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Unicoop Tirreno, prossimi alla chiusura quattro punti vendita del sud del Lazio. A rischio occupazione 135 lavoratori.

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Unicoop Tirreno, prossimi alla chiusura quattro punti vendita del sud del Lazio. A rischio occupazione 135 lavoratori.

Giovedì, 3 Gennaio, 2019

DELL’OREFICE (FISASCAT CISL): «SOTTOVALUTATE LE IMPLICAZIONI SOCIALI DEL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE, IGNORATE LE DISPONIBILITA’ DEI SINDACATI PER RILANCIARE I NEGOZI»

Roma, 3 gennaio 2019 - Non è iniziato nel migliore dei modi il nuovo anno per i dipendenti dei punti vendita Unicoop Tirreno del Sud del Lazio connotati, a detta dell’impresa cooperativa, da andamenti pesantemente diseconomici.Il tavolo in sede sindacale tra Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs e la direzione aziendale non ha sortito l’effetto auspicato e sarà aggiornato nelle prossime settimane al ministero dello Sviluppo Economico.
La cooperativa di consumatori del sistema Coop, venuta meno la possibilità di cessione dei negozi che avrebbe consentito di recuperare sette milioni di euro in termini di liquidità, ha formalizzato l’ultima versione del piano di ristrutturazione aziendale che allo stato contemplerebbe la chiusura dal 15 febbraio 2019 dei negozi di Pomezia – via Cavour, Velletri, Frosinone e Aprilia e il ridimensionamento dei negozi di Colleferro, Pomezia-via del Mare e Genzano. I sindacati valutano del tutto insufficiente il piano di gestione dei 135 esuberi derivanti dalle chiusure e dalle riduzioni di superfici destinate alla vendita con il riconoscimento di 5mila euro netti per chi non si opporrà al trasferimento presso i negozi della rete toscana mentre per coloro che, rifiutando il trasferimento e formalizzando le dimissioni, saranno riconosciuti 20mila euro netti previa sottoscrizione di un verbale di conciliazione.
«Abbiamo espresso i nostri dubbi rispetto ad un orientamento aziendale teso a sottovalutare eccessivamente le implicazioni sociali derivanti da un piano di gestione della crisi unicamente finalizzato a trasferire sui lavoratori i costi ed i sacrifici di una soluzione che non dà garanzie neanche da un punto di vista gestionale all’impresa» ha stigmatizzato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’orefice sottolineando che «nelle precedenti occasioni in cui sono state condivise delle analoghe forme di ristrutturazione che prevedevano la cessione o la chiusura dei negozi, sono stati sempre fatti salvi due aspetti, ossia  la volontarietà del lavoratore in relazione al trasferimento incentivato, in quanto tale scelta implica necessariamente uno stravolgimento dei percorsi di vita, e il ricorso ad una procedura di licenziamento collettivo da concludersi tassativamente con un’intesa sindacale, che, in luogo dei criteri di legge, preveda quale unico criterio l’accettazione da parte del lavoratore della risoluzione del rapporto di lavoro».
Per il sindacalista «è urgente e necessaria una verifica rispetto alle condizioni economico-gestionali dei quattro negozi prossimi alla chiusura al fine di verificare la praticabilità di strade alternative e utili a ricondurre progressivamente all’equilibrio il conto economico dei punti vendita che Unicoop Tirreno vuole dismettere». «Siamo disponibili a proseguire il confronto sugli altri aspetti della vertenza - ha concluso Dell’Orefice - ma all’interno di una chiarezza comportamentale e di condotta reciproca».

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