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Pensioni, la rassegna stampa del 14.07.2018

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Affari Italiani

Pensioni, quota 42 avanza, Quota 100 freno col superbonus. PENSIONI NEWS

PENSIONI - Quota 100, quota 41, quota 42 e taglio delle pensioni d'oro: RIFORMA PENSIONI NEWS

 

PENSIONI, QUOTA 42 AVANZA. SUPERBONUS PER FRENARE QUOTA 100. PENSIONI NEWS ULTIME NOTIZIE

Pensioni e legge Fornero da superare: già ma come? Oltre al taglio delle pensioni d'oro (già ma quali assegni pensionistici? Ecco l'ipotesi), restano caldi i temi su quota 100, superbonus e quota 41. Anzi, su quest'ultimo tempo, secondo quanto riporta Studio Cataldi, si ipotizza uno slittamento a quota 42

Pensioni, quota 42, come superare quota 41 - RIFORMA PENSIONI NEWS

Da quota 41 a quota 42 significa alzare di un anno il requisito di anni di contributi versati richiesto per lo strumento che permette di andare in pensione indipendentemente dall'età anagrafica. Si farà o no? Al momento è un'ipotesi di medio (2019) - lungo periodo (2020).

PENSIONI, SUPERBONUS FRENA QUOTA 100 - RIFORMA PENSIONI NEWS

Resta d'attualità il tema del superbonus del 30%: incentivo a chi vorrà restare a lavorare per evitare che troppi aspiranti pensionati accedano a quota 100 provocando un esodo pensionistico. Con la quota 100, come noto, si può andare in pensione, una volta compiuti i 64 anni, se la somma dell'età anagrafica e dei contributi maturati dà come risultato 100. Ma qualche lavoratore potrebbe preferire il 30% in più in busta paga malgrado abbia maturato maturato i requisiti per la pensione.

Pensioni, quota 42 e SUPERBONUS. Quota 100 frena. PENSIONI NEWS ULTIME NOTIZIE - "Pensioni di cittadinanza"

Inn tema di pensioni il vicepremier Di Maio di recente ha ribadito la volontà del governo di introdurre "nuovi canali di uscita più equi e agevoli" per superare la riforma Fornero, garantendo l'accesso alla pensione per chi ha raggiunto quota 100.  "Voglio confermare il mio impegno e quello del governo" a intervenire sulle "frequenti interruzioni della contribuzione che le donne si trovano ad affrontare per accedere alla pensione". Sarà data "particolare attenzione alle pensioni di cittadinanza" per assicurare di portarle al di sopra della soglia di povertà.

Pensioni, QUOTA 100 ADDIO? Corte Conti: "Non toccate la Fornero" PENSIONI NEWS

Pensioni, DAL 1 GENNAIO 2019 SI ABBASSANO. ECCO I TAGLI. Riforma pensioni news

Il governo festeggia il taglio dei vitalizi, ma dal 1 gennaio 2019 si abbasseranno le pensioni. Con il decreto del 15.05.2018, il Ministero del Lavoro ha operato la revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo e questo comporterà importi di pensioni più basse a parità di età e di contributi versati. Lo fa notare la Snals (Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola) per quel che concerne gli insegnanti. Nel dettaglio: scatterà la revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo che porterà i lavoratori, a parità di età e di contributi versati, ad avere assegni di importo ridotto. Secondo quanto riporta la Snals sul suo sito (snals.it) "con il decreto del 15.05.2018, il Ministero del Lavoro ha operato la revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo e questo comporterà importi di pensioni più basse a parità di età e di contributi versati. I sopra citati coefficienti incidono interamente nel calcolo totalmente contributivo, ma influiscono anche sulla quota contributiva nel sistema misto e retributivo. I coefficienti, quindi, riguardano solo le pensioni o le quote di pensione rientranti nel sistema contributivo. L’importo minore della pensione dipenderà dalla consistenza della quota contributiva. I coefficienti corrispondono alla percentuale relativa al montante contributivo che determinerà l’importo della pensione secondo i requisiti dell’età e dei contributi raggiunti dal lavoratore alla data del pensionamento.Il montante contributivo è la somma dei contributi accumulati dal lavoratore secondo il sistema contributivo rivalutati di anno in anno secondo gli indici Istat".

Pensioni, DAL 1 GENNAIO 2019 SI ABBASSANO. ECCO I TAGLI. Riforma pensioni news  - Stralcio esemplificativo della tabella dei coefficienti

La Snals sulla tabella esemplificativa fa notare che il valore cresce con il crescere dell’età, mentre se si confrontano i valori dei trienni a parità di età, nel triennio 2019/2021 i valori diminuiscono. Chi ha 61 anni avrà un coefficiente di trasformazione passa dal 4,719% al 4,657% del triennio 2019/2021.

pensioni

Dal sito SNALS.IT  Pensioni, QUOTA 100 GIALLO: ECCO CHI E' FUORI. Riforma pensioni news

Quota 100 non per tutte le combinazioni, vaglieremo quelle più convenienti, ha detto Luigi Di Maio vedi sotto). Giallo sulle pensioni che verranno. La domanda è: quali aspiranti pensionati avranno il via libera e quali no? Combinazioni ok: 64 anni con 36 di contributi. La proposta potrebbe danneggiare per chi svolge attività gravose, perché ha la possibilità di andare in pensione a 63 anni con Quota 99 (63 più 36 di contributi) Penalizzazioni previste anche per i disoccupati (fenomeno soprattutto legato al Sud), chi ha un familiare disabile a carico e le donne. Insomma, quota 100 si ma non per tutti coloro che sognano di andare in pensione.

PENSIONI: DI MAIO SU QUOTA 100 E USCITA A 41 ANNI SENZA REQUISITO ETA' - Quota 100 non per tutte le combinazioni, vaglieremo quelle più convenienti. Riforma pensioni news

Quota 100 e Quota 41, Di Maio rivela che il governo sta sistemando la riforma pensioni. "E' necessario e urgente individuare nuovicanali di uscita più equi superando la riforma Fornero. Penso a chi ha maturato 41 anni di contributi che deve poter usufruire di una finestra senza attendere il raggiungimento del requisito legato all'età e all'uscita a quota 100 su cui siamo già al lavoro per valutare l'uscita più conveniente perché non ci riferiamo a tutte le combinazioni". Così il ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio, dettagli a meglio l'intervento sulle pensioni al centro dell'interesse del governo. "Dobbiamo stimare con certezza l'impatto e i costi per l'interosistema per dare una risposta al più presto sul tema", prosegue parlando alle commissioni congiunte Industria e Lavoro del Senato.

Pensioni, saranno tagliate quelle sopra i 4 mila euro. Cosa cambia in 5 punti

L’accordo tra M5S e Lega prevedeva un intervento sugli assegni al di sopra dei 5 mila euro netti al mese. Ma quell’asticella è troppo alta per ricavare risorse sufficienti da destinare alle pensioni più povere. Così la soglia è scesa a 4 mila euro netti al mese

Atteso un gettito di 450-600 milioni

Le persone coinvolte dalla riforma sarebbero circa 100 mila. A condizione che la soglia di 4 mila euro riguardi il totale del reddito da pensione e quindi anche chi cumula assegni diversi. Se venissero escluse le pensioni di reversibilità, quelle che spettano al coniuge dopo la morte della moglie o del marito, la platea scenderebbe a circa 80 mila. L’ipotesi viene presa in considerazione anche se, in teoria, non sarebbe giustificata visto che chi incassa la reversibilità non ha versato contributi per quell’assegno. Il gettito dell’operazione, ipotizzando la platea di 100 mila persone, sarebbe in teoria di un miliardo di euro. Ma, considerato che con pensioni più basse lo Stato incasserebbe meno tasse, il risultato reale sarebbe compreso tra i 450 e i 600 milioni.

 

L’ipotesi di aumento dell’assegno sociale

I soldi ricavati dal taglio delle pensioni d’oro, nelle intenzioni del governo, dovrebbero essere utilizzati per aumentare gli assegni più bassi. L’obiettivo si concentra sui circa 800 mila pensionati che oggi incassano l’assegno sociale senza alcuna maggiorazione, circa 440 euro al mese. Nel contratto di governo si parla di pensione di cittadinanza, un assegno da 780 euro al mese, lo stesso livello base del reddito di cittadinanza. Portare tutti gli assegni sociali fino a 780 euro al mese costerebbe oltre 4 miliardi di euro. Il ricavato dal taglio delle pensioni d’oro, non più di 600 milioni di euro, sarebbe largamente insufficiente per raggiungere il risultato. Andrebbero quindi trovate altre risorse, cosa per nulla facile. Oppure prevedere un aumento più contenuto.

La «distorsione» creata dalla flat-tax

C’è però un’altra variabile di cui tenere conto. L’intervento sulle pensioni d’oro potrebbe essere più che neutralizzato da un’altra riforma promessa dal governo, ancora più difficile da realizzare. E cioè la Flat Tax, la tassa piatta, ormai ribattezzata Dual Tax visto che prevede due aliquote (15 e 20%) comunque molto più basse delle cinque previste oggi. L’effetto combinato di ricalcolo contributivo e taglio della tasse porterebbe a un aumento dell’assegno anche per i pensionati d’oro. Un assegno da 5.800 euro al mese, ipotizzando un taglio del 10%, perderebbe 580 euro per il ricalcolo contributivo. Ma poi ne guadagnerebbe quasi 2 mila per effetto della Dual Tax. Un guadagno netto di circa 1.400 euro. Sempre che le due cose si avverino.

ORIZZONTE SCUOLA.it

Pensioni, dal 1 gennaio si abbassano. Vediamo chi perderà e perché

di Elisabetta Tonni

Mentre si festeggia per il taglio dei vitalizi (le indennità percepite dagli ex parlamentari che saranno ricalcolate in base alla durata della contribuzione durante il mandato), dal 1 gennaio 2019 si abbasseranno le pensioni, comprese quelle dei lavoratori della scuola.

A partire da quella data, scatterà la revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo che porterà i lavoratori, a parità di età e di contributi versati, ad avere assegni di importo ridotto.

Chi è colpito dalla misura

La misura è frutto del decreto del ministero del Lavoro emanato il 15 maggio scorso e riguarda tutti i lavoratori la cui pensione è calcolata con il sistema contributivo, soprattutto per i lavoratori che hanno versato il loro primo contributo dal 1° gennaio 1996. Tuttavia, la revisione del coefficiente ha un impatto anche sulla parte contributiva nei sistemi misti. In questo caso, sono coinvolti i lavoratori con contribuzione alla data del 31 dicembre 1995 per i quali, se in possesso dei 18 anni a tale data, il calcolo contributivo interessa solo i periodi a partire dal 1 gennaio 2012, con meno dei 18 anni, il calcolo contributivo decorre dal 1 gennaio 1996. La misura tocca anche le lavoratrici che esercitano l’opzione donna di cui all’art. 1, comma 8, legge 23 agosto 2004, n. 243 ( legge Maroni) calcolo totalmente contributivo.

Il decreto

La revisione produrrà i suoi effetti a partire dal 1 gennaio 2019. Il decreto, infatti, ha un articolo unico che recita: “A decorrere dal 1° gennaio 2019, i divisori e i coefficienti di trasformazione di cui alla Tabella A dell’Allegato 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 247 e alla Tabella A della legge 8 agosto 1995, n.335, sono rideterminati nella misura indicata dalla tabella allegata al presente decreto, di cui costituisce parte integrante“.

Stralcio esemplificativo della tabella dei coefficienti

Sulla tabella costruita dallo Snals, il sindacato fa notare che il valore cresce con il crescere dell’età, mentre se si confrontano i valori dei trienni a parità di età, nel triennio 2019/2021 i valori diminuiscono. In particolare, per chi ha 61 anni il coefficiente d trasformazione passa dal 4,719% al 4,657% del triennio 2019/2021.

Stralcio esemplificativo della tabella dei coefficienti

Età

Coefficiente di trasformazione

2016/2018

 Coefficiente di trasformazione

2019/2021

61

4,719%

4,657%

62

4,856%

4,79%

63

5.002%

4,932%

64

5,159%

5,083%

65

5,326%

5,245%

66

5,506%

5,419%

67

5,700%

5,604%

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