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Di Maio: “Trattativa a oltranza per trovare una soluzione alla Pernigotti”

 

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Il ministro Di Maio al termine del tavolo di crisi con i lavoratori della Pernigotti al Mise, il 15 novembre 2018 (Ansa)

Il ministro del Lavoro ha incontrato lavoratori e sindacalisti nello stabilimento di Novi Ligure. L’azienda rischia la chiusura e al momento si stanno cercando possibili acquirenti per evitare i licenziamenti

La vertenza della Pernigotti "è una lunga maratona, si deve conquistare un miglio alla volta”, ha detto questa mattina il ministro del Lavoro Luigi Di Maio nell'incontro con i lavoratori e sindacalisti nello stabilimento di Novi Ligure. “Siamo disposti a una trattativa a oltranza per convincere la proprietà ma è fondamentale dare più tempo all'advisor: più soggetti interessati troveremo, più riusciremo a convincere l'azienda che esistono soluzioni alternative a quelle che aveva prospettato".

Il nodo della produzione

Negli scorsi mesi, infatti, il gruppo turco Toksoz, proprietario della Pernigotti, aveva annunciato la chiusura dello stabilimento piemontese, precisando però l’intenzione di "esternalizzare le proprie attività produttive unicamente presso il territorio nazionale". Per questo motivo, si è detta “alla ricerca di un partner industriale a cui affidare la produzione” e intenzionata a ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti presso “aziende operanti nel medesimo settore o terzisti". Il 26 dicembre il segretario nazionale Uila-Uil, Pietro Pellegrini, aveva lanciato un appello: "La Sperlari torni a casa, torni a Novi Ligure”. La speranza, infatti, è quella che l’azienda lombarda (controllata da un gruppo tedesco) torni a rilevare lo stabilimento, già in suo possesso fino agli anni Quaranta. A questo proposito si è tenuto ieri un incontro tra la Sperlari e i sindacati in cui l’azienda cremonese avrebbe ribadito il proprio interesse. In lizza per l’acquisto anche un fondo indiano.

 
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