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Per Almaviva è il giorno della verità

Per Almaviva è il giorno della verità

12 dicembre 2016 ore 09.07

Dopo il fallimento dell'ultimo incontro, sindacati e azienda al Mise per salvare 2.511 posti. Il call center vuole ammortizzatori e costo del lavoro più basso: "una cosa non fattibile" per i dipendenti. Il 18 dicembre scade la procedura degli esuberi

Un ultimo, estremo tentativo per salvare i lavoratori Almaviva prima che scattino i licenziamenti. Così appare l’incontro fissato per oggi (lunedì 12 dicembre) al ministero dello Sviluppo economico dal viceministro Teresa Bellanova, dopo la rottura di martedì scorso. All’uscita dalle stanze del dicastero, in effetti, Bellanova ha parlato chiaramente di una “cristallizzazione delle posizioni”, invitando “alla riflessione” azienda e sindacati. Parole che, a una manciata di giorni dalla scadenza della procedura di esubero, tratteggiano una situazione evidentemente critica. Con posizioni ancora molto distanti.

La proposta avanzata dalla direzione del call center per salvaguardare i siti di Roma e Napoli che ha deciso di chiudere (e quindi i 2.511 posti di lavoro a rischio) prevede la riduzione del salario attraverso la perdita di un livello professionale. Ad esempio, chi è al quarto livello passerebbe al terzo, con effetti economici sul salario e l’azzeramento degli scatti. In sostanza, l’azienda vorrebbe sia gli ammortizzatori sociali sia l’abbassamento del costo del lavoro.

“Una cosa non fattibile" ha commentato Martina Scheggi, della Slc Cgil: "I lavoratori non ce la fanno e noi dall’inizio abbiamo detto che su questo non abbiamo margini di manovra". Il sindacato continua a dirsi “disponibile a fare un ragionamento serio su come utilizzare gli ammortizzatori sociali”, ma “su altro non possiamo lavorare”.

La combinazione di ammortizzatori e taglio del costo del lavoro sembra invece l’unica praticabile secondo quanto afferma Almaviva, che rifiuta di appoggiarsi sui soli sussidi statali, “finché il quadro economico aziendale non si riprende”.  L’azienda, oggi, perde 2 milioni di euro al mese, e tra le altre soluzioni ha presentato esodi incentivati e partecipazione dei lavoratori al Consiglio di sorveglianza. Dal canto suo, nell'ultimo incontro Bellanova ha ribadito che “non intende assecondare tagli al salario dei lavoratori”, con l’obiettivo di “arrivare a una revoca della procedura di licenziamento”, chiedendo a tutti di mantenere fede all’accordo del maggio scorso.

Problemi, tuttavia, ci sono anche per i lavoratori della sede del call center di Palermo. L'accordo tra Almaviva Contact ed Exprivia non si sta svolgendo secondo le previsioni e da oggi, 9 dicembre, 70 operatori della commessa Enel potrebbero ricevere, stavolta in via definitiva, la lettera di trasferimento a Rende, in Calabria. Una procedura che si è resa obbligatoria per Almaviva visto che la società Exprivia, dopo i colloqui e le selezioni di 306 dipendenti, ha deciso di assorbirne soltanto 227, a fronte dei 297 previsti dall'accordo che era stato raggiunto al ministero per lo Sviluppo Economico lo scorso novembre. Per risolvere la questione, che sembrava essersi conclusa con il rispetto delle clausole di territorialità, anche in questo caso si tornerà al ministero alla vigilia di Natale, il 20 dicembre.