Arriva il buono ricollocazione

(nella foto il Presidente dell'Anpal Maurizio del Conte)

23-11-2016  Sul versante delle politiche attive manca ancora all’appello, ma dovrebbe andare a regime nel 2017, l’assegno di ricollocazione, un voucher spendibile in servizi per ritrovare un impiego, il primo passo per legare a doppio filo il sussidio monetario alle politiche attive.

Non ne beneficeranno tutti: nella fase sperimentale (che ha un bugdet di 32 milioni) ci sarà un’estrazione che premierà tra i 10mila e i 20mila disoccupati. Per partecipare bisognerà iscriversi al “portale unico registrazione persone in cerca di lavoro”, in fase di avvio, e comunicare di essere disoccupati e disponibili a un lavoro e alle iniziative dei servizi per l’impiego. Tra i requisiti anche la titolarità della Naspi da almeno 4 mesi. L’Anpal (Agenzia nazionale delle politiche attive) estrarrà fra i 10mila e i 20mila disoccupati cui spetterà questo buono con un valore tra i mille e i 5mila euro.

«Entro fine novembre metteremo a disposizione di cittadini e imprese il portale delle politiche attive Anpal – spiega il presidente Maurizio Del Conte – e avvieremo la sperimentazione dell’assegno di ricollocazione, prima vera misura nazionale di accompagnamento personalizzato al lavoro. Finalmente vediamo i frutti del tanto lavoro fatto negli ultimi mesi».

Dovrebbe così prendere slancio la nuova organizzazione del mercato del lavoro e la definizione dei percorsi di politica attiva che finora hanno faticato a vedere la luce, con i disoccupati che continuano a recarsi fisicamente ai centri per l’impiego per l’accertamento del loro status, in assenza del sistema informativo.

«I centri per l’impiego -commenta Guglielmo Loy, segretario confederale Uil – continuano a dover scontare le incertezze di una norma che non ha fatto chiarezza sulle funzioni, sulle responsabilità organizzative e soprattutto sul necessario ampliamento di risorse economiche e umane. Senza contare le incertezze politiche, l’esito del referendum costituzionale e il ruolo che dovranno svolgere le Regioni». Un primo passo in avanti è stato comunque fatto con la previsione all’interno del disegno di legge di Bilancio di un accantonamento di risorse pari a 220 milioni per il funzionamento dei centri per l’impiego.

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