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Pensioni, la rassegna stampa del 06.07.2018

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Pensione, cosa prevede quota 100

Accende il dibattito di questo inizio d'estate l'ipotesi della cosiddetta quota 100 presente nel contratto di governo 5S-Lega. Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio ieri ha annunciato di aver chiesto ai parlamentari del M5S di mettersi a lavorare subito nella Commissione lavoro sulle pensioni. "Abbiamo da fare quota 100, quota 41", ha spiegato. Il presidente dell'Inps Tito Boeri , presentando ieri la relazione annuale dell'Istituto, ha invece ribadito le sue critiche all'ipotesi perché, "ripristinando le pensioni di anzianità con quota 100 o 41 anni di contributi - ha detto - si avrebbero subito circa 750.000 pensionati in più" con un costo, nella versione 'pura' "fino a 20 mld all'anno".
Non solo. Si ridurrebbe anche l'occupazione: "Sappiamo che ogni abbassamento dell'età pensionabile comporta anche riduzione dell'occupazione perché il prelievo contributivo aumenta e il lavoro costa di più", ha spiegato. "Avremmo dunque non solo più pensionati, ma anche meno lavoratori, ciascuno dei quali con un fardello ben più pesante sulle proprie spalle", ha detto spiegando come ripristinare le pensioni d'anzianità significherebbe perciò "ridurre il reddito netto dei lavoratori".

COME FUNZIONA - Ma in cosa consiste e come funziona quota 100? Si tratta della possibilità per i lavoratori di andare in pensione quando la somma dell'età anagrafica e degli anni di contributi versati è pari almeno a 100. Possono poi essere previsti dei paletti riguardo all'età minima di uscita e a un minimo di anni di contribuzione.

ORIZZONTE SCUOLA

Pensioni quota 100: si va a riposo prima, ma pensioni più basse. Ecco perché

A spiegare il motivo per cui la riforma quota 100 costringerà a pensioni più basse è stato ieri Boeri, Presidente Inps.

I costi

Intanto i costi, secondo i calcoli diffusi ieri dall’Inps, la riforma della quota 100 (somma tra l’età anagrafica e quella contributiva) costerebbe a regime 18 miliardi di euro con eta minima fissata a 64 anni. Se l’età venisse fissata a 65 anni, la spesa scenderebbe a 15 miliardi di euro annui a Regime.

Chi paga?

Presentando i dati alla Camera, Boeri ha dato alcuni numeri. “Oggi – ha detto – abbiamo circa due pensionati ogni tre lavoratori, nel 2045 potremmo arrivare, a un rapporto di uno a uno“.

In questo modo, chi resta a lavoro potrebbe dover destinare 4 euro su 5 a chi è in pensione.

Nel caso di quota 100, i pensionati in più sarebbero circa 750mila, che, però, potrebbero trovarsi con pensioni più basse, proprio per renderle più sostenibili.

Una misura che, ha detto Boeri, potrebbe essere fatta “sia in avanti che all’indietro”.

Taglio pensioni d’oro: ddl entro l’estate

di Redazione PMI.it

Un disegno di legge per ridurre le pensioni da 4 o 5mila euro con un ricalcolo contributivo e una delibera interna per tagliare i vitalizi dei Parlamentari.

Taglio vitalizi da novembre 2018

29 giugno 2018 Dopo il Decreto Dignità, che contiene le prime misure del Governo Conte su imprese e lavoro, l’esecutivo prosegue con le norme sulle pensioni: non con la riforma della flessibilità in uscita – che eventualmente confluirà (almeno in parte) nella manovra di Bilancio 2019 –  ma con gli interventi sui vitalizi dei parlamentari e sulle pensioni d’oro.

Il calendario è relativamente fitto, in base a quanto ha dichiarato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi di Maio: già entro fine settimana o al più tardi la prossima (quindi entro metà luglio), arriverà il taglio dei vitalizi. Subito dopo, il Governo presenterà il disegno di legge sulle pensioni d’oro, con la speranza di approvarlo “entro l’estate”.

Attenzione però: in entrambi i casi, non si tratta di decreti legge.

Governo Conte, si parte con il taglio dei vitalizi

6 giugno 2018 Il taglio dei vitalizi dei Parlamentari necessita di una delibera interna di Camera e Senato. C’è una proposta della maggioranza di Governo in questo senso, già presentata nei giorni scorsi, che prevede un ricalcolo dei vitalizi.

Molto in sintesi, i Parlamentari prenderebbero una pensione calcolata su un montante pari al 33% dell’indennità lorda che percepiscono durante il mandato, aggiungendo i contributi addizionali eventualmente versati per la reversibilità. Il tutto, rivalutato e moltiplicato per i coefficienti di trasformazione INPS, che dipendono dall’età di pensionamento.

Un meccanismo complicato, come si vede, che comunque prevede un vitalizio minimo di 970 euro al mese, che sale a 1.455 per chi subisce una decurtazione superiore al 50%.

Secondo i calcoli di Montecitorio, il nuovo sistema comporta il ricalcolo di 1.338 vitalizi (su 1.405 attualmente versati dalla Camera), con un risparmio totale di 40 milioni di euro.

Taglio pensioni d'oro: la contro-proposta Damiano

11 giugno 2018 Quanto alle pensioni d’oro, l’ipotesi Di Maio ha chiaramente parlato di un disegno di legge, che quindi seguirà poi il normale iter di approvazione parlamentare.

In questo caso, l’ipotesi di lavoro resta quella annunciata negli scorsi giorni dallo stesso ministro del Lavoro, ovvero un intervento sulle pensioni sopra i 4mila e 5 mila euro, che prevede un ricalcolo interamente contributivo.

I risparmi di queste misure andranno a finanziare la pensione di cittadinanza, pari a 780 euro al mese.

  • AGI

Ma l'Italia può permettersi o no la 'quota 100' sulle pensioni?

Boeri boccia il dossier del governo perché, dice, non è sostenibile. Ecco i numeri che lo spingono allo scontro con Salvini

di Raffaele Angius

05 luglio 2018,13:50

Nel governo Lega-Cinque Stelle si avrebbero da subito 750 mila pensionati in più. L’allarme lanciato dal presidente dell’Inps Tito Boeri durante la sua relazione annuale del 4 luglio divide Salvini e Di Maio, che devono convincere sulla sostenibilità dell’introduzione della “quota 100”.

Il governo vorrebbe attivare fin dal 2019 la possibilità di andare in pensione a 64 anni di età con 36 anni di contribuzione, e così superare la legge Fornero, promessa centrale della campagna elettorale. Ma i conti, per Boeri, non tornano, almeno per quanto riguarda le fasce d’età coinvolte e la forza lavoro attualmente impiegata.

Quanto costerebbe 'la quota 100'

Stando ai calcoli dell’Inps una simile misura costerebbe 4 miliardi dal primo anno, più 8 miliardi a regime. Spesa che salirebbe a 18 miliardi l’anno (11 miliardi solo il primo), se si realizza anche la “quota 41”, che introduce la pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età (su quest’ultima il governo ha fatto intendere che se ne riparlerebbe in una seconda fase).

Il primo stop era arrivato dal ministero del Tesoro che, conti alla mano, aveva bocciato l’interpretazione estesa della “quota 100”: la somma dell’età e degli anni di contributi (per esempio 60 anni con 40 anni di contributi), unita all’attuazione della “quota 41”, costerebbe alle casse dello Stato 20 miliardi. Troppi anche per l’economista in quota Lega, Alberto Brambilla, che ha prodotto la controriforma che vincola la “quota 100” ad almeno 64 anni di età. In aggiunta, come spiega Repubblica, “chi vorrà utilizzare questo anticipo, dovrà rinunciare a qualcosa.

Come potrebbero cambiare le regole

Se nel 1995, anno della riforma Dini, il lavoratore aveva almeno 18 anni di contributi, e quindi ha potuto godere fino al 2011 del sistema retributivo, gli verrà ricalcolata la pensione sulla base del sistema contributivo (cioè in base ai contributi versati) per il periodo tra il 1996 e il 2011. Quindi subirà una decurtazione. Infine, viene posto un limite di due anni ai contributi figurativi che entrano nel calcolo. Tutte queste limitazioni ridurranno la spesa dai 20 miliardi iniziali a 5.

Ma in Italia ci sono due pensionati ogni tre lavoratori - ha spiegato Boeri -, e stando ai conti del Fondo Monetario Internazionale, potremmo arrivare entro il 2045 a un pensionato per ogni lavoratore. Per questo il presidente dell’Inps vede nell’immigrazione (regolare e strutturata) la possibile soluzione alle coperture del sistema pensionistico. “Gli italiani sottostimano la quota di popolazione sopra i 65 anni e sovrastimano quella di immigrati e di persone con meno di 14 anni. La deviazione fra percezione e realtà è molto più accentuata che altrove. Non sono solo pregiudizi. Si tratta di vera e propria disinformazione. Il nostro Paese ha bisogno di aumentare l’immigrazione regolare”, ha spiegato.

Leggi anche: Ci servono immigrati per sostenere le pensioni? Fact-Checking alla lavagna su Tito Boeri

Boeri ha evidenziato che nel lavoro manuale non qualificato “ci sono il 36 per cento dei lavoratori stranieri e l’8 per cento degli italiani”, e che “la storia ci insegna che quando si pongono forti restrizioni all’immigrazione regolare, aumenta l’immigrazione clandestina e viceversa: in genere, a fronte di una riduzione del 10% dell’immigrazione regolare, quella illegale aumenta dal 3 al 5%. In presenza di decreti su flussi del tutto irrealistici, la domanda di lavoro immigrato si riversa sull’immigrazione irregolare. I dati sono la risposta migliore, perché non c’è modo di intimidirli”.

Di Maio in difesa di Boeri

La posizione di Boeri è da tempo invisa alla Lega, che al vertice dell’Inps vorrebbe mettere uno dei suoi - probabilmente Brambilla -. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini si è scagliato contro Boeri, chiedendosi se “vive su Marte” e preannunciando cambiamenti ai vertici di certi “apparati pubblici”. A mitigare i toni arriva Di Maio che, come spiega La Stampa, “peraltro è il ministro ‘vigilante’ sull’Inps.

Boeri ha collaborato strettamente col presidente della Camera Roberto Fico sulla stretta ai vitalizi, e sta fornendo l’indispensabile supporto tecnico al ministero del Lavoro per l’operazione di ricalcolo delle ‘pensioni d’oro’”. Nonostante nella relazione di ieri Boeri non abbia evidentemente cercato in alcun modo di assecondare il vento politico, per Di Maio “rimane in carica fino al 2019”, quindi fino alla fine naturale del suo mandato. Purché, chiarisce il ministro al Lavoro e allo Sviluppo economico, “il Parlamento faccia il Parlamento e l’Inps faccia l’Inps”. 

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