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Ex sportellisti, ora mancano 20 milioni

 giornale di sicilia

 

palermo 05.08.2017

Mancano 20 milioni all'appello tra le risorse che avrebbero dovuto consentire ai 1.700 ex sportellisti, dipendenti della Formazione esperti in politiche del lavoro, di tornare in attività. Dalla Regione rassicurano sul fatto che ci sono pur sempre 6 milioni nel bilancio regionale e altri 60 milioni per questo bacino per i prossimi anni, ma il caso è già esploso e i tempi rischiano di allungarsi.

Perché quei 20 milioni, spiega Adriana Vitale, leader di questo gruppo di lavoratori, erano somme messe a disposizione dal ministero e immediatamente disponibili, al contrario del 60 milioni che invece, essendo finanziati dal Fondo sociale europeo, hanno l’obbligo di seguire un iter più complicato. Insomma, il ritorno al lavoro degli sportellisti torna ad essere complicato quando sembrava essere giunto al traguardo. Per questo Vitale ha iniziato lo sciopero della fame assieme a una delegazione di lavoratori e con loro a sostenere la protesta è presente anche il deputato di Forza Italia, Vincenzo Figuccia.

Il giallo dei 20 milioni spariti è legato a un accordo che il governo regionale sembrava ormai avere in pugno con Roma. La versione degli uffici del Lavoro è che la sconfitta di Renzi al referendum e le dimissioni del premier hanno rimescolato le carte e ora quelle somme sono tornate in discussione pur essendo state già previste in una delibera di giunta. «Ma i sottosegretari sono sempre gli stessi, perché quelle risorse non sono state rivendicate?» attaccano i Cinque Stelle.

Le uniche somme certe – dice quindi Vitale – sono quei 6 milioni del bilancio. Chiediamo che ne vengano stanziate almeno altrettante per avere la garanzia di poter rientrare e avere la copertura economica nell'attesa che il fondo sia rimpinguato». Gli altri 60 milioni a disposizione serviranno infatti a pagare l’attività degli sportellisti in alcuni progetti di inclusione sociale che dovrebbero partire prima dell’anno. Si tratta di due misure in favore delle donne e delle famiglie disagiate che saranno gestite dal Ciapi di Priolo. Dal dipartimento del Lavoro rassicurano sul fatto che il ritorno all'attività degli sportellisti non è in discussione e che le somme già a disposizione serviranno a pagare le ore di lavoro necessarie a portare avanti questi due progetti. Ma sindacati e opposizione insorgono. «Non sono chiari alcuni passaggi – scrive la Uil Scuola Sicilia e della Uil Sicilia in una nota - l’assessore ha fornito alcuni dati del progetto esecutivo dei 6 milioni che la legge ha destinato al potenziamento dei centri per l'impiego in materia di politiche attive del lavoro. Ma si parla di acquisire un parere preventivo della Corte dei Conti che non esiste più da quanto sostiene l’Autorità di gestione. E se il progetto contiene solo i 6 milioni del bilancio regionale non ci sarebbe la necessità di inviarlo alla Corte dei conti che verifica la legittimità degli atti a valere del fondo sociale. E infine perché si invia prima il progetto esecutivo e dopo la convenzione quando la procedura, come da manuale Fse, in caso di assegnazione in house providing, prevede esattamente il contrario?». Anche i Cinque Stelle attaccano e in una interrogazione all'assessore Carmencita Magano chiedono di sapere che fine abbiano fatto « fondi Pon Spao 2014-2020 da cui vengono attinti 40 milioni, 20 per il 2016 e 20 per il 2017, specificamente destinati agli sportelli multifunzionali». I sindacati intanto sono al lavoro per organizzare a breve una fiaccolata a Palermo per chiedere interventi in favore dell'occupazione e delle politiche del lavoro «e contro la burocrazia regionale che rallenta la spesa dei fondi che sono disponibili». Ri. Ve.