Sicilia, il governo regionale non riesce più legiferare

 ars

13.12.2019 - Il governo regionale non riesce più legiferare, ma intanto l'Assessore Scavone, in un' intervista a GDS annuncia: "La Regione sta lavorando per avviare un concorso che faccia rientrare 1200 lavoratori in tre anni .

Intanto il Consiglio dei Ministri ha deliberato di impugnare la legge della Regione Sicilia n. 17 del 16/10/2019, recante “Collegato alla legge di stabilità regionale per l’anno 2019.


Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 16
12 Dicembre 2019

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, giovedì 12 dicembre 2019, alle ore 10.15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro

LEGGI REGIONALI
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha esaminato otto leggi delle Regioni e ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione Sicilia n. 17 del 16/10/2019, recante  “Collegato alla legge di stabilità regionale per l’anno 2019 in materia di attività produttive, lavoro, territorio e ambiente, istruzione e formazione professionale, attività culturali, sanità. Disposizioni varie”, in quanto varie norme eccedono dalle competenze attribuite alla regione dallo statuto speciale e violano vari principi costituzionali. In particolare: una norma riguardante la destinazione dei proventi delle alienazioni degli alloggi di edilizia popolare contrasta con i principi fondamentali della legislazione statale in materia di «coordinamento della finanza pubblica», di cui all’articolo 117, terzo comma, della Costituzione; altre norme in materia di personale regionale, anche sanitario, invadono la materia dell’ordinamento civile, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione; altre norme infine, che riportano clausole di invarianza finanziaria, violano il principio di copertura finanziaria di cui all’articolo 81, terzo comma, della Costituzione.


Penalizzati i precari


 

La norma più rilevante è quella sui precari. L'Ars aveva disposto la stabilizzazione degli lsu assunti da Almaviva e soprattutto l'impiego dei cinquemila Asu nelle Asp e nelle Camere di commercio: per il governo questa norma viola l'articolo 117 della Costituzione perché estende "ai lavoratori socialmente utili il regime delle stabilizzazioni previsto dalla legge statale per il personale precario, a tempo determinato o con contratto di lavoro flessibile delle pubbliche amministrazioni" e viola dunque la competenza statale sull'ordinamento civile.

Stop per lo stesso motivo alla nuova pianta organica dell'Istituto di incremento ippico, che prevede il trasferimento di alcuni funzionari al Consorzio agrario: "La disposizione - annota il ministero - tratta congiuntamente la questione delle eccedenze e delle carenze di personale". Norme analoghe sia per snellire che per far ingrassare: la legge, invece, prevede procedure distinte. Sul personale, infine, bocciata anche la proroga dei contratti per medici e infermieri che lavorano in carcere: da un lato si viola la competenza dello Stato, ma deroga anche al Piano di rientro della sanità.

Stop anche all'uso dei fondi derivanti dalla vendita degli alloggi popolari per salvare i bilanci degli Iacp. "La disposizione - osserva il ministero - oltre a "riaprire" retroattivamente un termine già scaduto, confligge con il decreto che impone la destinazione esclusiva dei proventi delle alienazioni degli alloggi di edilizia popolare ad un programma di realizzazione o acquisto o manutenzione straordinaria del patrimonio edilizio popolare esistente". La vendita delle case popolari, insomma, deve finanziare la costruzione di nuove case o la manutenzione di quelle già esistenti, non coprire vecchi debiti.

Il governo, infine, boccia anche sei norme perché manca una relazione che dimostri la tesi di fondo della legge: la mancata necessità di finanziare gli interventi. Cadono così - oltre ancora una volta agli articoli sull'Istituto di incremento ippico e sulla medicina penitenziaria - una riforma molto cara ai grillini, l'introduzione della blockchain, ma anche l'istituzione dei percorsi letterari di Sicilia, l'istituzione dello sportello unico per la disabilità e la proroga a Resais.

Ma intanto l'Assessore Scavone, in un' intervista a GDS annuncia: "La Regione sta lavorando per avviare un concorso che faccia rientrare 1200 lavoratori ex sportellisti in tre anni. Vorrebbero rientrarci tutti e speriamo di riuscirci".

Lo dice al termine di un incontro interassessoriale con i sindacati rappresentanti i lavoratori della Formazione professionale.Guarda il video dell'intervista a GDS

 

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