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Riforma pensioni 2016 le notizie aggiornate

 

 




24.03.2017 - Riforma della Previdenza: intesa tra Governo e OO.SS. sui decreti attuativi


26-12-2016  Tutte le novità sulle pensioni nel 2017 con i testi pubblicati sulla G.U.


02-11-2016  Pensioni, ultime notizie


29-10-2016 Pensioni, il testo integrale della bozza di manovra


Pensioni, tutte le regole per chiedere l’anticipo – Pensioni, tutte le mosse per chiedere l’Ape


Pensioni, Boeri attacca il governo


14-10-2016 Riforma Pensioni, esito dell'incontro


10-10-2016 Pensioni, settimana decisiva


09-10-2016 Intervista al Ministro Poletti sulle pensioni


29-09-2016 Pensioni, pubblichiamo il verbale per il primo pacchetto di interventi

28-09-2016 Pensioni, firmato il verbale condiviso


Riforma della Previdenza: intesa tra Governo e OO.SS. sui decreti attuativi


26-12-2016  Tutte le novità sulle pensioni nel 2017 con i testi pubblicati sulla G.U.


02-11-2016  Pensioni, ultime notizie


29-10-2016 Pensioni, il testo integrale della bozza di manovra


Pensioni, tutte le regole per chiedere l’anticipo – Pensioni, tutte le mosse per chiedere l’Ape


Pensioni, Boeri attacca il governo


14-10-2016 Riforma Pensioni, esito dell'incontro


10-10-2016 Pensioni, settimana decisiva


09-10-2016 Intervista al Ministro Poletti sulle pensioni


29-09-2016 Pensioni, pubblichiamo il verbale per il primo pacchetto di interventi

28-09-2016 Pensioni, firmato il verbale condiviso



Pensioni, l'incontro inizierà alle 13,30


25-09-2016  Pensioni, martedi' potrebbe arrivare l'accordo


21-09-2016   Pensioni, i nodi da sciogliere


20-09-2016  Pensioni, slitta al 27 settembre il tavolo governo-sindacati


15-09-2016 Pensioni, ipotesi mini-bonus ai precoci


14-09-2016 Quanto costerà andare in pensione con APE


13-09-2016 Pensioni esito incontro tra governo e sindacati


11-09-2016 Pensioni, intervista a Tito Boeri: "Il problema è l'equità, non la sostenibilità"


08-09-2016  Pensioni: il governo studia 2 opzioni per quattordicesima


04-09-2016  Pensioni, l’anticipo diventerà "su misura". E il governo punta ad alzare le minime


2016-08-30 - Pensioni basse e APE, piano da 2 miliardi
2016-08-28 - Riforma Pensioni, Boeri (Inps) Intervista a Sole 24 Ore: supporto Inps per anticipo pensionistico
2016-08-24 - Poletti: quasi pronta la riforma delle pensioni.

2016-08-17 - Pensione donne, tutti i requisiti per l'uscita anticipata



23-08-2016 Pensioni, 350mila anticipi previsti nel primo triennio. Si lavora sulle "minime"



Pensioni, l'incontro inizierà alle 13,30


25-09-2016  Pensioni, martedi' potrebbe arrivare l'accordo


21-09-2016   Pensioni, i nodi da sciogliere


20-09-2016  Pensioni, slitta al 27 settembre il tavolo governo-sindacati


15-09-2016 Pensioni, ipotesi mini-bonus ai precoci


14-09-2016 Quanto costerà andare in pensione con APE


13-09-2016 Pensioni esito incontro tra governo e sindacati


11-09-2016 Pensioni, intervista a Tito Boeri: "Il problema è l'equità, non la sostenibilità"


08-09-2016  Pensioni: il governo studia 2 opzioni per quattordicesima


04-09-2016  Pensioni, l’anticipo diventerà "su misura". E il governo punta ad alzare le minime


2016-08-30 - Pensioni basse e APE, piano da 2 miliardi
2016-08-28 - Riforma Pensioni, Boeri (Inps) Intervista a Sole 24 Ore: supporto Inps per anticipo pensionistico
2016-08-24 - Poletti: quasi pronta la riforma delle pensioni.

2016-08-17 - Pensione donne, tutti i requisiti per l'uscita anticipata



23-08-2016 Pensioni, 350mila anticipi previsti nel primo triennio. Si lavora sulle "minime"




 

21-08-2016  I sindacati lunedì incontreranno il governo per capire quale sia il piano dell'esecutivo per poter dare seriamente il via ad un cambiamento sul fronte pensioni che è atteso ormai da anni. La sensazione è che il Mef abbia in cassa meno risorse di quanto si creda ascoltando le parole di Renzi. La mossa più fattibile in questo momento è quella del prestito pensionistico che comporterebbe un esborso di 700 milioni, Tutte le altre misure in media hanno un costo che supera i 2 miliardi. E non è da escludere che il governo ridimensioni e di molto la riforma. Infine servono risorse anche per gli esodati. come riporta  ilMessaggero, il governo ha deciso di attivare le procedure necessarie per l’ottava salvaguardia mettendo così al riparo altre 32 mila persone e portando il totale dei lavoratori tutelati che potranno accedere alla pensione a quota 172 mila.


21-08-2016 La lunga attesa degli ultimi esodati in vista di uno scoglio al quale aggrapparsi sembra destinata a finire. Il governo ha deciso di attivare le procedure necessarie per l’ottava salvaguardia mettendo così al riparo altre 32 mila persone e portando il totale dei lavoratori tutelati che potranno accedere alla pensione a quota 172 mila. I tempi, fanno sapere fonti del governo, si sono allungati perché in primavera era stata aperta una conferenza dei servizi tra i ministeri del Lavoro, dell’Economia e l’Inps per definire numeri e risorse necessarie per chiudere il caso.

Ma adesso il quadro è chiaro e a settembre, a meno di intoppi collegati al peggioramento del quadro macro-economico, l’esecutivo Renzi definirà la questione. Lo strumento legislativo individuato è il Ddl messo a punto da Cesare Damiano (Pd), presidente della Commissione Lavoro della Camera, e attualmente incardinato proprio in quella sede parlamentare.

LA PLATEA
L’idea del governo è quella di far approvare quel disegno di legge prima dell’iter della legge di Stabilità o di modificarlo in parte attraverso un emendamento. La sostanza, in ogni caso, non cambierebbe. Anche perché l’operazione è già coperta da un Fondo di 11,7 miliardi di euro al quale si attinge anche per finanziare la cosiddetta Opzione donna. La salvaguardia numero otto, in ogni caso, costa 1,8 miliardi di euro. Con la nuova salvaguardia si punta a dare un paracadute a figure come quelle, puntualizza Damiano, «dei macchinisti delle ferrovie, delle colf, dei lavoratori agricoli e delle persone collocate in mobilità a 36 mesi».

Una vicenda, tiene a puntualizzare l’ex ministro del Lavoro, «laterale al tavolo del Governo con i sindacati sulla previdenza. Quel che conta – evidenzia il parlamentare - è non dirottare le risorse risparmiate su altro». In pratica, avranno accesso a questa nuova salvaguardia, nel caso in cui la legge venga approvata senza modifiche (l’iter è quello normale di un disegno di legge, che quindi deve essere approvato dalla Camera e dal Senato), coloro che entro il 2019 o entro tre anni dalla fine della mobilità avranno maturato i seguenti requisiti: 61 anni e sette mesi di età e 36 anni di contributi, oppure 62 anni e sette mesi e 35 anni di contributi (quota 97,6, per i lavoratori dipendenti; 62 anni e sette mesi e 36 anni di contributi oppure 63 anni e sette mesi e 35 anni di contributi per gli autonomi (quota 98,7); 40 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica; 65 anni e sette mesi di età e 20 anni di contributi: pensione di vecchiaia; 62 anni e quattro mesi e 20 anni di contributi per le lavoratrici del privato.


21-08-2016  Inizia a Ventotene, il vertice con la Cancelliera tedesca Merkle e il presidente francese Hollande,.. Il premier italiano si prepara alla discussione di temi cruciali, tra necessità di cambiamento europeo e politiche meno rigide, all’indomani del risultato Brexit e degli effetti, non proprio positivi, che le austere politiche europee hanno fruttato finora. Serve un ammorbidimento delle rigide norme per permettere ai Paesi, soprattutto quelli più in difficoltà, di gestire con ulteriori margini di intervento, i propri interventi strutturali, che in Italia significherebbe poter toccare anche novità per le pensioni, a patto di avere nuovi soldi da investire.

E proprio per questo si guarda con particolare attenzione all’esito di questo nuovo vertice a tre soprattutto per la richiesta, inizialmente respinta, presentata dallo stesso premier, in occasione dello scorso vertice, di avere ulteriori 15 miliardi dall’Europa, in aggiunta agli eventuali aiuti per la soluzione della questione degli istituti di credito.

E’ un considerevole problema quello della mancanza di soldi per il nostro Paese, che rimane a causa di questo grande ostacolo bloccato su diverse misure, a partire dalle novità per le pensioni, per arrivare, come confermerebbero le ultime notizie, al piano di taglio delle imposte. Ma se il nuovo vertice con la Merkel e Hollande dovesse dimostrare nuove aperture alla possibilità di concessione di ulteriori risorse economiche, probabilmente in vista della definizione delle misure da inserire ufficialmente nella prossima norma di Bilancio, l’Italia potrebbe gestire più soldi, che però comunque non basterebbero per fare tutto, per cui bisognerà definire le priorità di intervento, con la speranza che, contrariamente rispetto a quanto fatto finora, le novità per le pensioni, soprattutto di uscita prima, tra novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41 ma anche mini pensione per tutti, vengano considerate prioritarie rispetto ad altri provvedimenti.


29-07-2016   Esito inconto Governo- Sindacati del 29 luglio 2016


23-07-2016  Durante il  confronto con i sindacati sul prestito previdenziale per l'uscita anticipata dal lavoro (APE) con oneri differenziati in funzione del motivo per cui si accede alla flessibilità,  le parti si sono prese ancora altro tempo per studiare il progetto che dovrebbe garantire un anticipo di tre (o quattro) anni sugli attuali requisiti sulla pensione di vecchiaia dal prossimo anno. Il confronto sulla materia proseguirà comunque la prossima settimana e poi ci saranno ulteriori tavoli tecnici sino a metà settembre per concordare il più possibile le misure da introdurre ad ottobre con la stabilità.
Sulle pensioni in essere, invece, l'ipotesi del governo è quella di studiare l'equiparazione della no tax area di tutti i pensionati a prescindere dall'età, al livello di quella dei dipendenti e dei relativi aumenti delle detrazioni fiscali per lavoro dipendente realizzate dal Governo Letta.
Altro punto di accordo è l'addio alle ricongiunzioni onerose per tutti i lavoratori con contribuzioni in diverse gestioni. Questo obiettivo sarebbe ottenuto, in realtà, estendendo l'attuale cumulo dei periodi assicurativi anche alla pensione anticipata o con una modifica chirurgica alla totalizzazione nazionale grazie alla quale gli interessati potranno preservare le regole di calcolo di ciascuna gestione (dunque senza alcuna penalità sull'importo pensionistico).
Infine La flessibilità in uscita conterrà anche un pacchetto di misure sui lavoratori precoci per chi ha carriere discontinue e sui lavoratori usuranti. Sono questi alcuni punti fermi discussi  nell'incontro che si è tenuto a porte chiuse tra Governo e sindacati sulle misure in arrivo dopo l'estate sulla previdenza.Il condizionale è ancora d'obbligo ma nel menù di misure allo studio per i precoci ci potrebbe essere un bonus contributivo, di 4 o 6 mesi per ogni anno di lavoro tra i 14 ed i 18 anni anche per i lavoratori che appartengono al sistema misto, cioè con versamenti contributivi prima del 1995. Una maggiorazione convenzionale dell'anzianità contributiva che dovrebbe aiutare chi ha iniziato a lavorare in età particolarmente basse ad agganciare più rapidamente i requisiti contributivi della pensione anticipata.

 

21-07-2016  Pensioni con la quattordicesima, il governo vuole raddoppiare


21-07-2016  Pensioni, ricongiunzioni gratuite e bonus per i precoci


20-07-2016    Pensioni, Poletti: nella legge di stabilità «azione significativa»

«Mi aspetto di continuare nel lavoro positivo di confronto che abbiamo sviluppato in queste settimane. Abbiamo approfondito molti argomenti. Io sono convinto che in legge di stabilità avremo una significativa azione nei confronti del tema delle pensioni». Così, a margine del suo incontro con i ragazzi del Giffoni Film Festival, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti in merito al tavolo che si avrà con le parti sociali. «In questo momento stiamo andando avanti nel confronto con le organizzazioni sindacali per fare tutte le verifiche di merito per i singoli punti, perché non abbiamo solo il tema dell'anticipo pensionistico ma abbiamo anche una serie di altre problematiche che riguardano sia le pensioni sia il lavoro. Stiamo facendo approfondimenti puntuali proprio per cercare di capire quali sono le priorità, i costi, le migliori modalità di soluzione che possono essere adottate».

Esodati, «in corso verifiche sulle risorse»
«Pensiamo di essere arrivati alla conclusione del lavoro sugli esodati, stiamo facendo la verifica per capire le risorse che abbiamo impegnato e quali quelle a disposizione e cercare di capire le eventuali aree fino a ora escluse per coprirle». Per Poletti l’ intenzione dell’esecutivo «non è di allargare ad altre categorie e ad altri gruppi, perché oggi significherebbe non essere più nel campo degli esodati ma su un terreno diverso, quello delle persone che si sono viste cambiare le proprie prospettive pensionistiche con la legge Fornero, e da questo punto di vista tutti gli italiani si sono visti cambiare la propria prospettiva. Non possiamo dare trattamento speciale a una categoria e poi tutti rimangono fuori.

Tratteremo tutti nella stessa maniera».


18-07-2016  Pensioni:  Scontro tra Camusso e Poletti


16-07-2016   Pensioni, si lavora su bonus precoci e adeguamento aspettativa vita più lento


www.linklav.it

04-07-2016   Tommaso Nannicini ha dichiarato che la flessibilità in uscita deve in ogni caso avere un costo, non può essere gratis e così il prestito pensionistico, o APE, avrà un costo anche se le penalizzazioni saranno quasi pari a zero per chi versa in una con

dizione economica di bisogno.  Tommaso Nannicini  spiegando il progetto del governo sulla riforma pensioni afferma che la decurtazione per chi deciderà di uscire con 3 anni di anticipo rispetto ai requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia, sarà basata sull’importo dell’assegno pensionistico.   La flessibilità non può essere gratis e in ogni caso sarà prevista una decurtazione sull’assegno ma per i soggetti cui serve una tutela gran parte della penalità sarà sulle spalle dello Stato."L'importante è prendere atto che la flessibilità in uscita non può essere gratis: a parte alcune proposte che avevano un rapporto disinvolto con il principio di realtà, quelle avanzate finora avevano tutte un costo fisso per ogni anno di anticipo. La nostra non fa

eccezione, ma a differenze delle altre riusciremo a modulare questo costo con una detrazione fiscale che aiuta i soggetti meritevoli di t

utela" spiega il sottosegretario alla Presidenza.

Il  prestito pensionistico  prevede uno sconto di 3 anni sui requisiti richiesti per l’uscita con la pensione di vecchiaia grazie al prestito pensionistico che il lavoratore restituirà, con rate ventennali, grazie a microprelievi effettuati sulla pensione di vecchiaia. Ma tale restituzione sarà basata sul reddito e per i soggetti più deboli economicamente sarà pari all’1%. In sostanza la decurtazione sarà pari al 3% totale sull’assegno pieno, meno di quanto era previsto con il disegno di legge Damiano che prevedeva una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo (quindi il 6% totale).


Pensioni, governo discute con sindacati rivalutazione, no-tax area

28-06-2016  Governo e sindacati hanno affrontato oggi, nel quarto round sulla previdenza, la possibilità di rivalutare gli assegni previdenziali e di estendere la no-tax area, attualmente fissata intorno a 8.000 euro lordi annui di reddito.

Lo riferisce in una nota il ministro del Welfare Giuliano Poletti, al termine dell'incontro con Cgil, Cisl e Uil al quale ha partecipato Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

"Oggi abbiamo affrontato alcune problematiche che riguardano chi è già in pensione, come le modalità di rivalutazione degli assegni, l'estensione della no-tax area e la separazione tra previdenza e assistenza", scrive Poletti.

L'adeguamento delle pensioni al tasso di inflazione è stato bloccato dalla riforma Fornero del 2012 per ragioni di bilancio, misura poi ammorbidita dal governo Letta che ne prevedeva la durata fino al 2016. L'esecutivo Renzi l'ha però prolungata fino al 2018 stabilendo che ci sarà una rivalutazione in base all'inflazione del 100% per gli assegni fino a tre volte il minimo Inps (circa 1.500 euro al mese), con un decalage fino al 45% per quelli oltre 6 volte il minimo.

Per le risorse da destinare a interventi più onerosi, come l'Ape, il governo rimanda alla Finanziaria d'autunno. Parola d'ordine: "verificarne la compatibilità con l'equilibrio complessivo della finanza pubblica", ha detto Poletti.

La Uil stima che in Europa la tassazione media sulle pensioni sia del 12,66%, a fronte del 21% in Italia, alla quale bisogna aggiungere le addizionali locali e regionali.

La percentuale di incidenza della tassazione, spiega la Uil, è calcolata su una pensione pari al reddito medio del paese di riferimento scontato del tasso di sostituzione. La tassazione è stata inoltre calcolata al netto delle eventuali agevolazioni fiscali o incentivi propri di ogni paese

 

 


24-06-2016  L’Ape varrà anche per gli impiegati pubblici e i lavoratori autonomi, non solo quelli dipendenti privati. È stato Giuliano Poletti a dirlo nella conferenza stampa che ha fatto seguito all’incontro di ieri sulle pensioni, specificando che si tratta di una possibilità, per far sì che l’anticipo pensionistico possa essere utilizzato da tutti i cittadini. Il ministro del Lavoro ha anche detto che il confronto con le parti sociali sta compiendo passi avanti. “Ci sono punti convergenti e punti divergenti in questa fase, quale sarà l'esito è frutto del lavoro che stiamo facendo", ha aggiunto. Tommaso Nannicini ha invece spiegato che uno dei punti su cui si sta più concentrando lo sforzo è far sì che i costi dell’anticipo pensionistico “siano più bassi possibile”, non escludendo che possano esserci novità anche “sulla platea, in modo che ci siano forti agevolazioni”

 

Susanna Camusso non sembra molto entusiasta del risultato del confronto tra Governo e sindacati in tema di riforma delle pensioni. “Non abbiamo discusso di Ape, non siamo l'ufficio mutui, l'Ape interessa di più il Governo, a noi interessa l'intera piattaforma delle pensioni”, ha detto la numero uno della Cgil, di fatto confermando che le posizioni tra le parti sono ancora lontane. Il prossimo incontro si terrà comunque a breve e quindi ci potrebbero essere delle novità importanti. Tuttavia la sindacalista ha detto che “siamo molto lontani dal dire che ci sono soluzioni”. Non resta che aspettare di vedere quale esito avrà il confronto continuo tra le parti.

“Il lavoro va avanti a favore di quanti sono stati penalizzati dalla riforma Fornero”. Queste le parole di Maurizio Petriccioli dopo l’incontro tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni. Per il Segretario confederale della Cisl il confronto con l’esecutivo prosegue con l’obiettivo di trovare “soluzioni ai problemi strutturali presenti nella normativa previdenziale”. Nei prossimi incontri, ha aggiunto, si cercherà in particolare di affrontare “i lavori usuranti,  la condizione dei lavoratori precoci, le ricongiunzioni onerose, la flessibilità in uscita, la previdenza complementare, gli esodati”.

Dopo l’incontro con il Governo sulla riforma delle pensioni, Carmelo Barbagallo non vuole sbilanciarsi a dare un giudizio su quanto emerso al tavolo di confronto. Nella conferenza stampa che è seguita al vertice, infatti, il Segretario generale della Uil ha detto che “il confronto prosegue. Noi siamo interessati più ad alcuni temi,  quelli della nostra piattaforma, il Governo è più interessato all’Ape”. Dunque, “il percorso non è concluso” e il confronto tra le parti andrà avanti nei prossimi giorni, più precisamente attraverso gli incontri già programmati del 28 e del 30 giugno.

Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera ed esponente PD, Cesare Damiano insiste sulla proposta per consentire ai lavoratori di avere la tanto agognata flessibilità. “Bisogna che ci sia un intervento per rendere nulli tutti i costi dell’anticipo pensioni.. I soldi ci sono e i numeri anche. Non venga in mente a qualcuno di imbrogliare le carte”. Cesare Damiano lo ha detto durante l’odierna puntata della trasmissione Mi Manda Rai Tre in onda ovviamente sulle frequenze di Rai Tre.

I lavoratori precoci sono pronti a far sentire ancora la loro voce per far sì che la riforma delle pensioni annunciata dal Governo contenga Quota 41. Questa sera durante la trasmissione "Dalla vostra parte", in onda su Rete 4 alle 20:30, è previsto un collegamento in diretta dalla piazza del Mercato di Marghera, dove saranno presenti degli esponenti del Comitato Veneto dei lavoratori precoci. “Ringraziamo e sosteniamo caldamente il comitato Veneto che, considerato che ultimamente si è parlato molto di ape e altre soluzioni che arrecherebbero vantaggi prevalentemente ad altre categorie di lavoratori, in particolare a chi dovrebbe andare con l'età e non con l'anzianità contributiva, cercherà di sottolineare e puntualizzare maggiormente la richiesta di quota 41 per tutti a prescindere dall'età e senza penalizzazioni!”, ha scritto in un post sul gruppo Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” Moreno Barbuti, uno degli animatori del gruppo stesso.


 

23-06-2016 È ripreso oggi pomeriggio al ministero del Lavoro il confronto tra governo e sindacati per introdurre elementi di flessibilità nell’età di pensionamento. Per il governo al tavolo ci sono il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Tommaso Nannicini. Quello di oggi è il terzo appuntamento  tra le parti per consentire ai lavoratori un pensionamento anticipato, fino a tre anni. Le prossime riunioni sono già programmate per il 28 (su erogazione degli assegni) e 30 giugno (mercato del lavoro).

L'anticipo pensionistico allo studio del governo (il cosiddetto Ape) varrà per tutti i lavoratori, compresi quindi quelli pubblici e gli autonomi. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti al termine dell'incontro di oggi con i sindacati. «L'Ape - ha detto - è una possibilità che avranno tutti i cittadini che hanno i requisiti per poter chiedere l'anticipo». Poletti ha ribadito che si studiano sgravi fiscali per ridurre la rata di competenza del lavoratore che chiederà l'anticipo dell'assegno rispetto all'età per la pensione di vecchiaia
Nannicini: al lavoro su platea con sgravi agevolati
Il governo ha conferma la volontà di prevedere meccanismi di alleggerimento della rata del prestito pensionistico necessario per poter anticipare l'uscita dal lavoro. È stato il sottosegretario alla Presidenza Tommaso Nannicini a ribadire l'attenzione dell'esecutivo agli sgravi fiscali. «Stiamo lavorando su interventi fiscali che riducano il peso della rata e perché i costi siano in più bassi possibili e su una platea che sarà fortemente agevolata», ha conclude al termine dell'incontro.

Camusso: né passi indietro né passi avanti
Sul confronto tra Governo e sindacati sulle pensioni «oggi non ci sono né passi indietro né passi avanti» ha affermato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, sottolineando che «maneggiamo cose complicatissime» e, quindi, «non vorremmo partecipare ad annunci di soluzioni». Poi ha aggiunto: «Non abbiamo discusso di Ape, non siamo l'ufficio mutui, l'Ape interessa di piu' il Governo, a noi interessa l'intera piattaforma delle pensioni».

Barbagallo (Uil): confronto prosegue
Il confronto con il governo sulla previdenza «prosegue. Non abbiamo rotto, quindi stiamo lavorando» ha detto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, al termine dell'incontro tra governo e sindacati sulla previdenza. Oggi si sono approfonditi vari punti della piattaforma come la separazione tra previdenza e assistenza, le ricongiunzioni onerose, gli esodati, i lavoratori precoci e le attività usuranti. «Discutiamo di tutti i punti -
ha aggiunto Barbagallo - l'Ape (l'anticipo pensionistico, ndr) interessa di più il governo».

Governo studia l’uscita anticipata

Il Governo riparte dal confronto con i sindacati sulle pensioni per trovare una soluzione il più possibile condivisa. E dalle simulazioni tecniche per valutare rapidamente gli spazi di bilancio utilizzabili per anticipare il taglio strutturale del cuneo sui neo-assunti a tempo indeterminato o una prima sforbiciata alle aliquote Irpef. Il piano messo a punto dal governo punta su uno schema di anticipo con prestito bancario e copertura assicurativa allo studio (Ape). E potrebbe essere accompagnato dall'impegno a estendere gli 80 euro almeno a una fascia dei pensionati, ma probabilmente soltanto dal 2018.


 

22-06-2016 Padoan, sul prestito dell'Ape la garanzia è dello Stato

Il Governo riparte il 25, 1l 28 ed il 30, da fisco, famiglia e pensioni


22-06-2016   Lasciare il lavoro tre anni prima può costare fino a 400 euro per chi ne guadagna duemila


16-06-2016  Quarantamila italiani ogni anno andranno in pensione anticipata aperture di Inps e sindacati

15-06-2016 Salvaguardati: situazione al giugno 2016 – Data di pubblicazione 15/06/2016


14-06-2016  Pensioni, uscita anticipata senza penalizzazioni: allo studio un “prestito” da restituire in 20 anni

 


Al via il part time agevolato che accompagna alla pensione
Crisi aziendali, mix formazione-Ape

Pensioni, ipotesi Ape anche per i dipendenti pubblici


Poletti: "Nella legge di Stabilità ci sarà la flessibilità delle pensioni"

05-06-2016  Il ministro del Lavoro al Festival Economia di Trento ha spiegato che al prossimo incontro con i sindacati del 14 giugno, il governo non arriverà "con una proposta definita. "Ci siamo presi l'impegno di un confronto vero"

"Abbiamo un elenco di cose all'ordine del giorno, c'è il tema della previdenza in discussione, sono convinto che con la legge di Stabilità riusciremo a realizzare un intervento sulla flessibilità" in uscita. Lo ha garantito il ministro del Lavoro Giuliano Poletti a margine del suo intervento al Festival Economia di Trento, sottolineando che al prossimo incontro con i sindacati, previsto per il 14 giugno, il governo non arriverà "con una proposta definita", perché "ci siamo presi l'impegno di un confronto vero".


31-05-2016  Si chiama «Rita». È l’acronimo di «Rendita integrativa temporanea anticipata». Ed è destinata a consentire al lavoratore “over 63”, che ha aderito alla previdenza complementare ed è intenzionato a utilizzare la flessibilità-pensioni, la possibilità di incassare parte della pensione integrativa per ridurre l’impatto dell’Ape (Anticipo pensionistico). Con il “vantaggio” di poter ridurre (anche dimezzare) il “prestito” bancario che consentirebbe di usufruire dell’assegno previdenziale anticipato. È l’ultima ipotesi di lavoro spuntata sui tavoli tecnici della cabina di regia economica di Palazzo Chigi, guidata dal sottosegretario alla Presidenza, Tommaso Nannicini, che sta ulteriormente affinando il dossier per rendere flessibile la riforma Fornero.

Nel mosaico che si sta componendo per consentire l’uscita anticipata agli over 63 (i nati tra il 1951 e il 1953) con un assegno più o meno ridotto rispetto al trattamento di vecchiaia pieno, sulla base della categoria di appartenenza (disoccupato di lungo corso, lavoratore interessato da processi di ristrutturazione aziendale e uscite volontarie) e del reddito pensionistico, ci sono già alcune tessere inamovibili, mentre altre sono ancora ballerine. Tra i punti fermi c’è anzitutto il meccanismo del prestito, che sarà garantito dalle banche (sotto forma di cessione di prestito individuale) con un’assicurazione sui rischi collegati al processo di restituzione e senza un’esplicita garanzia pubblica. Anche la tempistica è ormai definita: si partirebbe con una sperimentazione di tre anni (per i nati dal 1951 al 1953, appunto), che dovrebbe riguardare anche i dipendenti pubblici, con l’obiettivo di rendere successivamente strutturale l’intervento.


 

Il ministero del Lavoro sta mettendo a punto una serie di misure per permettere ai lavoratori di anticipare la pensione di tre anni. Tuttavia, lasciare l'impiego a 63 anni e sette mesi anziché 66 anni e sette mesi potrebbe costare caro perché il lavoratore sarà costretto a chiedere un prestito alla banca.

"Sconti ai redditi bassi che scelgono la pensione anticipata"

ROMA. Il premier Matteo Renzi ha ripreso la concertazione «perché ci sono da prendere decisioni importanti, ed è giusto coinvolgere le parti sociali. Ma sarà una concertazione fatta secondo regole diverse dal passato: ascolteremo le loro ragioni, in alcuni casi le faremo nostre, poi però a tirare le fila sarà il governo nella sua autonomia». È quanto assicura alla Stampa, Tommaso Nannicini, consigliere economico del premier.    «Rimettere mano alla previdenza - spiega - è indispensabile. Con la vecchia riforma Dini il sistema contributivo andrebbe a regime troppo tardi».   «Il prestito a chi vuole uscire in anticipo dal lavoro - riferisce - non comporta alcuna garanzia reale. E una detrazione fiscale coprirà un pezzo del sacrificio». «Se - aggiunge - chi vuole ritirarsi prima ha un reddito medio-alto, il taglio dell'assegno sarà notevole. Invece sarà piccolo per i redditi bassi o per i disoccupati».


 

29-05-2016  “Ascoltiamo i sindacati ma su pensioni e flessibilità saremo noi a ...La Stampa-Il


Il governo apre il cantiere delle pensioni e mette sul tavolo anche le minime, perché sono "troppo basse" dice il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi. Nel menù della riforma cui metterà mano il governo c'è anche la flessibilità, con la possibilità di uscire prima dal lavoro "rinunciando a qualcosa", anche l'esecutivo promette di fare attenzione ai lavoratori impiegati in settori "usuranti". Ecco come cambieranno le pensioni.

Minime. Oggi i trattamenti minimi per chi non ha versato abbastanza contributi si aggirano sui 500 euro al mese: nel 2016 interessa oltre tre milioni di pensionati. Palazzo Chigi vorrebbe estendere a questa fascia di persone il bonus da 80 euro previsto dal Jobs Act, ma solo per i redditi fino a 26mila euro annui: secondo tecnici del governo l'operazione costerebbe circa tre miliardi di euro l'anno, troppi anche nonostante la flessibilità ottenuta dall'Unione europea. Più probabile che si decida di restringere la platea a quanti hanno un reddito effettivo da pensioni sotto il minimo escludendo, quindi, quando percepiscono dall'Inps altri trattamenti come - per esempio - un assegno di reversibilità.

Flessibilità. Per gli addetti ai lavori è ormai scontato che dall'anno prossimo si potrà smettere di lavorare a 63 anni (tre anni prima di quanto stabilisca la Legge Fornero del 2011): il governo avrebbe voluto partire quest'anno, ma con i vincoli di bilancio sarebbe stato impossibile spendere 5-7 miliardi di euro. Palazzo Chigi ha quindi deciso di coinvolgere il sistema bancario: saranno banche e assicurazioni a erogare per un massimo di tre anni l'assegno pensionistico. Raggiunta l'età pensionabile, poi, il lavoratore inizierà a restituire a rata - negoziabili - il dovuto: la penalizzazione del trattamento sarà nell'ordine del 3-4% a seconda degli anni di anticipo e del reddito effettivo. Particolare attenzione sarà rivolta alle professioni usuranti: il governo vorrebbe aggiornarne l'elenco fermo da anni, salvaguardando chi davvero lavora in condizioni difficili, dai cantieri edili agli asili.

Fondi e riscatto laurea. Palazzo Chigi sta ragionando su taglio dell'aliquota fiscale sui rendimenti dei fondi integrativi (ora è al 20%) per incentivare l'adesione ai fondi complementari. Il governo pensa anche di cambiare lo schema di riscatto della laurea: non più parametri fissi calcolati sullo stipendio, ma versamenti liberi e volontari: ovviamente più saranno alti, più crescerà la pensione.


Nel corso dell’incontro di ieri al ministero del Lavoro con le delegazioni sindacali, il ministro Giuliano Poletti e il sottosegretario alla Presidenza, Tommaso Nannicini, non sono entrati nei particolari delle misure ancora in fase istruttoria ma hanno voluto garantire un metodo di lavoro: nelle prossime settimane il confronto proseguirà su due tavoli, quello dedicato alla previdenza e quello sul lavoro. Obiettivo dichiarato è di arrivare a «soluzioni condivise» che restino però all’interno dei vincoli di bilancio. Sull’Ape il punto di partenza resta quello anticipato: si prevede un taglio medio del 3-4 per cento. Che varierebbe a seconda del reddito del lavoratore (dall’1 al 3%) per ogni anno di anticipo (massimo tre) con la possibilità di arrivare anche a quota 4-5% per gli assegni più elevati. Ma la forchetta della penalizzazione potrebbe essere anche più elevata (tra il 3-4% medio fino a punte del 6-7%) per quei lavoratori che decidessero di optare per l’Ape da una posizione di vantaggio, non trovandosi cioè né in una situazione di ristrutturazione aziendale né in condizioni di disoccupazione prolungata. In quest’ultimo caso il taglio graduale sull’Ape sarebbe esentato o ridotto a valori simbolici.

Sulla dimensione del taglio e la struttura del rimborso si gioca buona parte del successo della misura allo studio, che dovrà essere giudicata conveniente dai potenziali interessati. Bisogna tener conto del fatto che da quest’anno debutta la pensione anticipata targata Fornero, accessibile solo per chi ha iniziato a versare dal 1996. Servono 20 anni di contributi, 63 anni e 7 mesi di età e l’assegno pensionistico deve essere di almeno 1.254,60 euro lordi (2,8 volte quello della pensione sociale). Saranno pochi ad avere questi requisiti, perché significa aver iniziato a versare nel 1996 a 43 anni (o rinunciare a valorizzare versamenti precedenti) ma la platea si amplierà nel corso del tempo. Queste piccole platee saranno evidentemente esentate dai tagli allo studio, così come trattamenti diversi saranno riservati ai lavoratori di categoria particolari, come per esempio quelle previste per chi ha lavorato a contatto con l’amianto e per i nati del 1952.

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Pensioni, Poletti: con la flessibilità penalizzazioni non uguali per tutti

18-05-2016 Le penalizzazioni per la flessibilità in uscita «non saranno uguali per tutti». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in vista dell’incontro del 24 maggio con i sindacati. E ha spiegato: «Abbiamo vincoli di bilancio, abbiamo un equilibrio da gestire e un tema di equità sociale. La penalizzazione non può essere uguale per tutti: chi ha perso il lavoro è diverso da chi vuole legittimamente lasciare il lavoro tre anni prima».

Poletti: con flessibilità taglio non uguale per tutti

Poletti ha dunque assicurato che il governo ha scartato l’ipotesi «di un taglio lineare» per consentire ai lavoratori di andare in pensione anticipatamente. Il meccanismo allo studio del governo, ha assicurato ancora Poletti, «parte con l’individuazione di tre anni di tre classi di età» ma prevederà, nel tempo, uno slittamento per far entrare nel beneficio nuove classi di età. «Il meccanismo durerà nel tempo ma non sappiamo se sarà strutturale o permanente» ha spiegato ancora il ministro, ribadendo come la proposta dovrà comunque tener conto «dei vincoli di bilancio, di una equità da gestire e di una equità sociale» da assicurare.

Confronto sindacati, decisioni in Stabilità»
«Sappiamo che le organizzazioni sindacali hanno una loro piattaforma previdenziale. Faremo questo incontro e ragioneremo sul tema previdenza insieme ai temi lavoro, occupazione e politiche attive. Ascolteremo le loro posizioni e poi vedremo cosa è possibile fare concretamente» ha affermato ancora il ministro del Lavoro in vista dell’incontro con Cgil, Cisl e Uil, convocato per il 24 maggio, e alla vigilia della manifestazione nazionale indetta dai sindacati dei pensionati. «Il confronto si farà - ha quindi aggiunto - la sede per le decisioni sarà la Legge di Stabilità».

Pensioni: Governo chiama i sindacati, incontro il 24/5


 

Barbagallo (Uil): niente tagli a chi esce prima
L’incontro del 24 si preannuncia acceso, con la Uil già schierata contro le penalizzazioni legate alla flessibilità in uscita. «A quel che si capisce, il governo sta pensando a una flessibilità in uscita tagliando l’assegno a chi vuole andare in riposo prima. Secondo un nostro studio un uomo che decidesse di andare in pensione a 65 anni e 7 mesi, cioè con un anno di anticipo, perderebbe ogni anno, e per tutta la vita, l’equivalente di una mensilità netta. La proposta del sindacato prevede invece di poter andare a riposo anche a 62 anni senza penalizzazioni, visto che la penalizzazione è insita nel sistema contributivo: lasciando prima il lavoro si versano meno contributi e dunque l’assegno è più basso», attacca in un’intervista a Qn, il segretario della Uil Carmelo Barbagallo.


 

La forbice del governo sul taglio

A ufficializzare la forbice per la riduzione dei trattamenti previdenziali con il decollo dell’Ape (Anticipo pensionistico) che renderà più flessibili le uscite verso la pensione degli “over 63” è stato Matteo Renzi a Porta a Porta, confermando di fatto che la riduzione della pensione sarà variabile sulla base del numero di anni dell’anticipo e dell’entità dell’assegno percepibile al momento del raggiungimento della soglia di vecchiaia. Il taglio sarà tra l’1 e il 3% l’anno. Con la possibilità di arrivare eventualmente a quota 4% per gli assegni più elevati.

Renzi ha spiegato che l’intervento sulle pensioni sarà «nella legge di stabilità» per il 2017, ma non esclude del tutto la possibilità di farlo scattare già quest’anno («se riusciamo anche prima, ma stiamo studiando i numeri»). E è detto pronto «a incontrare anche domani i sindacati dei pensionati». L’intervento sarà in ogni caso strutturale: a beneficiarne dovrebbero essere in via permanente gli over 63. In una prima fase si partirebbe con i nati nel ’51, ’52 e ’53.


 

18-05-2016  Poletti: "Le pensioni di reversibilità non si toccano e non si toccheranno. Dobbiamo affrontare il tema delle tasse, sono alte non solo per i pensionati ma anche per lavoratori dipendenti.
Poletti sulle pensioni: "Discuteremo con sindacato di un tema più largo, non solo delle pensioni. Cerchiamo di fare operazione di anticipazione, lavorando sui tre anni. Penalizzazione ci sarà, ma deve essere socialmente accettabile".

 


18-05-2016  Decine di migliaia di pensionati e di pensionate da tutta Italia sono attese domani a Roma per la manifestazione nazionale indetta dai sindacati SPI, FNP e UILP in piazza del Popolo per chiedere al governo interventi urgenti su reddito, fisco, welfare, sanità e non autosufficienza. Le tre organizzazioni sindacali dei pensionati chiedono in particolare a governo e Parlamento la difesa delle pensioni di reversibilità; la tutela del potere d’acquisto delle pensioni; il recupero del danno prodotto dal blocco della rivalutazione; la separazione tra previdenza e assistenza; uguali detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati; l’estensione degli 80 euro alle pensioni più basse; la modifica delle legge Fornero per facilitare la flessibilità in uscita e permettere l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro; maggiori risorse per l’invecchiamento della popolazione e una legge quadro per la non autosufficienza.

SPI, FNP e UILP intendono, inoltre, chiedere al governo la ripresa immediata del tavolo di confronto avviato mesi fa e poi bruscamente interrotto con il Ministro Poletti per trovare insieme le soluzioni alle situazioni di difficoltà di milioni di pensionati italiani che, oramai da anni, sono il bersaglio di una politica che specula sulla loro pelle solo per fare cassa.

La manifestazione avrà inizio alle ore 10 e terminerà entro la mattinata. Interverranno i segretari generali di Spi, Fnp, Uilp, Ivan Pedretti, Gigi Bonfanti, Romano Bellissima. E’ prevista la presenza dei Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.


18-05-2016  Sindacati convocati per il 24 maggio da parte del Ministro del lavoro, Poletti. “Speriamo che sia l’avvio di un confronto serio, costruttivo e di merito con il Governo sulla flessibilità in uscita e su tutte le altre questioni aperte sul tema previdenziale, a cominciare dalla rivalutazione delle pensioni che vedrà in piazza i sindacati dei pensionati giovedì mattina a Roma”. Così la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan ha commentato la convocazione del ministro Poletti. “E’ positivo che dopo tanti annunci, il Governo abbia finalmente convocato i sindacati sui temi della previdenza e delle politiche del lavoro. Ci auguriamo che questo rappresenti anche un cambiamento concreto della linea dell’Esecutivo verso una maggiore coesione sociale ed una auspicabile condivisione degli obiettivi che si intendono raggiungere con i provvedimenti della prossima legge di stabilità. Noi siamo pronti al confronto con la nostra piattaforma, nella consapevolezza che il tema delle pensioni è molto sentito da tutte le lavoratrici e da tutti i lavoratori italiani, ma anche da tanti giovani che fanno il loro ingresso nel mercato del lavoro". "Misure - ha aggiunto Annamaria Furlan - per favorire la crescita e l’occupazione dei giovani, investimenti pubblici, meno tasse per i lavoratori ed i pensionati, riforma della previdenza: sono questi i grandi obiettivi di politica economica sui quali è necessario oggi un patto responsabile tra il Governo e le parti sociali se vogliamo davvero far uscire il nostro paese dalla crisi economica e dalla stagnazione”.

Il braccio di ferro tra i sindacati dei pensionati e il governo viene da lontano. L’ultima polemica in ordine di tempo risale allo scorso 4 maggio, sollecitata dalle dichiarazioni del premier Matteo Renzi circa la possibilità di un suo intervento sulle pensioni nella legge di stabilità 2017 (non sull’intero sistema, come chiesto dal presidente dell’Inps, ma sotto forma di arrangiamento delle norme esistenti). “Tra reversibilità, rivalutazione degli assegni, flessibilità in uscita e altre ipotesi non è chiaro come si intenda intervenire. Noi pensiamo che bisognerebbe smetterla con gli annunci e provare a dire concretamente quello che si vuole fare, aprendo urgentemente un tavolo di confronto", aveva commentato in quell’occasione Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi Cgil. Pedretti, qualche giorno dopo, si era detto "sempre disponibile al dialogo, perché sulle pensioni c’è un grande malessere e servono delle risposte. Per questo saremo in piazza nella capitale. Senza certezze e senza un confronto di merito la nostra mobilitazione andrà avanti”.


 

13-05-2016   Renzi: "Anticipo pensionistico in Stabilità 2017, pronti a incontrare sindacati" Il premier su anticipo pensionistico: stiamo studiando i numeri.


13-05-2016  Pensioni anticipate, con Ape taglio dell'1-3 per cento probabilmente dal 2017 si partirebbe con i nati nel ’51, ’52 e ’53.


I conti di Boeri

12-05-2016  Sul sì alle unioni civili è intervenuto in giornata anche il presidente dell’Inps Tito Boeri, facendo i conti dell’impatto economico del nuovo provvedimento. In particolare il tema è quello della reversibilità delle pensioni, prevista nel ddl Cirinnà per unioni civili per le coppie gay (ma non per le coppie di fatto etero e non). «C’è un impatto sui conti, ed è inevitabile che ci sia, ma è nell’ordine di qualche centinaio di milioni di euro ed è quindi sostenibile», ha spiegato Boeri a margine della presentazione del Rapporto Favo sull’assistenza dei malati oncologici.

 


12-05-2016 Continuano le rivendicazioni dei Comitati territoriali per  la settima salvaguardia e l'istituzione di un'ottava misura di tutela, mentre i lavoratori precoci insistono per poter ottenere la quiescenza con 41 anni di versamenti.

 

L'ultimo episodio in ordine di tempo riguarda purtroppo il respingimento di una parte della platea dei salvaguardati con la legge di stabilità 2016.

L'Inps sta infatti congelando alcune domande dei lavoratori in mobilità, ovvero di quelle persone che sono rimaste senza stipendio a causa della cessazione d'attività, oppure per via dell'attivazione di procedure concorsuali.

All'interno di una comunicazione risalente allo scorso anno, l'Istituto di previdenza aveva interpretato la normativa spiegando di non ritenere necessario un accordo con il proprio datore di lavoro allo scadere del 2011, anche se restava comunque necessaria la risoluzione del contratto entro lo scadere del 2014.

La questione però non appare ancora definitivamente risolta, visto che al riguardo la stessa Inps ha ritenuto opportuno interpellare il Ministero del lavoro, da cui resta ora in attesa di una risposta. Ma i casi di respingimento delle domande riguardano in particolare i lavoratori con indennità di mobilità: scopriamo insieme perché e dove risiede il problema.

Un caso particolare riguarda proprio i lavoratori che vorrebbero accedere alla settima salvaguardia parlamentare tramite la maturazione dell'indennità di mobilità

Ricordiamo che per questi soggetti l'asticella dei versamenti è stata improvvisamente alzata a 42 anni e 10 mesi di versamenti (un anno in meno per le donne).
Sulla base di questi parametri, vi sono pensionandi che al momento si vedono respingere la domanda poiché acquisiranno il vincolo contributivo proprio durante la mobilità.
Vi sono poi coloro a cui è stata sospesa la mobilità, ad esempio a seguito della sottoscrizione di nuovi contratti di lavoro a tempo determinato. Per queste persone, la circolare numero 50 del 2016 ha previsto un'interpretazione di tipo restrittivo, che ne limita il calcolo al termine del 2015.

Nel frattempo proseguono le rivendicazioni dei lavoratori per l'avvio dell'ottava salvaguardia parlamentare e per l'introduzione dell'uscita dal lavoro al raggiungimento dei 41 anni di versamenti. I comitati territoriali si stanno preparando per la manifestazione di piazza indetta a Roma il prossimo 19 maggio, ma contestualmente cresce anche il pressing online tramite la petizione lanciata sul sito progressi.org/pensioni, con la quale si chiede l'approvazione della proposta di legge 857 del 2013 assieme all'avvio dell'ottava salvaguardia degli esodati e all'uscita dei lavoratori precoci.