La Legge sulle dimissioni volontarie

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19.02.2020 - Le dimissioni sono l’atto volontario con cui il lavoratore dipendente recede dal rapporto di lavoro.

Dal 12 marzo 2016, a seguito delle riforme introdotte con l’art. 26 del d.lgs. 151/2015, non è più sufficiente che il lavoratore comunichi al datore di lavoro le proprie dimissioni. La nuova normativa prevede infatti che le dimissioni si possano considerare efficaci solo laddove venga completata anche una nuova procedura telematica, introdotta per consentire al dipendente di comunicare la propria decisione e tutelerarsi così da eventuali costrizioni o forzature. In particolare, la comunicazione deve avvenire via web attraverso l’uso di appositi moduli, resi disponibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e trasmessi al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente.

L’accesso alla procedura telematica avviene tramite il portale www.cliclavoro.gov.it secondo due differenti modalità. Si distinguono cioè una procedura cosiddetta “diretta” ed una definita invece “assistita”.

    Procedura diretta: il lavoratore, per poter procedere direttamente all’invio telematico del modulo di dimissioni online, deve dotarsi del PIN dispositivo, rilasciato dall’INPS e che lo identifica nelle procedure di trasmissione telematica. Solo a PIN acquisito, il dimissionario potrà accedere autonomamente all’apposita sezione del portale ministeriale nonché alla compilazione della modulistica prevista. Una volta terminata la fase di inserimento dei dati richiesti, il lavoratore potrà completare la procedura con l’invio del modulo.   
    Procedura assistita: il lavoratore, in alternativa alla procedura diretta, può rivolgersi agli intermediari individuati dalla norma (l’Ispettorato territoriale del lavoro, le Commissioni di certificazione, i Consulenti del Lavoro, i patronati, le organizzazioni sindacali e gli enti bilaterali) i quali, una verificata la libera volontà del lavoratore di recedere dal contratto di lavoro, provvederanno al perfezionamento delle dimissioni.
La revoca delle dimissioni

In caso di ripensamento, il lavoratore ha  facoltà di revocare le dimissioni - ciò vale anche per la rescissione consensuale - entro 7 giorni dalla data di trasmissione del modulo e con le medesime modalità telematiche con cui sono state rese.

In caso di mancato completamento della procedura prevista, il datore di lavoro ha l’obbligo di invitare il lavoratore al suo perfezionamento. Qualora, nonostante i solleciti, persista l’inadempimento da parte del lavoratore, il datore di lavoro è legittimato a contestarne l’assenza ingiustificata dal posto di lavoro tramite l’avvio di un procedimento disciplinare, ai sensi dell’art. 7 della Legge 300/70, al termine del quale potrà sanzionare la condotta illecita con il licenziamento, ricorrendo i presupposti dell’assenza ingiustificata.