LO SHERATON LICENZIA 164 DIPENDENTI

  Lo Sheraton licenzia 164 dipendenti

24.03.2022 -  Dopo cinque ore di discussione con Regione Lazio, sindacati e parti sociali la proprietà ha confermato il licenziamento di tutti i suoi 164 dipendenti.

A restare senza occupazione, dopo due anni di cassa integrazione, saranno operai, amministrativi, chef, addetti alle camere, prenotazioni e ricevimento oltre che segretari e front office manager. Qualcuno in forze allo Sheraton da trent’anni. 

“Noi abbiamo reso prestigio all’hotel e in cambio siamo stati tutti mandati a casa”, hanno ribadito i lavoratori nell’ennesimo presidio di protesta contro i licenziamenti che li tutti bollano come “ingiusti”. Già perchè lo Sheraton Roma Hotel & Conference Center, chiuso a causa della pandemia dal marzo del 2020, non è in dismissione ma in piena ristrutturazione. Riaprirà più moderno, nuovo e lussuoso a marzo 2023 ma lo farà senza i suoi lavoratori storici. Tutti licenziati. 

 “L’azienda si è mostrata indisponibile a ogni richiesta, indisponibile a valutare qualsiasi strumento alternativo ai licenziamenti annunciati, a partire dagli ammortizzatori sociali, che per il settore alberghiero hanno trovato conferma anche nel recente decreto e nella circolare 18 marzo del Ministero del Lavoro” - hanno commentato a margine dell’incontro l’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, e l’assessore al Turismo, Valentina Corrado. Il rammarico è grande. Lo Sheraton ha declinato anche l’invito al tavolo del prossimo 5 aprile, quello dove siederà anche il governo con i ministri Garavaglia e Orlando per affrontare la crisi del turismo nella Capitale. Oltre ai lavoratori dell’hotel dell’Eur, lottano contro i licenziamenti anche gli oltre 100 dipendenti di Cicerone, Majestic e Ambasciatori Palace.  La Regione Lazio: “Con Sheraton mancato accordo, non ci stiamo”“L’azienda ha detto no anche agli strumenti di contenimento del costo del lavoro, come l’aspettativa non retribuita, messi sul tavolo da parte degli stessi dipendenti dell’azienda e ha detto no a valutare il ricorso alla clausola di salvaguardia per mantenere le stesse professionalità al momento della riapertura dopo il periodo di chiusura della struttura alberghiera. Come Regione Lazio - tuonano Di Berardino e Corrado - ci aspettavamo un atteggiamento più responsabile da parte di una struttura alberghiera così importante come lo Sheraton. Al fine di accompagnare il percorso di ristrutturazione annunciato, abbiamo anche messo a disposizione la formazione e la riqualificazione delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Purtroppo - hanno concluso i due assessori - anche questo strumento di tutela delle professionalità non è stato preso in considerazione da parte dell'azienda che ha dimostrato di non voler accedere ad alcun percorso condiviso di salvaguardia dei livelli occupazionali e di valorizzazione dell'attività produttiva”.