Reddito di cittadinanza, le prime correzioni

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29.03.2021 - Reddito di cittadinanza, le prime correzioni

Il Governo Draghi prova ad introdurre i primi correttivi al reddito di cittadinanza per in vista della rimodulazione della misura in un’ottica di politica attiva e non di mero assistenzialismo. Per ora sono piccoli aggiustamenti, in vista di una revisione del sistema che faccia funzionare finalmente la parte che riguarda il ricollocamento al lavoro dei beneficiari della misura.
Per rifinanziare lo strumento è stato stabilito un incremento dell’autorizzazione di spesa di 1 miliardo, arrivando così a 8,2 miliardi per quest’anno. La media mensile resta leggermente inferiore ai 700 milioni e le famiglie beneficiarie, a gennaio, sono state 1,2 milioni. Con un aumento consistente - quasi del 20% - rispetto alla fine del 2019, dovuto all’emergenza sanitaria ed economica.
Sul fronte delle regole, si è deciso di consentire a chi accetta un lavoro di poter percepire automaticamente di nuovo il Reddito di cittadinanza, una volta terminato il lavoro, se l'importo complessivo percepito non supera la soglia prevista per l'erogazione. Un modo per incentivare i beneficiari ad accettare lavori anche a termine.
Contrariamente a quanto avvenuto finora, dunque, una volta concluso questo contratto temporaneo, il sussidio riparte in automatico e viene subito erogato, senza bisogno di presentare una nuova domanda all’Inps (la procedura che veniva utilizzata finora). Questo automatismo, secondo le stime riportate dal Sole 24 Ore, potrebbe riguardare 20mila soggetti da qui alla fine dell’anno. Tra il 2019 e il 2020, infatti, sono stati 43mila i beneficiari del reddito di cittadinanza che hanno perso il sussidio per qualche mese stipulando un contratto di lavoro temporaneo. In quei casi, una volta terminato il lavoro, hanno dovuto aspettare qualche mese prima di avere il rinnovo, non ricevendo il beneficio. Cosa che ora non avverrà più