri senza il raggiungimento di un accordo: Atahotels/Gruppo Unipol ha confermato di voler proseguire con la procedura di mobilità fino al licenziamento dei lavoratori e il fondo Antirion non ha voluto prendere impegni credibili ed esigibili per preservare i livelli occupazionali.
Il Fondo, oltre a non aver chiarito in che modalità e tempi intendi far riprendere le attività delle strutture alberghiere, non ha valuto farsi carico di porre nelle condizioni di affitto delle strutture il tema del recupero della forza dei lavoratori, proponendo solo una disponibilità a verificare la possibilità di recuperare i lavoratori ad accordi già avvenuti.
Per le organizzazioni sindacali, è la conferma che l’operazione è finalizzata esclusivamente a svincolare le strutture dai lavoratori, per aumentare i margini di guadagno del Fondo con i futuri gestori.
Si tratta di un’operazione spregiudicata, che non tiene conto degli effetti sociali, e che andrà verificata anche rispetto al fatto che Antirion gestisce beni di un Ente previdenziale soggetto al controllo dello Stato.
«Abbiamo lavorato per il raggiungimento di un accordo ponte, che, attraverso una presa di responsabilità da parte di tutti, potesse garantire il proseguo delle attività alberghiere e dei lavoratori. Ma la presa di responsabilità non c’è stata» riferiscono i rappresentanti dei lavoratori.
Subito dopo Pasqua, le organizzazioni sindacali riprenderanno il confronto con la direzione di Atahotels/Gruppo Unipol, alla quale continueranno a chiedere di individuare soluzione per la ricollocazione dei lavoratori, ma è evidente che senza impegni di chi oggi detiene la proprietà degli immobili, la strada è in salita.
I lavoratori intanto continueranno le iniziative di mobilitazioni, già oggi (25 marzo) si svolgerà un presidio sotto il Fondo Antirion, a Milano, via San Prospero 4.
Da qui a un mese, l’unica certezza sembrano essere le lettere di licenziamento e la presa d’atto, molto amara, che la finanza prende il sopravvento sul lavoro, anche se a chiamarla in causa sono le Istituzioni che dovrebbero garantire lo sviluppo economico del Paese.