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Almaviva, bloccati i trasferimenti dei lavoratori da Palermo a Rende

 

03-11-2016  Dopo una ''laboriosa trattativa'' sono stati bloccati i trasferimenti del gruppo Almaviva dalla Sicilia alla Calabria. Lo comunica il ministero dello Sviluppo economico, spiegando che il risultato raggiunto è frutto del lavoro di mediazione della viceministro, Teresa Bellanova. ''Per avere questo risultato ho lavorato incessantemente, mettendo a disposizione le strutture e lo staff del ministero, con l'obiettivo di evitare uno stravolgimento nella vita delle persone e la perdita di posti di lavoro a Palermo'', dice il viceministro. "I lavoratori sono al primo posto. Bloccati i trasferimenti" twitta.

«#Almaviva I lavoratori sono al primo posto. Bloccati i trasferimenti dalla Sicilia alla Calabria. Martedì convocato incontro al ministero dello
Sviluppo». Lo scrive il viceministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova su twitter riferendosi al nodo dei trasferimenti da Palermo a Rende dei lavoratori di Almaviva Contact, al via dall'8 novembre.

Di ufficiale per ora c'è lo stop ai trasferimenti dei lavoratori di Almaviva Contact da Palermo a Rende, almeno fino a martedì, quando al ministero dello Sviluppo economico si tornerà a trattare per mettere nero su bianco un'ipotesi di accordo, discussa in queste ore negli uffici di via Molise con le parti sociali, sul nodo dei trasferimenti da Palermo a Rende. Stando a quanto trapela da fonti sindacali, al termine dell'incontro odierno al Mise sulla crisi del colosso dei call center, sarebbe stata discussa un'intesa di massima, per l'assunzione su base volontaria di 295 operatori 398 di Almaviva Contact, impiegati nella commessa Enel in scadenza a dicembre, da parte di Exprivia, la società che si è aggiudicata la commessa Enel. Gli altri 98 dovrebbero rimanere in Alamviva Contact.

L'accordo prevederebbe che i lavoratori dovrebbero essere assunti da Exprivia ex novo, inquadrati al terzo livello del contratto collettivo , ma con le tutele dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (in sede di contrattazione individuale). Un punto fondamentale per i sindacati e sul quale nei giorni scorsi le trattative al Mise si erano arenate perchè per i sindacati «era inammissibile che i lavoratori dovessero rinunciare a un diritto quesito (la tutela prevista dall'articolo 18 della legge 300 del 1970, ndr)». Per compensare l'azzeramento degli scatti di anzianità, Exprivia sarebbe pronta a ripartire una quota economica (240 mila euro) tra i lavoratori da assumere.

L'accordo dovrà essere messo nero su bianco martedì prossimo, quando al Mise si terrà un nuovo incontro sulla crisi di Almaviva e dopo le assemblee dei lavoratori che saranno convocate per discutere dell'ipotesi messa a punto oggi. Un'intesa annunciata dal viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova su Twitter.

Secondo quanto trapela l'apertura di Exprivia riguarderebbe l'articolo 18. In sostanza la società che si è aggiudicata la commessa Enel, persa da Almaviva, assumerebbe i lavoratori di Palermo al terzo livello del contratto collettivo ed ex novo, ma con le tutele previste dell'articolo 18. Un'intesa di massima che con la garanzia delle clausole sociali scongiurerebbe i trasferimenti a Rende in Calabria, ma che per i lavoratori comporterebbe, comunque, una perdita di parte dei diritti, come scatti di anzianità e livelli acquisiti.

Per compensare questa perdita economica Exprivia sarebbe pronta a ripartire 120.000 euro più 120.000 euro da spalmare sui dipendenti interessati.

"Qualcosa si è mosso. Giovedì scorso ci eravamo lasciati senza nessuna apertura su questo punto da parte di Exprivia - dice all'AdnKronos Aldo Rizzo, Rsu Ugl Telecomunicazioni -. Accogliamo positivamente le notizie che arrivano da Roma. Nel momento in cui si farà la conciliazione tra Almaviva ed Exprivia i lavoratori che transiteranno con le clausole sociali verso quest'ultima avranno la perdita di un pezzo di salario, ma potranno mantenere la territorialità e il perimetro occupazionale. Aspettiamo comunque di conoscere a fondo la bozza di accordo raggiunta oggi a Roma". L'intesa di massima dovrà comunque passare dalle assemblee dei lavoratori, che dovranno essere convocate prima del nuovo incontro al Mise di martedì.