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Almaviva ritira la proposta di accordo.

ROMA – “Teresa una di noi“, “Teresa pensaci tu”, “Teresa alza la voce”. E’ stata il viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, la destinataria dei cori lanciati dai lavoratori Almaviva Roma e Napoli, questa mattina sotto al Mise dove era  in corso l’incontro con ministero, sindacati e azienda per scongiurare la chiusura dei centri di Roma e Napoli, con relativi licenziamenti.

I manifestanti sfidando la pioggia e la temperatura rigida con cori rivolti alla Bellanova, ex sindacalista Cgil e specializzata in questi mesi nel risolvere “missioni impossibili”. oltre 400 manifestanti che promettono: “La gente come noi non molla mai”.


 


Di fronte alla cristallizzazione delle posizioni, ho invitato alla riflessione azienda e sindacato e riconvocato l’incontro per lunedì 12 alle ore 15”. Così la viceministro Teresa Bellanova durante l’incontro sulla crisi Almaviva convocato presso il ministero dello Sviluppo economico.

“Purtroppo- aggiunge la viceministro- ancora oggi registro una distanza tra le parti impegnate a rinfacciarsi le reciproche responsabilità, ma di sicuro il governo non intende assecondare tagli al salario dei lavoratori. Ho invitato le parti a una trattativa a oltranza, chiedendo loro un impegno a esaminare nel dettaglio le questioni aperte per arrivare a una revoca della procedura di licenziamento”.

“Sarebbe utile-  continua Bellanova- che azienda e sindacati onorassero quanto sottoscritto nell’accordo del 31 maggio scorso che entrambe, per elementi diversi, hanno messo in discussione. L’accordo va applicato nella sua interezza. In caso contrario, le parti lavorino responsabilmente per arrivare alla formulazione di una nuova intesa”.

“Il governo riteneva quell’accordo una buona sintesi e da parte sua- conclude Bellanova- ha mantenuto gli impegni stanziando nella legge di bilancio 30 milioni di euro destinati al settore dei call center, rendendo effettivi i controlli sulle imprese che delocalizzano e aumentando gli importi delle sanzioni fino a 150 mila euro. Nel frattempo gli uffici competenti hanno già inviato le diffide e comminato le prime sanzioni ai call center inadempienti situati nei Paesi extracomunitari. Siamo in una fase delicata, chiedo quindi a tutti responsabilità nei confronti delle persone che attendono una soluzione di questa vicenda”.


 

La proposta fatta da Almaviva per salvaguardare i siti di Roma e Napoli e quindi i 2.511 posti di lavoro prevede “ l’azzeramento degli scatti di anzianità per le sedi di Roma e Napoli e la riduzione del salario attraverso la perdita di un livello professionale.

Ad esempio, chi è al quarto livello passerebbe al terzo con conseguenze economiche sulla retribuzione - spiega Giorgio Serao, segretario nazionale della Fistel Cisl, sottolineando che la procedura per gli esuberi scadrà il 18 dicembre - Si tratta di provvedimenti, a dir loro, temporanei, finché il quadro economico aziendale non si riprende”. In più la proposta di Almaviva prevede, prosegue Serao, “esodi incentivati e partecipazione dei lavoratori al consiglio di sorveglianza”.

Nei prossimi giorni, "ci auguriamo che anche l'azienda modifichi i suoi atteggiamenti che sono al limite della provocazione, anche perché sa benissimo che non siamo nelle condizioni di abbassare il costo del lavoro", ha dichiarato invece Pierpaolo Mischi segretario nazionale Uilc ribadendo che il sindacato "non può assolutamente addivenire alla richiesta dell'azienda, che perciò definiamo provocatoria".

"Preso atto della totale indisponibilità al percorso industriale presentato dall'azienda, ribadita anche oggi dalle organizzazioni sindacali con toni perentori, Almaviva Contact non può che considerare superata la propria proposta" che quindi viene ritirata. Lo spiega la stessa azienda in una nota. Il piano di riorganizzazione avviato da Almaviva Contact il 5 ottobre scorso - si spiega - "costituisce una responsabilità inevitabile e necessaria per mettere in sicurezza l'attività dell'Azienda e salvaguardare, nella misura possibile, la continuità occupazionale".
L'azzeramento degli scatti d'anzianità su Roma e Napoli e mantenimento dell'esodo incentivato e della riqualificazione sono le proposte avanzate da Almaviva nell'incontro avuto al Mise col viceministro Teresa Bellanova e i sindacati per scongiurare la chiusura e i circa 2500 licenziamenti nei centri di Roma e Napoli.
Le proposte, però sono state giudicate dai sindacati "inaccettabili, non si può procedere ad un taglio del salario". Sul costo del lavoro le sigle sindacali infatti non indietreggiano nonostante la richiesta della Bellanova a trattare su questo punto. "Accettare- dicono- farebbe tornare il settore indietro di anni, a quel punto non avrebbero senso le lotte fatte in questi anni". Il termine ultimo entro cui trovare l'accordo è il 21 dicembre.