I 4000 ex lavoratori delle pulizie delle scuole non sono scudi umani

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24.03.2020 - I 4000 ex lavoratori delle pulizie delle scuole non sono scudi umani

Paradossalmente abbiamo usato un titolo a tinte forti, ma non pensiamo di esagerare!.

Quello che si sta verificando, a livello nazionale, per 4000 lavoratori che prestavano da parecchio tempo, servizio per la pulizia delle scuole, ha dell'incredibile!

Esclusi dalla procedura selettiva per l'internalizzazione, per motivi inerenti alla mancanza dei requisiti previsti dal bando, al termine della fase amministrativa,  la procedura dei licenziamenti collettivi presso il ministero del lavoro, si era conclusa con un mancato accordo.

Come prevede la prassi a quel punto le imprese avrebbero dovuto procedere ai licenziamenti collettivi che perlomeno avrebbe consentito ai licenziati di percepire per 24 mesi, la Naspi.

Ma contravvenendo alle procedure della legge 223/91, le imprese  hanno applicato con una interpretazione unilaterale,  l'art.34 del CCNL Multiservizi, disponendo la sospensione dei lavoratori senza diritto alla retribuzione, sperando che siano essi a licenziarsi.

Come è noto le dimissioni di un dipendente fa perdere il diritto a potere percepire la Naspi.

Ed è questo il primo atto che le imprese hanno messo in campo ritenendo di poterla fare franca come prima cosa per non pagare il contributo della Naspi per ogni dipendente ed allo stesso tempo sollevare il problema nella speranza che il governo gli conceda delle opportunità per farli galleggiare ancora in quel sistema, di appalti finanziati dallo stato.

Ancora più grave, il fatto che alcune imprese hanno fatto già sapere ai dipendenti che non applicheranno gli ammortizzatori sociali, quali cassa integrazione o Fis, finanziati in deroga dallo stato che per loro non avrebbero nessun costo.

Secondo noi è chiaro il tentativo da parte di qualcuno di utilizzare i 4000 ex lavoratori delle pulizie delle scuole come scudi umani per ottenere dal governo ulteriori concessioni!.

In tutto questo, ad oggi, la voce dei sindacati non si è fatta ancora sentire.