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Reddito di cittadinanza, la rassegna stampa del 03.01.2019

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La pensione minima a 780 euro, come le pensioni di invalidità a 780 partiranno tra febbraio e marzo". Lo ha detto il vice premier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio a margine della sua visita ad Alleghe nell'ambito di una 'ricognizione' sui luoghi colpiti dal maltempo ad ottobre in Veneto. "Al mio rientro a Roma istituiremo il decreto anche per quota 100 e il reddito dic ittadinanza per gli italiani". Così Di Maio. "La smentisco - ha detto il ministro rispondendo ad una domanda di una giornalista che gli chiedeva del reddito di cittadinanza per gli immigrati. "La legge, come abbiamo sempre detto, - ha ribadito- riguarda il reddito di cittadinanza per coloro che sono cittadini italiani".

Il Fatto Quotidiano

Reddito di cittadinanza, terza offerta di lavoro senza limiti territoriali: sarà “congrua” anche se bisogna trasferirsi

Le bozze del decreto che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare entro il 15 gennaio. Ci sarà una salvaguardia solo per i disoccupati con figli minori o disabili. Come compensazione per le spese sostenute si continuerà a ricevere il beneficio per tre mesi dopo l'inizio del nuovo impiego. La platea sarà di 1,4 milioni di famiglie, comprese quelle degli stranieri residenti in Italia da almeno 5 anni. Contributi alle aziende che assumono e alle agenzie che trovano il posto

di F. Q. |

I beneficiari del reddito di cittadinanza potranno rifiutare la prima offerta di lavoro del centro per l’impiego o dell’agenzia a cui si iscrivono se il posto dista più di 100 chilometri da casa. E anche la seconda, se la distanza da percorrere supera i 250 chilometri. A partire dalla terza offerta e dopo un anno di fruizione del reddito, invece, bisognerà essere disponibili a spostarsi in qualsiasi zona d’Italia. Saranno esentati solo i disoccupati con figli minori o disabili. Come compensazione per le spese di trasferimento, si continuerà a ricevere il beneficio per tre mesi dall’inizio del nuovo impiego. Sono i nuovi dettagli che emergono dalle bozze del decreto attuativo della misura voluta dal Movimento 5 Stelle, che il Consiglio dei ministri dovrebbe varare entro il 15 gennaio.

Al criterio della congruità “territoriale” si affiancherà quello della compatibilità tra l’offerta e le competenze ed esperienze del disoccupato, aspetto su cui mancano ancora i dettagli. I paletti comunque si restringeranno al termine del primo ciclo di erogazione del reddito, che durerà 18 mesi: chi tornerà a fare richiesta del sussidio dovrà a quel punto accettare in ogni caso le offerte di lavoro lontano da casa, anche se ha figli minori.

I requisiti e gli importi – Per ottenere il reddito, la cui erogazione partirà in aprile, occorrerà avere un Isee sotto i 9.360 euro, non possedere immobili per più di 30mila euro e un patrimonio mobiliare sopra i 6mila euro per i single, 8mila per le coppie e 10mila per nuclei con tre componenti, soglia che sarà maggiorata di 5mila euro se in famiglia c’è un disabile. Il beneficio sarà al massimo di 500 euro mensili per un single, che crescono fino a 900 euro per due adulti e due minorenni e arrivano a 1.050 euro per famiglie con tre adulti e due minorenni. In aggiunta si potranno ricevere 280 euro di contributo affitto o 150 euro per il mutuo. Quanto alla pensione di cittadinanza, riservata agli over 65 senza casa di proprietà, sarà di 630 più 150 euro di contributo affitto per le persone sole e di 882 euro più 150 per l’affitto per le coppie.

Il beneficio per 1,43 milioni di famiglie, compresi gli stranieri residenti da 5 anni – Le tabelle del provvedimento stimano in 1,43 milioni il numero dei nuclei beneficiari della misura, corrispondenti a 4,3 milioni di persone. Nella cifra sono comprese 197mila famiglie di stranieri “eleggibili”, che saranno quelli residenti da almeno 5 anni in Italia e con permesso di soggiorno. Come già noto, i beneficiari saranno per il 47% residenti al Centro Nord e per il 53% al Sud, con Campania e Sicilia in testa per numero assoluto di percettori del reddito. La spesa totale sarebbe di 8,1 miliardi per dodici mesi ma lo stanziamento scende a 6,1 miliardi considerando che il reddito partirà da aprile. Nei primi tre mesi del 2019 chi ora riceve il Reddito di inclusione (Rei) continuerà a percepirlo, cosa che comporterà un costo stimato in circa 400 milioni. Sui 7,1 miliardi del fondo previsto in legge di Bilancio, per i centri per l’impiego resteranno dunque 600 milioni.

Contributi alle aziende che assumono e alle agenzie che trovano il posto – Confermato che le aziende che assumono un disoccupato otterranno un contributo pari alla differenza tra 18 mesi di reddito e quelli già usufruiti dal beneficiario, contributo che sarà aumentato di un mese per i soggetti vulnerabili e sarà comunque non inferiore a sei mesi se viene assunta una donna o un disoccupato di lunga durata. Se l’azienda stipula un patto di formazione con il beneficiario del reddito, il contributo raddoppia. Anche gli enti di formazione bilaterali e gli enti interprofessionali, se stipulano un patto di formazione con un beneficiario al termine del quale il disoccupato ottiene un lavoro, avranno un contributo, che sarà però pari a metà della differenza tra 18 mesi di reddito e quelli già usufruiti dal beneficiario. Sei mesi, invece, nel caso di soggetti vulnerabili. Lo stesso vale per le agenzie per il lavoro che favoriscono l’assunzione di un beneficiario. L’altra metà del contributo va all’azienda che assume.

Stipendio dei direttori dei Centri legato alla performance – Per quanto riguarda i centri per l’impiego, l’operatore (navigator) che segue il disoccupato riceverà un premio salariale pari a un quinto del reddito di cittadinanza del beneficiario, se questo viene assunto. Anche una parte del salario del direttore del Centro sarà variabile, legata alla performance in termini di allocazione dei disoccupati. I direttori ruoteranno ogni quattro anni, trasferendosi in un altro centro nei limiti di 80 chilometri. La rotazione oltre gli 80 chilometri sarà su base volontaria e incentivata.

IL MESSAGGERO

Reddito di cittadinanza, ecco come ottenerlo: domanda alle Poste dal 1° marzo

Giovedì 3 Gennaio 2019

In manovra è stato finalmente superato lo scoglio dei fondi necessari a finanziare il reddito di cittadinanza: 7,1 miliardi di euro complessivi per il 2019 è la cifra stabilita. Resta aperta, però, la questione dei nuovi operatori chiamati a potenziare l'attuale organico dei centri per l'impiego, che guideranno i beneficiari durante il loro percorso e per cui bisognerà trovare un accordo con le Regioni. Nel frattempo comunque, nell'ultima bozza del decreto legge elaborata dal ministero del Lavoro, è proprio il percorso stesso a prendere una forma compiuta. Coloro che vogliono avanzare richiesta per il reddito di cittadinanza, i potenziali beneficiari del sussidio, devono presentare la domanda a Poste italiane, attraverso l'apposito modello telematico, dal 1° marzo.

Poste italiane trasmetterà la richiesta all'Inps, istituto addetto alla verifica dei requisiti dell'interessato. Quest'ultimo riceverà a casa l'esito maturato dall'ente, sia in caso di risposta negativa che positiva. Se si otterrà il via libera, entro trenta giorni sarà necessario recarsi personalmente all'ufficio postale per ricevere la propria card già caricata con il corrispettivo inerente la situazione economica e sociale del candidato (cifra che può raggiungere un massimo di 780 euro se il beneficiario è un single con Isee pari a 0). Secondo il cronoprogramma e le previsioni del governo, tutto questo dovrà accadere entro il 30 aprile. Entro i 30 giorni successivi dalla ricezione della card, dunque presumibilmente entro maggio, succederanno due cose: l'interessato dovrà recarsi presso un centro per l'impiego o un'agenzia privata per stipulare un "patto di lavoro" o un "patto di inclusione sociale" nel caso di una persona svantaggiata con comprovati problemi di disagio sociale; l'interessato sarà convocato dal proprio comune o dall'ente operativo predisposto per adempiere allo svolgimento delle otto ore da destinare a servizi di pubblica utilità. Saranno esenti da questo secondo impegno i disabili o chi ha familiari a carico in tenera età o in condizioni, appunto, di disabilità. A questo punto il beneficiario sarà attivamente impegnato nella ricerca di un lavoro e per i successivi 18 mesi, se non lo troverà, riceverà il reddito di cittadinanza.

Potrà rifiutare fino a un massimo di tre offerte, pena la decadenza del sussidio e ognuna di queste sarà legata a delle precise indicazioni rispetto alla distanza tra la residenza e la sede del lavoro. Con l'aumentare delle offerte, si amplierà anche il raggio chilometrico della possibile distanza tra le due. Trascorsi i 18 mesi, se le condizioni saranno invariate e l'interessato ancora disoccupato, è previsto un "tagliando" che concede una proroga di altri 18 mesi. Una delle novità principali messe in atto dal meccanismo del reddito di cittadinanza riguarda il potenziamento del rapporto tra le imprese e i centri per l'impiego, fino a oggi piuttosto trascurato: comunicando ai centri le proprie posizione aperte e assumendo attraverso questo sistema un beneficiario, infatti, le aziende otterranno uno sgravio contributivo che può andare dalle 5 alle 18 mensilità. Se l'impresa trova la risorsa grazie a un'agenzia per il lavoro o a un ente di formazione, l'incentivo fiscale è riconosciuto al 50% a entrambe le parti. Secondo Pasquale Tridico, consigliere economico del ministro Luigi Di Maio, un obiettivo fondamentale da raggiungere attraverso il reddito di cittadinanza «sarà quello di aumentare la partecipazione al mercato del lavoro, spingendo soprattutto gli scoraggiati ad attivarsi». Se vorrete avanzare richiesta, fate però attenzione: oltre alla decadenza e all'eventuale rimborso del reddito di cittadinanza percepito fino a quel momento, si rischiano, per dichiarazione mendace, da 1 fino a 6 anni di carcere, in proporzione alla gravità del reato commesso.

TG COM

Reddito di cittadinanza, ecco a chi spetta e a quanto ammonta lʼassegno

La bozza del decreto sul reddito di cittadinanza riporta norme in molti casi simili al reddito di inclusione, ma con tetti più alti per il beneficio economico

Un reddito annuo inferiore a 6mila euro se si vive da soli o a 12.600 euro a fronte di una coppia con quattro figli minori: il reddito di cittadinanza non si guarderà solo all'Isee, come per l'attuale reddito di inclusione, ma anche al reddito familiare con una soglia incrementata a 9.630 euro annui se si è in affitto. La bozza del decreto sul reddito di cittadinanza riporta norme in molti casi simili al Rei, ma con tetti più alti per il beneficio economico.

Il reddito di cittadinanza dovrebbe essere erogato alle persone in stato di bisogno e con regole più stringenti per gli stranieri a partire dal requisito sulla residenza nel nostro Paese che passa da due a cinque anni. Di fatto, a differenza del Rei, impone una barriera rigida del reddito di partenza.

Ecco in sintesi alcune delle analogie e delle differenze con il Rei secondo quanto emerge dalla bozza:

CHI PUO' CHIEDERLO: sia per il Rei sia per il reddito di cittadinanza si potrà chiedere se cittadini italiani o comunitari con diritto di soggiorno o di paesi extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo. Per il Rei bisogna essere residenti da due anni al momento della domanda mentre per il reddito di cittadinanza la residenza in via continuativa si deve avere da cinque anni.

VALORE MASSIMO ISEE PASSA A 9.360 EURO: per chiedere il reddito di cittadinanza bisognerà avere un valore massimo Isee di 9.360 euro mentre per il Rei il tetto è a 6mila euro. Nel reddito di cittadinanza si considererà anche il valore del reddito familiare che dovrà essere inferiore alla soglia di 6.000 euro annui (per un single) incrementata secondo una scala di equivalenza (0,4 per ogni componente maggiorenne e 0,2 per ogni minore con un massimo di 2,1, quindi 12.600 euro).

REDDITO DI CITTADINANZA COMPATIBILE CON NASPI, REI NO: si può ottenere il Rei anche se si ha il sussidio di disoccupazione, purché non superi la soglia del reddito annuo (6.000 euro incrementati a seconda dei componenti della famiglia). Il reddito familiare per il reddito di cittadinanza è considerato al netto dei trattamenti assistenziali fatta eccezione per le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi (come ad esempio l'indennità di accompagnamento).

BENEFICIO ECONOMICO: il beneficio economico dovrebbe essere quasi doppio per il reddito di cittadinanza rispetto al Rei perché a fronte di redditi pari a zero può arrivare a 6mila euro annui per un single (500 al mese a fronte dei 187 per un single per il Rei) e a 12.600 per una famiglia di 6 persone (1.050 al mese a fronte dei 539 euro del Rei). L'importo aumenta nel caso di una famiglia che vive in affitto con un contributo che può arrivare a 280 euro al mese, contributo che non è previsto nel Rei. Naturalmente il beneficio è integrativo rispetto al reddito familiare esistente. Il beneficio non può essere inferiore a 480 euro annui (40 euro al mese).

DURATA 18 MESI, PER IL REDDITO DI CITTADINANZA SI RIDUCE L'ATTESA PER RINNOVO: la durata del beneficio è la stessa, 18 mesi, per le due misure ma per il Rei bisogna attendere per il rinnovo almeno sei mesi mentre per il reddito di cittadinanza basterà un mese.

PROGETTO PERSONALIZZATO: le due misure prevedono l'attivazione di tutto il nucleo familiare per la ricerca del lavoro e per lo studio nel caso dei componenti minori. Nel reddito di cittadinanza non è ancora chiaro quale sarà lo sportello dove fare la domanda (al comune per il Rei). E' prevista la possibilità di chiedere al beneficiario fino a 8 ore di lavoro settimanale per progetti del comune di residenza (richiesta non prevista per il Rei).

FAMIGLIE COINVOLTE: a settembre, secondo gli ultimi dati Inps, erano circa 378mila i nuclei familiari che avevano avuto il reddito di inclusione per 1,1 milioni di persone coinvolte (304 euro l'importo medio per famiglia). Nella relazione della bozza del decreto si ipotizza una platea di 1.375.000 famiglie nel complesso, quasi 200mila delle quali di soli stranieri.

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