Visite agli articoli
10796657

Abbiamo 213 visitatori e nessun utente online

La riforma delle pensioni slitta al Senato

333

senato

3 Dicembre 2018 -

Il Governo Conte sembra non voler fare nessun passo indietro rispetto a quanto promesso sulle Pensioni, anche se l’ipotesi di superamento della riforma Fornero rischia di creare qualche problema con Bruxelles che guarda con grande attenzione ai conti pubblici dell’Italia. A ribadire ancora una volta con determinazione la linea dell’esecutivo, al di là dei richiami europei, e il vicepremier leghista Matteo Salvini. "L'Europa – ha detto il ministro dell’Interno intervenendo su La 7 a Non è l’arena - può mandare anche padre Pio, ma io – ha ribadito - la legge Fornero la smonto pezzo pezzo".

Il pacchetto pensioni, ossia l’insieme di emendamenti alla Legge di Bilancio 2019 che andranno ad incrementare le misure riguardanti la riforma del sistema previdenziale, è pronto, tuttavia non fa parte della serie di emendamenti che sono stati depositati in Commissione Bilancio della Camera.

Come sottolineato dal Presidente della Commissione Bilancio - il leghista Claudio Borghi - infatti, i termini per la presentazione degli emendamenti sono scaduti e per questo il tutto è rinviato alla seconda lettura, quando il testo della Legge di Bilancio approderà al Senato.

Niente da fare quindi - almeno per adesso - per la proroga di Opzione Donna e per il taglio delle pensioni d’oro, così come per Quota 100 che negli emendamenti viene limitata per soli tre anni in attesa dell’estensione della Quota 41 per tutti i lavoratori.

Fanno parte degli emendamenti alla Legge di Bilancio (in totale sono 56, 41 proposti dal relatore e 15 dal Governo) l’aumento della deducibilità al 40% per l’Imu dei capannoni, diverse misure per la Sanità (tra cui il progetto per la riduzione delle liste di attesa) e nuove assunzioni nei centri per l’impiego, così da potenziarli in vista dell’introduzione del reddito di cittadinanza. Neppure su quest’ultimo, però, ci sono emendamenti tra quelli proposti alla Camera dei Deputati, quindi bisognerà attendere il passaggio al Senato della manovra finanziaria per saperne di più in merito.

Costi di Quota 100 più bassi di quelli previsti

I tentennamenti sulla riforma delle pensioni che hanno fatto sì che il pacchetto pensioni non sia stato presentato entro la scadenza prevista, probabilmente sono dovuti all’evoluzione delle trattative con l’Unione Europea che - come noto - ha chiesto all’Italia di limitare il costo della Legge di Bilancio partendo proprio dalla riforma previdenziale.

A tal proposito Di Maio ha dichiarato che “il Governo farà il possibile per evitare la procedura d’infrazione ai nostri danni”, specificando però che i punti essenziali della manovra “non si toccano”. Quota 100 quindi non è a rischio, tuttavia è possibile che il Governo voglia saperne di più sul fronte Europa prima da mettere tutto nero su bianco nella manovra finanziaria.

Per quanto riguarda Quota 100, comunque, il presidente della Commissione Bilancio alla Camera, Claudio Borghi, ha ribadito che nei fatti questa misura costerà meno di quanto preventivato. Come sottolineato da Borghi, infatti, non è assolutamente detto che tutti i potenziali beneficiari di Quota 100 accoglieranno questa misura, dal momento che “c’è tanta gente che sta bene al lavoro”. Borghi ha poi aggiunto che spetterà al Governo decidere se “imputare questi costi minori a minore deficit o anche ad altri investimenti”.

Gli altri emendamenti

Ricordiamo nel frattempo quali saranno gli emendamenti alla riforma delle pensioni che oramai saranno presentati al Senato una volta che il testo della Legge di Bilancio sarà approvato dalla Camera.

Tra gli emendamenti figurano la riduzione temporale di Quota 100 che sarà prevista come misura transitoria per tre anni in attesa dell’estensione di Quota 41 - la misura che consente di andare in pensione a 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica - che dovrebbe avvenire tra il 2021 e il 2022.

Per Opzione Donna, invece, è prevista una proroga per un solo anno, con l’impegno da parte del Governo di rinnovarla per gli anni successivi con la prossima Legge di Bilancio.

Ci sarà anche lo stop dell’adeguamento con le aspettative di vita, ma solamente per la pensione anticipata (che resterà quindi riservata a coloro che hanno maturato 42 anni e 10 mesi di contributi, un anno in meno se donne).

Infine, tra gli emendamenti del pacchetto pensioni ne abbiamo uno riguardante il taglio degli assegni cosiddetti “d’oro”; vediamo come funziona.

Taglio delle pensioni d’oro: se ne riparlerà al Senato

Come anticipato, il Governo ha individuato la soluzione per tagliare le pensioni d’oro, ossia quelle che hanno un importo annuo superiore ai 90.000€ lordi (4.500€ lordi mensili). Nel dettaglio, ci sarà una reintroduzione del contributo di solidarietà con una rimodulazione però delle fasce di abbattimento.

Le aliquote saranno cinque e per l’esattezza:

  • da 90.000€ a 130.000€ taglio progressivo del 10% dell’importo;
  • da 130.000€ a 200.000€ taglio progressivo del 14% dell’importo;
  • da 200.000€ a 350.000€ taglio progressivo del 16% dell’importo;
  • da 350.000€ a 500.000€ taglio progressivo del 18% dell’importo;
  • oltre i 500.000€ taglio del 20% dell’importo.

Oltre a questo taglio - che non si applicherà però per le pensioni calcolate interamente con il sistema contributivo - ci sarà anche la soppressione dei privilegi per le pensioni dei sindacalisti; il tutto per trovare risorse che dovrebbero essere reindirizzate all’aumento delle pensioni minime, con l’introduzione della pensione di cittadinanza.

Stampa Email