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Formazione, emendamento al collegato e silenzio sulla gestione degli esuberi

 musumeci

 

18.05.2018 - In un emendamento al collegato, presentato del governatore Musumeci, sono previsti lo sdoppiamento’ dell’albo dei formatori e le sanzioni per chi non rispetterà le regole

Secondo la norma all’albo dei lavoratori frutto della legge 24 del 1976 si affianca un nuovo albo, quello degli aspiranti nuovi dipendenti della Formazione.

Come si procederà quindi per le assunzioni: “Per il triennio 2018-2020 – recita l’emendamento - gli organismi di formazione accreditati nello svolgimento dell’attività formativa finanziata anche parzialmente dalla Regione, in caso di nuove assunzioni danno priorità” appunto agli iscritti al “vecchio” elenco. Le sanzioni? Sono molto dure, ossia la sospensione o addirittura la revoca dell’accreditamento: in pratica la perdita della ‘patente’ per accedere ai fondi pubblici nella Formazione. Questo albo secondo il termine che il governo ha adoperato nella relazione illustrativa dell’emendamento, viene “cristallizzato”: lì non si può più entrare fino al 2020 e l’albo è, quindi, ovviamente, a esaurimento.

Ma sempre secondo l’emendamento arriva un nuovo albo.

Anzi, un elenco nel quale “confluiscono” le nuove richieste di lavoro nel settore. A questo elenco si può fare ricorso “esclusivamente nelle ipotesi di impossibilità di reperire le relative figure professionali nell’ambito” del vecchio albo.

In teoria prima, i lavoratori “storici”. Poi, eventualmente, spazio ai nuovi.

Ma questa norma garantirà veramente il futuro di oltre tremila dipendenti che hanno perso il posto e di altri 4 mila che a vario titolo sono rimasti nell’orbita degli enti malgrado il blocco dei corsi e quindi degli stipendi  oppure con la scusante di cavillosi requisiti,  aprirà un nuovo bacino di clientele e posti di lavoro?.

Il parere degli Enti

Come riportato dal Giornale di Sicilia nei giorni scorsi, secondo Navetta «i vecchi enti cercheranno di rispettare l’impegno preso col personale licenziato o rimasto in servizio senza stipendio negli anni scorsi. Ma è chiaro che gli enti nuovi cercheranno altrove i docenti e questo crea disparità».

Joseph Zambito, leader dell’Anfop che raggruppa le sigle più nuove, contesta questa visione: «Anche noi ci siamo impegnati a trovare il personale attingendo “prioritariamente” all’albo degli storici formatori. Solo se lì non troveremo le professionalità che servono ai nostri corsi ci rivolgeremo all’esterno».

Il parere di Flc CGIL, CIAL SCUOLA, UIL SCUOLA

“Apprezzabile l’iniziativa del governo di presentare un emendamento al collegato della finanziaria, di cui apprendiamo oggi la notizia, per tutelare i lavoratori dell’albo della formazione professionale”. Lo dichiarano i segretari regionali generali della Flc Cgil, Graziamaria Pistorino, della Cisl Scuola, Francesca Bellia, e della Uil Scuola, Claudio Parasporo. La norma, se approvata, prevede che per un triennio gli organismi accreditati gestori della formazione siano obbligati ad attingere dal bacino degli operatori già presenti nell’albo.

“Si concretizzerà attraverso la legge – aggiungono – ciò che ha rivendicato in questi anni il sindacato confederale, un elenco ad esaurimento per l’attuazione di azioni di reimpiego del personale privo d’incarico o licenziato negli anni appena trascorsi, durante la tragica crisi del sistema della formazione professionale siciliana che ha visto penalizzati prevalentemente i lavoratori del comparto e dalla quale si stenta a venire fuori”.

“Certamente – continuano – va evitato il rischio di creare aspettative per nuovi lavoratori precari senza reali prospettive occupazionali e andranno messi in atto comportamenti responsabili, ma va fatto ripartire il sistema, garantendo lavoro ed occupazione e ampliando le tutele. Il provvedimento presentato all’Ars appare già positivo per iniziare il riordino del settore”.

Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola hanno chiesto un urgentissimo incontro con i capigruppo parlamentari per chiedere garanzie sull’approvazione del testo. “Siamo certi – concludono Pistortino, Bellia e Parasporo – di incontrare la sensibilità sociale della politica al servizio dei cittadini”.

La sentenza del TAR

Il tutto mentre con una sentenza dell’11.05.2018, (che farà discutere) il Tar ha sancito che gli enti di formazione accreditati debbono chiaramente svolgere la propria attività con criteri imprenditoriali e di mercato secondo prudenti criteri di gestione del rischio d’impresa, costituendo l’accreditamento solo una delle possibili fonti di ricavo.

L'avvio dei corsi

Intanto l’avvio dei corsi è previsto per i primi di luglio   Si registrano 445 sigle di Enti per 570 progetti

Il bando per i nuovi corsi, che conta su un finanziamento da 125 milioni circa (ma solo 110 per le lezioni), non è stato impugnato da alcun ente.

Invece per quanto riguarda le soluzioni per i lavoratori che resteranno fuori, tutto tace, non risultano avviate procedure né a livello nazionale, né a livello regionale per la gestione del settore in crisi e sale tra gli operatori della formazione, il dubbio di ritrovarsi davanti ad una nuova beffa, perlomeno riguardo i prepensionamenti e la gestione degli esuberi.

Alcune considerazioni

Rispetto al Governo precedente, a parte gli inutili proclami,  le novità sembrano davvero poche e le recenti notizie che mettono sul banco degli imputati alcuni esponenti dell’antimafia, seppur confermano tanti sospetti, danno la certezza che il male della sicilia non sono soltanto i mafiosi ma anche molti paladini, professionisti, dell’anti mafia.

Forse solo attraverso questa malsana rete di complicità si può spiegare, tra le tante malefatte, perché uno come Crocetta sia riuscito a favorire il licenziamento di migliaia di lavoratori della formazione, senza proteste eclatanti e nel quasi silenzio generale da parte di tutti i soggetti che di solito si mobilitano, per gli altri settori, anche davanti al licenziamento di pochi dipendenti.