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Scuole di Napoli senza collaboratori

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Scuole di Napoli senza collaboratori, non si può restare inerti. Dichiarazione di Maddalena Gissi


15.01.2020 - “Quando ci si trova di fronte a situazioni come quella delle scuole di Napoli, dove non si riesce a far fronte alle pulizie e ai servizi mensa, l’unica cosa che non si può fare è rimanere senza far nulla. A situazioni eccezionali si risponde, se necessario, con misure eccezionali”. Lo afferma la segretaria generale CISL Scuola, Maddalena Gissi, commentando l’emergenza in atto in tanti istituti della provincia di Napoli privi di personale collaboratore scolastico a causa del protrarsi delle procedure di assunzione del personale ex LSU; personale la cui disponibilità è venuta nel frattempo meno, perché le ditte da cui dipende non hanno rinnovato i contratti di servizio con le singole istituzioni scolastiche. Risultato, le scuole non possono coprire con regolarità i servizi di pulizia e di mensa, trovandosi a operare con organici ridotti, una riduzione legata proprio al fatto che si avvalevano di quei servizi esterni che ora non vengono più forniti.
A nulla sono valse finora le proteste delle scuole e dei sindacati, che vedono da un lato lavoratori privi di stipendio e dall’altro l’impossibilità di garantire condizioni minimali di igiene nelle scuole. Le organizzazioni sindacali, considerato che le lezioni sono riprese ormai da una settimana e che in recenti incontri al Ministero del Lavoro non sono state individuate soluzioni, hanno deciso di rivolgersi ai prefetti, segnalando la gravità della situazione, configurabile come vera e propria emergenza, con importanti risvolti sociali, alla quale occorre rispondere con provvedimenti straordinari e tempestivi. “Si coprano le esigenze con la nomina di supplenti temporanei – sostiene Maddalena Gissi - Se si ritiene che non sia possibile, allora si adottino altre soluzioni ma si faccia qualcosa, perché gli alunni hanno il sacrosanto diritto di studiare in ambienti puliti, così come di poter fruire del tempo scuola senza decurtazioni indotte dall’impossibilità di accedere al servizio di mensa. Non è pensabile che lo Stato rimanga inerte quando rischia di venir meno un servizio pubblico di fondamentale importanza, specie in aree dove non mancano certo le criticità di ordine sociale. Lo ripeto, l’unica cosa che non si può fare è non fare niente. Sarebbe inspiegabile e intollerabile”.


Salerno, scuola senza bidelli

La dichiarazione di Carla Romano, dirigente dell’istituto Rita Levi Montalcini di Salerno. Una maxi scuola che raccoglie bambini dai 3 ai 13 anni e che rischia di rimanere almeno fino a marzo senza il numero adeguato di Ata, ovvero di collaboratori scolastici, necessari alle sue esigenze. Tra i bidelli, infatti, il 25% è coperto da ex lavoratori socialmente utili, che con contratti a tempo determinato venivano assunti da ditte del territorio. Ora che la gestione del servizio di pulizia e vigilanza sta cambiando-con il decreto scuola si torna al personale interno, abbandonando gli appalti esterni che spesso non erano adeguati alle necessità, c’è una piccola rivoluzione in atto. Ma non in tutti i casi funziona tutto a dovere. «Nel nostro caso, solo a marzo avremo la gestione tutta interna. Intanto quella quota di ex Lsu in carico alla Manital ci è stata tolta perché l'azienda è fallita e nessuno ha interesse a rifare un contratto con soli due mesi di lavoro. Così siamo costretti a chiedere ai bidelli turni di nove anziché di sei ore, e soprattutto non riuscendo a coprire tutto, dobbiamo tralasciare un po' la pulizia e lasciare addirittura un piano scoperto. Sei persone sembrano poche, ma quando si hanno 12 plessi....».

E purtroppo la situazione sembra non essere isolata. Spiega Marco Uliano, preside di Napoli, che diverse scuole campane si trovano nella stessa condizione: «La Manital da giugno sta creando problemi. I lavoratori sono senza stipendio da mesi. Il punto è che né l’ufficio scolastico regionale né il ministero ci danno retta, perché probabilmente puntano tutti a marzo, a quando ci saranno lavoratori interni e certi problemi non si verificheranno più. Ma intanto noi abbiamo tanti plessi in difficoltà e non sappiamo a chi rivolgerci: da quando sono riprese le lezioni, dopo le vacanze estive, la situazione sta degenerando e nessuno ci dà ascolto.»