Legge di bilancio 2021: scuola, la FLC CGIL propone specifici emendamenti al DDL 2790

 

 

Legge di bilancio 2021: scuola, la FLC CGIL propone specifici emendamenti al DDL 2790

http://www.flcgil.it/scuola/legge-bilancio-2021-scuola-flc-cgil-propone-emendamenti-ddl-2790.flc

Principali argomenti: potenziamento organici, superamento precariato, concorsi, formazione e mobilità, eliminazione ultimi residui della “buona scuola”, invalsi, sospensione attività PCTO.

Salvaguardia dei livelli occupazionali.

Stabilizzazione su posti interi del personale ATA ex LSU e contemporaneo aumento di 2.288 posti più di collaboratore scolastico.
La trasformazione dei posti da tempo parziale a tempo pieno per il personale ATA ex LSU assunto per legge su posti in part-time è una misura giusta e necessaria che deve avvenire non a scapito di quanti, da anni supplenti collaboratori scolastici, attendono l’immissione in ruolo: per evitare la contrapposizione fra le diverse categorie di lavoratori, entrambe meritevoli di ottenere un posto di lavoro pieno e stabile, è sufficiente incrementare il numero delle immissioni in ruolo dei collaboratori scolastici (2.288 in più), ove si tenga conto che circa 10.000 posti di collaboratore scolastico vengono ogni anno attribuiti in supplenza nel cosiddetto organico di fatto che andrebbe semmai tutto trasformato in organico di diritto e che anche a seguito dell’attribuzione dell’ cosiddetto organico supplente aggiuntivo di contrasto al COVID molte scuole hanno chiesto soprattutto l’attivazione di posti di collaboratori scolastici. Questo a conferma della necessità che emerge dalle scuole di implementare le suddette dotazioni organiche.

Funzionalità dei servizi scolastici.
Per poter garantire durante tutto l’anno scolastico una rapida sostituzione del personale scolastico ATA, occorre abrogare la norma che limita il conferimento delle supplenze brevi al personale amministrativo e tecnico soltanto dopo il trentesimo giorno di assenza, e quello del personale collaboratore scolastico, dopo sette giorni di assenza. Tale norma risulta tanto più iniqua laddove si pensi agli accresciuti bisogni delle scuole, soprattutto per l’attuazione di tutte le misure di sicurezza, protezione e igienizzazione dei locali dovute all’emergenza epidemiologica