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TABELLE CCNL Commercio Distribuzione e servizi 2015

 

CCNL TERZIARIO....30 MARZO 2015....................

CCNL TERZIARIO 2011....

 

 

 


 

CCNL TERZIARIO 2008


La malattia nel CCNL Commercio - TERZIARIO


 

 

paga base – DAL 1/04/2015

 
           
Tabella retributiva dal 1°Aprile 2014
Livelli paga base 10/2013 aumento 01/2015 Contingenza Indennità varie Totale
Q 1.749,07 26,04 540,37 252,83 2.568,31
1 1.575,55 23,46 537,52 2,07 2.138,60
2 1.362,86 20,29 532,54 2,07 1.917,76
3 1.164,87 17,34 527,90 2,07 1.712,18
4 1.007,46 15,00 524,22 2,07 1.548,75
5 910,19 13,55 521,94 2,07 1.447,75
6 817,15 12,17 519,76 2,07 1.351,15
7 699,58 10,42 517,51 7,23 1.234,74

Il commercio firma il contratto: 85 euro di aumento per tre milioni di lavoratori e orario flessibile


Livello
1/4/2015
1/11/2015
1/6/2016
1/11/2016
1/8/2017
Quadro
1.775,11
1.801,15
1.827,19
1.854,97
1.896,64
I
1.599,02
1.622,48
1.645,94
1.670,96
1.708,49
II
1.383,14
1.403,43
1.423,72
1.445,36
1.477,83
III
1.182,21
1.199,55
1.216,89
1.235,39
1.263,14
IV
1.022,46
1.037,46
1.052,46
1.068,46
1.092,46
V
923,73
937,28
950,83
965,29
986,97
VI
829,33
841,50
853,67
866,65
886,12
VII
710,00
720,42
730,84
741,95
758,62
Viagg. 1.a categ
965,17
979,33
993,49
1.008,59
1.031,25
Viagg. 2.a categ.
808,69
820,58
832,47
845,15
864,17

 


E' stato inoltre definito un elemento economico di garanzia che verrà erogato con la retribuzione di novembre 2017 e compete ai lavoratori a tempo indeterminato nonché agli apprendisti e ai contratti di inserimento in forza al 31/10/2017, che risultino iscritti nel libro unico da almeno sei mesi. L'  azienda calcolerà l’importo spettante, secondo quanto previsto dall’art. 191, in proporzione all’effettiva prestazione lavorativa svolta alle proprie dipendenze nel periodo 1/1/2015 - 31/10/2017. L’importo non è utile ai fini del calcolo di nessun istituto di legge o contrattuale, ivi compreso il trattamento di fine rapporto ed è assorbito, sino a concorrenza, da ogni trattamento economico individuale o collettivo aggiuntivo rispetto a quanto previsto dal CCNL Terziario, che venga corrisposto successivamente all’1/1/2015;

 

 


 

31 marzo 2005

Ecco cosa prevede l' accordo sul fronte degli orari.

 

Natale e saldi
Nei periodi di picco di lavoro (come per esempio il periodo natalizio o i saldi per i negozi ma anche giugno per le aziende che fanno servizi alle imprese) le imprese possono chiedere ai loro dipendenti di lavorare quattro ore in più (per un massimo di 16 settimane nell'arco di 12 mesi) senza che sia necessario l'ok del sindacato né del lavoratore stesso e senza che si paghi lo straordinario. Naturalmente le ore saranno recuperate (nell'arco dei 12 mesi seguenti) ma in periodi che per l'azienda sono meno impegnativi e nei quali c'è meno bisogno di personale.

 

La nuova flessibilità
Questa flessibilità, spiegano alla Confcommercio, è molto importante in un settore nel quale sono frequenti i picchi di attività. L'accordo che riguarda circa tre milioni di persone e prevede un aumento di 85 euro mensili a regime per i lavoratori al quarto livello a fine 2017 prevede anche norme sul sottoinquadramento nel caso di assunzione di persone ''deboli'' come i disoccupati o coloro che hanno concluso l'apprendistato senza che ci sia stata una stabilizzazione.

 

Le nuove assunzioni
Con queste persone può essere stipulato un contratto a tempo determinato di 12 mesi con 6 mesi con un sottoinquadramento di due livelli e 6 mesi con un sottoinquadramento di un livello. Il sottoinquadramento di un livello è concesso per altri 24 mesi in caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato. Il contratto è in vigore dal 1 aprile 2015 al 31 dicembre 2017. Fino al 31 marzo prosegue la vigenza del vecchio contratto (teoricamente doveva scadere a fine 2013) ma per il 2014 e i primi tre mesi del 2015 non sono previste ''una tantum''.

 


 

 

31 marzo 2005

 

La Confcommercio e i sindacati del commercio hanno raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto della categoria: sono circa tre milioni i lavoratori interessati. L’aumento medio al quarto livello a regime (gli aumenti saranno corrisposti con cinque tranche) sarà di 85 euro al mese. Il contratto ha validità dal 1 aprile 2015 alla fine del 2017.

 

Importanti novità anche sul fronte dell’orario di lavoro. L’accordo prevede infatti fino a 44 ore settimanali senza che scatti lo straordinario per un massimo di 16 settimane con il surplus di lavoro da recuperare entro i 12 mesi. In pratica, l’azienda può chiedere al dipendente nei periodi di picchi di lavoro con un preavviso di soli 15 giorni di lavorare 44 ore invece delle 40 canoniche, programmando il recupero dell’orario supplementare nei 12 mesi successivi.

 

 


 

Nel periodo natalizio o dei saldi per i negozi, ma anche in giugno per le aziende che fanno servizi alle imprese, i datori di lavoro possono chiedere ai loro dipendenti di lavorare quattro ore in più senza che sia necessario l’ok del sindacato né del lavoratore stesso e senza che si paghi lo straordinario. Le ore saranno recuperate (nell’arco dei 12 mesi seguenti) ma in periodi che per l’azienda sono meno impegnativi e nei quali c’è meno bisogno di personale. L’accordo prevede anche norme sul sottoinquadramento nel caso di assunzione di persone ''deboli'' come i disoccupati o coloro che hanno concluso l’apprendistato senza che ci sia stata una stabilizzazione. Con queste persone può essere stipulato un contratto a tempo determinato di 12 mesi, di cui 6 mesi con un sottoinquadramento di due livelli e 6 mesi con un sottoinquadramento di un livello. Il sottoinquadramento di un livello è concesso per altri 24 mesi in caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato. Fino al 31 marzo resta in vigore il vecchio contratto (teoricamente doveva scadere a fine 2013) ma per il 2014 e i primi tre mesi del 2015 non sono previste ''una tantum''.

 

 

« Nei tre anni di vigenza dell'accordo - spiega il segretario generale della Uiltucs, Brunetto Boco - i lavoratori del settore in media al quarto livello avranno complessivamente un aumento di 1.800 euro. La massa salariale incrementale per la durata di vigenza contrattuale - spiega - è di 1.811 euro, sempre per il IV livello di inquadramento». «Si tratta - aggiunge Boco - di un traguardo difficile e complesso che è stato raggiunto grazie alla determinazione del sindacato a utilizzare tutti i margini di manovra offerti dalla congiuntura per portare a casa il miglior beneficio possibile per i lavoratori. Il significato di questo rinnovo - aggiunge - va ben oltre il contingente. Dopo anni e anni di crisi e di recessione, pagati a caro prezzo dai lavoratori del terziario e del commercio, riusciamo finalmente a dare un segnale di inversione di tendenza».

 

Siglato il nuovo contratto del commercio: aumento da 85 euro per 3 mln di lavoratori

 

Confcommercio e sindacati annunciano l'intesa. Prevista flessibilità dell'orario: il datore può chiedere di alzare le ore lavorative da 40 a 44 a settimana, con poco preavviso, nelle stagioni di picco. Il contratto sarà in vigore fino alla fine del 2017

31 marzo 2015

Siglato il nuovo contratto del commercio: aumento da 85 euro per 3 mln di lavoratori

(ansa) MILANO - 31 marzo 2015 Accordo fatto per 3 milioni di lavoratori del commercio: la Confcommercio e i sindacati hanno raggiunto un'intesa per il rinnovo del contratto della categoria. L'aumento medio al quarto livello a regime (gli aumenti saranno corrisposti con cinque tranche) sarà di 85 euro al mese. Il contratto ha validità dal 1 aprile 2015 alla fine del 2017 e prevede fino a 44 ore settimanali senza che scatti lo straordinario, per un massimo di 16 settimane con il surplus di lavoro da recuperare entro i 12 mesi. In pratica, spiegano alla Confcommercio, l'azienda può chiedere al dipendente nei periodi di picchi di lavoro - con un preavviso di soli 15 giorni - di lavorare 44 ore invece delle 40 canoniche, programmando il recupero dell'orario supplementare nei 12 mesi successivi.

"E' stato sottoscritto ieri sera da Confcommercio con Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, l'accordo per il rinnovo del contratto nazionale del terziario, della distribuzione e dei servizi che decorre dal prossimo 1 aprile", dice Francesco Rivolta, presidente della commissione sindacale di Confcommercio. "In una fase ancora critica per il nostro paese questo accordo, che rinnova il più grande contratto nazionale applicato nel settore privato, dà riposte certe e concrete, indispensabili ad accompagnare la possibile ripresa, introducendo importanti novità sul versante della flessibilità e del mercato del lavoro per le imprese e i lavoratori, in un equilibrio complessivo dei costi per il prossimo triennio".

Tra le altre novità, si prevede il contratto a tempo determinato per il sostegno all'occupazione e una reale semplificazione nella flessibilità della distribuzione dell'orario. Include infatti norme sul sottoinquadramento nel caso di assunzione di persone "deboli" come i disoccupati o coloro che hanno concluso l'apprendistato senza che ci sia stata una stabilizzazione. Con queste persone può essere stipulato un contratto a tempo determinato di 12 mesi con 6 mesi con un sottoinquadramento di due livelli e 6 mesi con un sottoinquadramento di un livello. Il sottoinquadramento di un livello è concesso per altri 24 mesi in caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato. Il contratto è in vigore dal 1 aprile 2015 al 31 dicembre 2017. Fino al 31 marzo prosegue la vigenza del vecchio contratto (teoricamente doveva scadere a fine 2013) ma per il 2014 e i primi tre mesi del 2015 non sono previste "una tantum". Le parti inoltre hanno recepito l'accordo sulla governance del 2014 per il riordino degli enti bilaterali territoriali e la valorizzazione del welfare contrattuale nazionale.

Soddisfatto del risultato il segretario generale della federazione di settore della Uil, Brunetto Boco: "Si tratta di un traguardo difficile e complesso - osserva - che e' stato raggiunto grazie alla determinazione del sindacato a utilizzare tutti i margini di manovra offerti dalla congiuntura per portare a casa il miglior beneficio possibile per i lavoratori. Il significato di questo rinnovo va ben oltre il contingente. Dopo anni e anni di crisi e di recessione, pagati a caro prezzo dai lavoratori del terziario e del commercio, riusciamo finalmente a dare un segnale di inversione di tendenza. Il contratto non è più un miraggio, come accade purtroppo in tanti altri settori, ma una conquista tangibile, che non solo riconosce economicamente l'apporto delle donne e degli uomini di un ambito strategico dell'economia italiana, ma può dare utilmente e efficacemente impulso e forza alla ripresa del paese. E' con questo stesso spirito - conclude Boco - che ora ci apprestiamo a fare tutta la nostra parte, anche con lo sciopero proclamato per il 15 aprile, per chiudere nella maniera più proficua anche il contratto del turismo e, per questa via, mettere a punto le condizioni basilari per il rilancio di un comparto vitale per l'italia".

 

il nuovo accordo sarà valido fino al 31 dicembre 2017

 

 


 

 

 

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Confcommercio con Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs–Uil hanno firmato l’accordo per il rinnovo del contratto nazionale del terziario, della distribuzione e dei servizi che decorre da domani, primo aprile.

 

L’accordo che avrà durata fino al 31 dicembre 2017, prevede un aumento a regime di 85 euro e introduce significative novità quali il contratto a tempo determinato per il sostegno all’occupazione e una reale semplificazione nella flessibilità della distribuzione dell’orario.

 

“In una fase ancora critica per il nostro Paese – ha detto Francesco Rivolta, direttore generale e presidente della commissione sindacale di Confcommercio imprese per l’Italia – questo accordo, che rinnova il più grande contratto nazionale applicato nel settore privato, dà riposte certe e concrete, indispensabili ad accompagnare la possibile ripresa, introducendo importanti novità sul versante della flessibilità e del mercato del lavoro per le imprese e i lavoratori, in un equilibrio complessivo dei costi per il prossimo triennio”.


 

 

31 marzo 2015

 

Commercio, nuovo contratto: 85 euro di aumento e orario flessibile

 

Pubblicato il 31 marzo 2015 12:49 | Ultimo aggiornamento: 31 marzo 2015 13:39

 

 

Guarda la versione ingrandita di Contratto commessi, orario flessibile: saldi e Natale, si lavora 44 ore

Contratto commessi, orario flessibile: saldi e Natale, si lavora 44 ore

 

 

 

 

ROMA – Nei periodi di picco (a Natale e nei saldi) si lavora 44 ore settimanali anzichè le canoniche 40. Senza essere pagati in più però, ma semplicemente recuperando quelle ore in più in altri periodi dell’anno, quelli in cui l’attività nei negozi è meno intensa.

 

Lo prevede l’accordo raggiunto tra Confcommercio e i sindacati della categoria per il rinnovo del contratto dei lavoratori nel settore del commercio: il lavoratore può essere chiamato a lavorare fino a 44 ore settimanali senza che scatti lo straordinario per un massimo di 16 settimane con il surplus di lavoro da recuperare entro i 12 mesi. In pratica, spiegano alla Confcommercio, l’azienda può chiedere al dipendente nei periodi di picchi di lavoro con un preavviso di soli 15 giorni di lavorare 44 ore invece delle 40 canoniche, programmando il recupero dell’orario supplementare nei 12 mesi successivi.

 

Nei periodi di picco di lavoro (come per esempio il periodo natalizio o i saldi per i negozi ma anche giugno per le aziende che fanno servizi alle imprese) le imprese possono chiedere ai loro dipendenti di lavorare quattro ore in più (per un massimo di 16 settimane nell’arco di 12 mesi) senza che sia necessario l’ok del sindacato nè del lavoratore stesso e senza che si paghi lo straordinario. Naturalmente le ore saranno recuperate (nell’arco dei 12 mesi seguenti) ma in periodi che per l’azienda sono meno impegnativi e nei quali c’è meno bisogno di personale. Questa flessibilità, spiegano alla Confcommercio, è molto importante in un settore nel quale sono frequenti i picchi di attività.

 

L’accordo che riguarda circa tre milioni di persone e prevede un aumento di 85 euro mensili a regime per i lavoratori al quarto livello a fine 2017 prevede anche norme sul sottoinquadramento nel caso di assunzione di persone ”deboli” come i disoccupati o coloro che hanno concluso l’apprendistato senza che ci sia stata una stabilizzazione. Con queste persone può essere stipulato un contratto a tempo determinato di 12 mesi con 6 mesi con un sottoinquadramento di due livelli e 6 mesi con un sottoinquadramento di un livello. Il sottoinquadramento di un livello è concesso per altri 24 mesi in caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato. Il contratto è in vigore dal 1 aprile 2015 al 31 dicembre 2017. Fino al 31 marzo prosegue la vigenza del vecchio contratto (teoricamente doveva scadere a fine 2013) ma per il 2014 e i primi tre mesi del 2015 non sono previste ”una tantum”.

 


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